incidente asilo l'aquila

"HO PROVATO A FERMARE L'AUTO CON LE MANI" - PARLA LA MAMMA LA CUI MACCHINA E' PIOMBATA SULL'ASILO ALL'AQUILA UCCIDENDO UN BAMBINO E FERENDONE ALTRI 5: "HO PARCHEGGIATO IN PIANURA, HO INSERITO LA MARCIA, NON RICORDO DI AVER INSERITO IL FRENO A MANO. ME LA SONO VISTA PASSARE DAVANTI" - LA DONNA, DI ORIGINI BULGARE, E' INDAGATA PER OMICIDIO E LESIONI STRADALI, FORSE SARA' ASCOLTATA OGGI. ATTESA UNA DECISIONE SULL'ARRESTO...

 
Stefano Dascoli Marcello Ianni per "il Messaggero"
 

incidente asilo l'aquila vittima tommaso

Nella morte di Tommaso D'Agostino, ucciso mercoledì a soli 4 anni travolto da un'auto che si è sfrenata ed è piombata sul giardino dell'asilo dove stava giocando, c'è una coincidenza che ha dell'incredibile. L'ha raccontata, al Messaggero, il papà del piccolo, Patrizio:
 
«Qui a casa amiamo tutti Franco Battiato. Un legame particolare: siamo cresciuti con le sue canzoni. Tommaso è nato e morto negli stessi giorni: 23 marzo e 18 maggio. È per questo che un'associazione che ha appena comprato un'ambulanza, la Sam Safety e Security, ha deciso di intitolarla a lui, citando La cura, una delle canzoni più belle di Battiato».
 
Ieri all'Aquila è stato il giorno del lutto e del dolore. Negozi chiusi due ore, attività cancellate, la silenziosa ma costante processione dinanzi all'asilo chiuso, per adagiare un fiore, un biglietto, un ricordo, un peluche. Al papà di Tommaso non è stato risparmiato nulla: la sua famiglia vive a pochi metri dall'asilo e per questa ragione la portata del dramma è stata chiara fin dai primissimi istanti.
 

incidente asilo l'aquila dinamica

«Ero affacciato in balcone - ha raccontato Patrizio -, ho sentito un botto provenire dalla direzione della scuola. Mi sono precipitato lì, sono stato tra i primi ad arrivare». Il racconto si ferma qui: il resto è lacrime, incredulità, dolore lancinante.
 
LA TESTIMONIANZA Sentimenti che si intrecciano e quasi si fondono con quelli di B.R.Z., la donna bulgara di 38 anni, indagata per omicidio stradale, che ha lasciato incustodita la Volkswagen Passat con a bordo uno dei figli, un 12enne, mentre è entrata a scuola per riprenderne altre due. Tre-quattro minuti fatali.
 

incidente asilo l'aquila

«Ho parcheggiato la macchina in pianura - ha raccontato ieri la donna attraverso il suo avvocato, Francesco Valentini -, ho inserito la marcia, ma non ricordo di aver inserito il freno a mano. Me la sono vista passare davanti, ho provato a fermarla con le mani, senza riuscirci. Le mie figlie hanno visto tutto e sono sotto choc: siamo distrutti e addolorati, chiediamo scusa alla famiglie dei bambini».
 
Il legale ha aggiunto: «Marito e moglie non riescono a darsi pace. Una colpa, ma anche circostanze sfortunate e fortuite per una donna che ogni giorno faceva questi movimenti. Ci difenderemo dall'accusa di omicidio stradale». «Aspettiamo le risultanze tecniche dei vari esami - ha concluso ancora l'avvocato -. Bisogna riflettere sul fatto che la macchina si sia spostata dopo alcuni minuti e che abbia rotto la recinzione che non era ancorata al muretto, ma a terra». La donna sarà sentita nei prossimi giorni, forse già oggi.
 

INCIDENTE ASILO L'AQUILA

Il figlio è stato invece ascoltato nella notte con una psicologa: ha detto di non ricordare quasi nulla. L'auto aveva freno elettronico (dunque si potrà scandagliare la centralina) e cambio manuale. Oggi sarà affidata a Cristiano Ruggeri la perizia sull'auto e si cercherà di evitare l'esame autoptico sul corpo del piccolo. L'inchiesta, coordinata dal pm Stefano Gallo e condotta da Squadra Mobile e Polizia stradale, è destinata ad allargarsi ad altri aspetti.
 
Sono stabili o in miglioramento le condizioni degli altri cinque ricoverati, tre a Roma e due all'Aquila. Il bimbo trasportato al Bambin Gesù è uscito dalla terapia intensiva e la prognosi è stata sciolta. Le due bimbe al Gemelli sono ancora ricoverate in terapia intensiva pediatrica, ma respirano da sole e sono vigili. All'Aquila ci sono due gemellini: «Sono vigili, orientati, in discrete condizioni» dice l'Asl. 
 
2. L’AQUILA, INCIDENTE ALL’ASILO: ATTESA LA DECISIONE SULL’ARRESTO DELLA MADRE. "LA MARCIA ERA INSERITA, IL FRENO A MANO NON RICORDO"

INCIDENTE ASILO L'AQUILA

Da open.online

 

«Sono sicurissima di aver inserito la marcia, il freno a mano non ricordo. La macchina non era in pendenza ma sulla piazzola prima della discesa». Sono le parole della donna 38enne di origini bulgare, indagata per omicidio e lesioni stradali, la cui auto nel pomeriggio del 17 maggio si è schiantata contro la recinzione dell’asilo “1 Maggio” di Pile (L’Aquila) uccidendo un bambino di quattro anni e ferendone altri cinque.

 

All’interno del veicolo era presente anche il figlio 12enne della donna. La 38enne vive da anni con il marito e tre figli nel capoluogo abruzzese. La Passat che guidava è di proprietà di un giovane parente e le era stata data in prestito. E la testimonianza della donna è stata presa in considerazione dagli inquirenti, tant’è che la Procura ha disposto una perizia sull’auto per capire se, di fatto, vi sia stato qualche malfunzionamento tecnico del freno a mano.

 

Intanto proseguono le indagini per ricostruire dell’incidente. Secondo i primi accertamenti risulta che la donna abbia parcheggiato l’auto vicino l’asilo per andare a riprendere i due gemelli di cinque anni, lasciando l’altro figlio 12enne in macchina. A quel punto il veicolo si sarebbe cominciato a muovere. Una delle ipotesi formulate nelle ultime ore è che il ragazzino lasciato solo potrebbe aver tolto il freno alla vettura. Intanto il pm Stefano Gallo rimane in attesa di riscontri tecnici avviati al fine di chiarire le dinamiche e le cause della tragedia.

INCIDENTE ASILO L'AQUILA

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...