antonio colopi ferrara carcere

"HANNO AGITO CON CRUDELTÀ E VIOLENZA GRAVE" – TRE AGENTI DELLA POLIZIA PENITENZIARIA DI FERRARA SONO ACCUSATI DI TORTURA: HANNO FATTO SPOGLIARE E PICCHIATO UN DETENUTO MINACCIANDOLO CON UN COLTELLO ALLA GOLA – LE PAROLE DI UNO DEI TRE: “QUI NON C’È NESSUNO, COMANDANTE E ISPETTORE SONO SOLO IO”, “ORA TOCCA A ME…”

 

 

Da www.ansa.it

carcere ferrara

 

Tre agenti di polizia penitenziaria sono accusati a Ferrara del reato di tortura per aver fatto spogliare e picchiato in cella un detenuto oltre che minacciarlo con un coltello alla gola. Per loro la Procura ferrarese ha chiesto il rinvio a giudizio e l'udienza preliminare è fissata per il 9 luglio.

 

La vittima, riportano i quotidiani locali, è in carcere per omicidio. I fatti risalgono al 30 settembre, dopo di che l'uomo è stato trasferito a Reggio Emilia.

 

antonio colopi

Secondo il pm Isabella Cavallari, in occasione di una perquisizione, è stato oggetto di "trattamento inumano e degradante per la dignità della persona": è stato fatto denudare e inginocchiare e in quella posizione percosso, anche con un oggetto di metallo, quindi lasciato lì fino a quando non l'ha notato il medico del carcere. Due agenti sono accusati anche di falso e calunnia, per i rapporti sulla vicenda. Il detenuto ha avuto una prognosi di 15 giorni.

 

Imputata anche un'infermiera del carcere, per false attestazioni.

 

I tre agenti avrebbero agito "con crudeltà e violenza grave" approfittando "della condizione di minorata difesa derivante dall'averlo ammanettato". E' quanto contesta la Procura nella richiesta di rinvio a giudizio, firmata dal pm Isabella Cavallari.

 

"Qui non c'è nessuno, comandante e ispettore sono solo io". Le parole sarebbero state di uno dei tre agenti della Penitenziaria a Ferrara. La frase, riportata nella richiesta di rinvio a giudizio, secondo la Procura sarebbe stata pronunciata da uno dei tre, un sovrintendente, dopo che la vittima, da lui colpita ripetutamente anche con un oggetto di ferro, aveva invocato il comandante di reparto del carcere.

carcere ferrara 2

 

A quel punto sarebbe entrato nella cella il secondo agente, un assistente capo, dicendo: "Ora tocca a me". Anche lui quindi avrebbe iniziato a picchiare e insultare il detenuto, seguito dal terzo agente, che ha fatto anche da palo.

 

Secondo quanto ricostruito dall'accusa, il sovrintendente e due assistenti capo della Penitenziaria, difesi dagli avvocati Alberto Bova e Giampaolo Remondi, si sarebbero infatti alternati nel fare da palo nel corridoio, in occasione di una perquisizione eseguita arbitrariamente dentro la cella dove si trovava recluso in isolamento il detenuto, 25 anni.

 

carcere ferrara 1

Prima il sovrintendente, dopo avergli fatto togliere maglia e canottiera, lo avrebbe fatto inginocchiare, quindi colpito con calci allo stomaco. Poi gli avrebbe fatto togliere scarpe e calzini, lo avrebbe ammanettato continuando a colpirlo su stomaco, spalle e volto e poi anche con un ferro di battitura. A quel punto la vittima avrebbe reagito, con una testata, rompendo gli occhiali all'agente, che lo ha minacciato e lo ha colpito ancora, fino a spaccargli un dente.

 

Il detenuto allora ha chiesto aiuto, ma l'agente lo avrebbe minacciato alla gola con un coltello rudimentale, passatogli da un collega. Finite le percosse dei tre, la vittima è stata lasciata ammanettata fino a quando non è stata notata dal medico del carcere, durante il giro tra le sezioni. Gli indagati rispondono anche di lesioni e a vario titolo di falso e calunnia, per aver scritto nei rapporti, in sostanza, che il detenuto si era opposto alla perquisizione e li aveva aggrediti.

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