amber heard johnny depp

"AMBER HEARD? E' TROPPO DISGUSTOSA E ORA RISCHIA LA ROVINA" - DOPO LA SENTENZA CHE L'HA CONDANNATA PER AVER DIFFAMATO JOHNNY DEPP, L'ATTRICE SI RITROVA CON UN DEBITO DA 8,35 MILIONI DI DOLLARI NEI CONFRONTI DELL'EX MARITO - COME PAGHERA'? LA SUA CARRIERA E' FINITA, LE SUE CASSE SONO IN ROSSO, E TUTTI LA TENGONO A DEBITO DISTANZA - FARA' APPELLO MA IN OGNI CASO RISCHIA LA BANCAROTTA... - VIDEO

 

1. "A HOLLYWOOD NON C’E’ MODO PER AMBER HEARD DI TORNARE INDIETRO": L’ATTRICE RISCHIA LA ROVINA DOPO LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI FAIRFAX

Dagotraduzione dal Daily Mail

 

amber heard dopo la sentenza del tribunale di fairfax

Amber Heard potrebbe perdere tutto: carriera e soldi. La condanna del tribunale di Fairfax, in Virginia, la lascia con un debito di 8,35 milioni di dollari da versare all’ex marito Johnny Depp.

 

Secondo gli esperti «a Hollywood non c’è modo di tornare indietro per Heard», e l’attrice, dopo le sei settimane di processo, è stata definita «troppo icky (schifosa) per uno studio». Come farà a pagare Depp?

 

Durante il processo Heard ha fatto sapere di essere stata gravemente danneggiata dal processo, confessando che la citazione in giudizio di Depp le ha impedito di versare i 7 milioni di dollari promessi a enti di beneficenza.

 

amber heard in aquaman 2

L’attrice adesso si trova ad affrontare una serie di problemi: la sua carriera è congelata (una petizione online che chiede la sua cancellazione dal film Aquaman2 ha ottenuto 4,5 milioni di firme), le sue finanze, almeno a quanto detto durante il processo, sono in rosso, e l’enorme solidarietà ricevuta da Depp potrebbe spingere le aziende e i marchi a evitarla.

 

Per onorare i suoi debiti, potrebbe essere costretta a vendere i suoi beni, tra cui un rifugio rurale da 570.000 dollari nella Yucca Valley e una Range Rover che ha ottenuto dal divorzio con Depp. La domanda principale, però, resta: come farà Heard a coprire l'enorme conto dei danni, da pagare entro 30 anni?

 

Secondo l'avvocato Sandra Spurgeon dello Spurgeon Law Group a Lexington, nel Kentucky, Depp potrebbe rinunciare o negoziare un importo minore.

 

la casa di amber heard nella yucca valley

Ma se lui la costringesse a pagare l'intero conto, Heard potrebbe appellare la sentenza sui danni. Anche se un ricorso con un nuovo giudice potrebbe finire a suo favore, dovrà comunque pagare l'intero importo mentre il ricorso è in sospeso, il che potrebbe costringerla a dichiarare bancarotta.

 

Una terza opzione, secondo la collaboratrice legale di CBS News Jessica Levinson, è pignorare i suoi futuri guadagni: una parte dei suoi cachet per film o programmi potrebbe finire nelle casse di Depp fino a quando il debito non sarà stato coperto.

 

2. AMBER HEARD-JONNHY DEPP, IL PROCESSO-REALITY CHE HA «OSCURATO» LE CARRIERE DEI DUE ATTORI

Silvia Morosi per il corriere.it

 

amber heard dopo la sentenza del tribunale di fairfax 2

Il verdetto è arrivato, dopo settimane di attesa e tre lunghi giorni di deliberazione. Nel maxi processo per diffamazione che ha visto protagonisti Johnny Depp e Amber Heard, la giuria del tribunale di Fairfax, in Virginia, ha condannato l’attrice 36enne al risarcimento: in tutto, Heard dovrà pagare 10,4 milioni di dollari all’ex marito (contro i 50 milioni che quest’ultimo le aveva chiesto per un articolo da lei scritto nel 2018 sul Washington Post nel quale si autodefiniva come una «figura pubblica vittima di violenza domestica»).

 

amber heard dopo la sentenza del tribunale di fairfax 3

«La giuria mi ha ridato la vita. Sono davvero onorato», ha detto in tono trionfante Depp dopo il verdetto, seguito in un pub di Newcastle. «La delusione che provo oggi supera qualsiasi parola», il commento affidato ai social da Heard, presente in aula. «Avevo portato una montagna di prove, ma non sono state abbastanza per resistere alla sproporzionato potere e influenza del mio ex marito». L'attrice - ha dichiarato al New York Times il portavoce Alafair Hall - ha ora intenzione di ricorre in appello contro la sentenza che l'ha condannata.

