coronavirus francia

"ALLA FRANCIA SERVE UN ALTRO LOCKDOWN, DA NOI RISCHIANO CAMPANIA E LAZIO" - WALTER RICCIARDI: “BISOGNA TENERE PRESENTE CHE I CONTAGIATI EFFETTIVI SONO CIRCA CINQUE VOLTE QUELLI ACCERTATI, MA NON È TANTO IL NUMERO CHE CONTA QUANTO COME QUESTO PREME SUL SISTEMA SANITARIO. IN FRANCIA LE TERAPIE INTENSIVE DI MARSIGLIA E NIZZA COMINCIANO A SPOSTARE PAZIENTI A PARIGI E QUESTO CON I CONTAGI CRESCENTI NON PUÒ CHE PORTARE AL LOCKDOWN - IN ITALIA? TUTTO DIPENDE DAI COMPORTAMENTI DEI CITTADINI…”

Francesco Rigatelli per “la Stampa”

 

walter ricciardi al meeting di rimini

«La Francia avrà bisogno del lockdown totale, noi no se ci comportiamo bene, ma Lazio e Campania sono a rischio». Walter Ricciardi, 61 anni, professore ordinario di Igiene all'Università Cattolica e consigliere del ministro della Salute Speranza fa un bilancio della situazione dopo la riapertura delle scuole.

 

Studenti, insegnanti e famiglie se la stanno cavando?

«Servono due settimane per esserne certi, ma la prima impressione è positiva. E' stato importante riportare dieci milioni di persone alla normalità, che però va assicurata nel tempo».

 

coronavirus in francia

Gli stadi intanto rimangono limitati a mille persone all'aperto e 200 al chiuso.

«Non può essere che così in un momento di circolazione intensa del virus. Bisognerà aspettare fino a che il contagio non sarà diminuito o non sarà stato trovato il vaccino».

 

Vale anche per la vita sociale?

«Se si è attenti e rigorosi quella può continuare. Mi pare che nella generalità le mascherine e le distanze vengano rispettate. Anche la maggiore igiene delle mani sta azzerando i casi di malattie come morbillo e rosolia».

 

Eppure la movida sembra implacabile.

«La sensazione di benessere estiva ha portato un certo rilassamento, ma ora ci sono migliaia di casi al giorno per cui è bene osservare attentamente misure come le mascherine dopo le 18 nelle zone di movida».

coronavirus francia – con la mascherina davanti alla torre eiffel

 

Alcune città impongono sempre le mascherine, succederà in tutta Italia?

«Dipenderà dai contagi. In questa fase tutte le città e le regioni sono ripartite alla pari. In primavera Lombardia e Piemonte erano i territori più colpiti, mentre ora sono Lazio, Campania e Sardegna».

 

Ci sarà un limite di sei persone per gli assembramenti come in Inghilterra?

«Quello è più un messaggio simbolico che un provvedimento con basi scientifiche. Col distanziamento la Mostra del cinema di Venezia per esempio ha funzionato. Sono i comportamenti che fanno la differenza».

 

In Francia i Nobel per l'Economia Abhijit Banerjee e Esther Duflo hanno proposto un lockdown dall'1 al 20 dicembre per salvare i nonni a Natale. Che ne pensa?

«La Francia è in una situazione difficile per cui credo che dovrà fare un lockdown totale anche prima».

 

walter ricciardi al meeting di rimini 2

Cosa porta al lockdown?

«Bisogna tenere presente che i contagiati effettivi sono circa cinque volte quelli accertati, ma non è tanto il numero che conta quanto come questo preme sul sistema sanitario. In Francia le terapie intensive di Marsiglia e Nizza cominciano a spostare pazienti a Parigi e questo con i contagi crescenti non può che portare al lockdown».

 

In Italia si continua a dire che è improbabile, ma è davvero così?

«Il lockdown generale spero sia difficile, ma tutto dipende dai comportamenti degli italiani. Se saremo bravi non ne avremo bisogno, anche se in alcune zone si sta perdendo il controllo come in Lazio o in Campania».

coronavirus lazio

 

Del resto perché in Francia sì e da noi no?

«Ci sono delle differenze, per esempio in Francia non c'è la quarantena obbligatoria o in Inghilterra solo da poco le mascherine vanno indossate dal personale dei ristoranti. Certo Spagna, Israele, Belgio, Olanda e Danimarca peggiorano e purtroppo non esiste una strategia comune. L'unica possibilità è limitare i movimenti delle persone da e per gli stati compromessi».

 

Tra due settimane, quando potremo aggiornare il quadro, cosa si aspetta?

«Un peggioramento della situazione, spero non intenso, con più pressione sugli ospedali anche per l'arrivo di raffreddori e influenze. Per questo è importante il richiamo alle precauzioni e il vaccino antinfluenzale per tutte le età. Va anche ripresa la app Immuni, che consente un tracciamento digitalizzato più tempestivo di quello manuale».

coronavirus, sanificazione degli uffici della regione lazio

 

È possibile ipotizzare un picco?

«È troppo presto, ma potrebbe essere a dicembre o a gennaio-febbraio, quando arriverà l'influenza e porterà un po' di confusione nel riconoscere il coronavirus intasando gli ospedali. Se saremo bravi nel rispettare le misure però supereremo l'una e l'altro».

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