 

la casa di amber heard nella yucca valley 4

Querela e contro-querela

Amber e Johnny si erano conosciuti nel 2011 sul set di The Rum Diary: la loro unione del 2015 era naufragata nel 2016 quando lei aveva chiesto il divorzio ottenendo anche un'ingiunzione della magistratura per evitare che l'ex marito le si avvicinasse. E all'accusa di diffamazione da parte di Depp, Heard aveva risposto con una contro-querela: l'avvocato di lui, Adam Waldman, aveva definito «un imbroglio» le sue accuse.

 

amber heard in aquaman

Un processo «omicidio-suicidio»

Il processo che si è appena chiuso - che ha messo in secondo piano il tema delle violenze, dando spazio "solo" al tema della diffamazione - non ha giovato alla carriera di nessuno dei due attori coinvolti. Se da un lato Depp ha sempre sperato che la vittoria finale potesse aiutarlo a ripristinare la sua reputazione, «entrambi lavoreranno di nuovo, ma ci vorrà del tempo perché un grande studio di produzione torni a scommettere su di loro dopo i dettagli emersi sul loro breve matrimonio in un processo seguito da milioni di persone», spiega l’ex avvocato dello spettacolo Matthew Belloni su Puck, come riporta l’Ap.

 

AMBER HEARD

«Un bagaglio personale che si è rivelato troppo sgradevole per la carriera di entrambi». Non è un caso quindi se Eric Rose, esperto di comunicazione e gestione delle crisi a Los Angeles, ha definito il processo un «classico omicidio-suicidio», in termini di danni a entrambe le carriere.

 

In attesa del verdetto, l’opinione pubblica si era già divisa e schierata: come riporta un lungo editoriale pubblicato su Variety, la carriera di Depp «era in declino ben prima che uscisse l’editoriale di Heard». Opinione condivisa in aula anche da Tracey Jacobs, l’ex agente di Depp: «La sua stella si era già offuscata», ha ricordato parlando dell'allontanamento dai franchise di Pirati dei Caraibi e Animali Fantastici determinati dalle sue dipendenze (ammesse in passato) e dalle difficoltà nel lavorare con lui.

 

johnny depp 1

L’opinione pubblica contro Heard

Cosa succederà, invece, alla carriera di Heard? L’attrice sarà impegnata nei prossimi anni in Run away with me e In the fire, e l ’anno prossimo tornerà sul grande schermo per il sequel di Aquaman (con una parte ridotta, argomento utilizzato al processo dai suoi avvocati per dimostrare come Depp le abbia rovinato la carriera).

 

E, come se non bastasse, una petizione lanciata su Change.org dai fan di Depp per fare pressione su Dc Comics e Warner Bros ha addirittura chiesto di escluderla dal film, arrivando a superare l’obiettivo di 4,5 milioni di firme. Gli stessi fan che, nei giorni del processo, si sono radunati fuori dall’aula di tribunale per sostenere l’attore e «guardare con divertimento, come ai tempi del Medioevo, una donna fatta a pezzi in pubblico» (qui la spiegazione del fenomeno sociale del «trainwreck»), ha osservato sul New York Times Jessica Bennett nell'articolo «Perché nessuno ha vinto nel processo?».

 

amber heard

In passato l'attrice aveva denunciato: «Ho dovuto lottare duramente perché mi tenessero nel film, non volevano farmi tornare. E comunque, alla fine, il mio ruolo è stato fortemente ridimensionato. Mi era stata data una sceneggiatura, poi sostituita da versioni successive nelle quali diverse scene d’azione che coinvolgevano il mio personaggio erano state eliminate. In pratica, hanno tagliato tantissimo del mio ruolo».

 

«Il bisogno di sorellanza»

Amber Heard sul banco dei testimoni 2

Sono tanti anche i nomi del mondo dello spettacolo che hanno supportato l’attore, come il musicista Ryan Adams - a sua volta accusato e poi scagionato da diverse accuse di molestia sessuale - che ha commentato il post con cui Depp ha accolto il verdetto con un cuore e una fiamma.

 

Meno, invece, i supporter che si sono espressi a favore di Heard, come la comica Amy Schumer: «Ogni donna che sceglie di comportarsi come un normale essere umano deve sapere che le armi dello status quo la tratteranno come fosse una sporca barzelletta… Avrà bisogno di sorellanza», ha scritto su Instagram, riportando una celebre frase della scrittrice e giornalista femminista Gloria Steinem.

 

johnny depp a processo

Perché, non è l'unica a sostenerlo, il verdetto potrebbe riportare indietro, di decenni, i risultati raggiunti e convincere molte donne a non denunciare le violenze subite per non incorrere in pericolose (e costose) cause di diffamazione.

Amber Heard ascolta Kate Moss 2Amber Heard ascolta Kate MossAmber Heard in tribunale in Virginiaamber heard al processo in virginia 7amber heard al processo 2amber heard al processoamber heard al processo 3amber heard testimonia al processo 5amber heard testimonia al processoamber heard testimonia al processo 4amber heard testimonia al processo 3amber heard testimonia al processo 2amber heard

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI