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RIAPRIRE SI’, MA COME? RISTORANTI APERTI A PRANZO E CENA ANCHE IN ZONA ROSSA. SÌ AL RITORNO AL CINEMA (INGRESSO COL TAMPONE E DISTANZIAMENTO IN SALA) E AL GIOCO DELLE CARTE AL BAR (MA CON LE BESTEMMIE COME LA METTIAMO?): ECCO IL PIANO DELLE REGIONI – LE LINEE GUIDA PER PALESTRE, PISCINE E TERME - SPERANZA: "NON DOBBIAMO SBAGLIARE TEMPI E MODI DELLE RIAPERTURE”

Da repubblica.it

 

RIAPERTURE RISTORANTI

Governo al lavoro e anche le regioni. Il prossimo passo: riaprire. L'esecutivo guidato da Mario Draghi è impegnato a definire una prima bozza di cronoprogramma che vedrà la luce, nei prossimi giorni, e che sarà un punto d'incontro fra i "rigoristi" (Pd e Speranza) e gli "aperturisti" (centrodestra). E anche le Regioni hanno definito le loro linee guida, che oggi saranno sottoposte al governo e Cts, per far ripartire ristoranti, bar, piscine, palestre, cinema e teatri.

 

Tra le altre misure, per i ristoranti si prevede di privilegiare la prenotazione, assicurare i 2 metri di distanza tra i clienti al chiuso e almeno 1 metro all'aperto. Dopo le 14 la consumazione deve avvenire al tavolo. E si conferma l'obbligo di mascherina per i clienti quando non sono seduti.

riaperture ristoranti 1

 

Per le palestre: apertura durante la zona rossa, ingresso con prenotazione, consentiti solo i corsi e niente sport di contatto e due metri di distanza tra chi fa attività fisica. E nelle piscine? La densità di affollamento in vasca si calcola assicurando almeno 7 metri quadri di superficie d'acqua a persona. Per cinema e teatri: un metro di distanza (2 senza mascherine) e tampone per entrare.

 

Si specifica infatti: per ristoranti e palestre le misure indicate "possono consentire il mantenimento dell'attività anche in scenari epidemiologici ad alto rischio" purché associate a "screening periodico del personale non vaccinato". Mentre per cinema e spettacoli dal vivo, le misure si mantengono in scenari a "basso medio e alto rischio" se integrate con tamponi all'ingresso, test negativi effettuati nelle ultime 48 ore, completamento della vaccinazione. Per tutti i settori, (ristorazione, palestre e piscine e cinema e spettacoli dal vivo), le misure possono essere applicate anche nelle zone rosse.

 

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"Si tratta di proposte elaborate dai Dipartimenti di prevenzione delle Regioni su cui chiederemo il parere del Cts che ci auguriamo arrivi il prima possibile per permettere, in modo progressivo e ferma restando l'applicazione del principio di massima cautela in termini di contenimento della diffusione del Covid-19, al Paese di imboccare la strada del ritorno alla normalità", ha commentato il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga.

 

 

Il governo, da parte sua, valuta l'ipotesi che vede un allentamento progressivo delle restrizioni, sempre permettendo e considerando il nodo vaccini dopo le raccomandazioni sull'uso di Astrazeneca principalmente per gli over 60 e lo stop in via precauzionale del siero Johnson & Johnson in Usa che ha avuto conseguenze anche in Europa e in Italia.

ristoranti

 

Sì ai ristoranti aperti a pranzo e anche a cena, attenendosi alle regole. Tra quelle stilate dalle Regioni, ci sono anche le distanze tra clienti per tornare nei bistrot, nelle osterie e in trattoria. Occorre privilegiare le prenotazioni, raccomandano le Regioni nelle linee guida e "disporre i tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno 2 metri di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso e di almeno 1 metro di separazione negli ambienti all'aperto (giardini, terrazze, plateatici, dehors)". E ancora. ''Le misure'', si legge nella bozza messa a punto da un gruppo tecnico ristretto, ''se rispettate, possono consentire lo svolgimento sia del servizio del pranzo, che della cena''.

 

RISTORANTI CHIUSI LOCKDOWN 6

Inoltre, si sottolinea nel documento, le misure ''possono consentire il mantenimento del servizio anche in scenari epidemiologici definiti ad alto rischio purché integrate con strategie di screening periodico del personale non vaccinato'', ossia anche in zona rossa. Le linee guida si applicano per ogni tipo di esercizio di somministrazione di pasti e bevande come ''ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, bar, pub, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie'' anche se collocati nell'ambito delle attività ricettive, all'interno di stabilimenti balneari e nei centri commerciali e per ''l'attività di catering''.

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A proposito dei catering. La modalità self-service "può essere eventualmente consentita per buffet realizzati esclusivamente con prodotti confezionati in monodose'', è la raccomandazione contenute nella bozza delle Regioni. ''In particolare, la distribuzione degli alimenti dovrà avvenire con modalità organizzative che evitino la formazione di assembramenti anche attraverso una riorganizzazione degli spazi in relazione alla dimensione dei locali - si sottolinea nel documento - dovranno essere altresì valutate idonee misure, come segnaletica a terra, barriere, per garantire il distanziamento interpersonale di almeno un metro durante la fila per l'accesso al buffet''.

 

RISTORANTI CHIUSI LOCKDOWN

Per la consumazione al banco, poi, occorre "assicurare il mantenimento della distanza interpersonale di almeno 2 metri tra i clienti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale", si legge nelle linee guida. "Laddove possibile - raccomandano le Regioni nel 'capitolo' dedicato alla ristorazione - privilegiare l'utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici, dehors), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro".

 

E ancora. Tra le raccomandazione contenute nella bozza, c'è anche quella di privilegiare la ''prenotazione'', usare la mascherina se ci si alza e "mantenere l'elenco dei soggetti che hanno prenotato per un periodo di 14 giorni - si legge - In queste attività non possono essere continuativamente presenti all'interno del locale più clienti di quanti siano i posti a sedere''. Inoltre si sottolinea che i "dovranno indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo''.

RIAPERTURA PISCINE

 

Bar: sì al gioco delle carte

Si torna a giocare a carte nei bar e a sfogliare i giornali seduti ai tavolini. Questo almeno stando a quanto previsto dalle linee guida stilate dalle Regioni in prospettiva delle riaperture di maggio. "È consentita la messa a disposizione, possibilmente in più copie, di riviste, quotidiani e materiale informativo a favore dell'utenza per un uso comune, da consultare previa igienizzazione delle mani", si legge infatti nella bozza.

 

"Sono consentite le attività ludiche che prevedono l'utilizzo di materiali di cui non sia possibile garantire una puntuale e accurata disinfezione (quali ad esempio carte da gioco), purché siano rigorosamente rispettate le seguenti indicazioni: obbligo di utilizzo di mascherina; igienizzazione frequente delle mani e della superficie di gioco; rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro sia tra giocatori dello stesso tavolo sia tra tavoli adiacenti. Nel caso di utilizzo di carte da gioco è consigliata inoltre una frequente sostituzione dei mazzi di carte usati con nuovi mazzi". Dopo le 14, poi, è consentita solamente la consumazione al tavolo nei bar.

PISCINE

 

Palestre aperte anche in zona rossa

Le palestre possono restare aperte anche in zona rossa, ossia "anche in scenari epidemiologici definiti ad alto rischio" purché rispettino regole, distanziamento e integrino le norme "con strategie di screening periodico del personale non vaccinato", riporta il documento delle Regioni. Tra le altre cose si prevede per le palestre di "redigere un programma delle attività il più possibile pianificato (es. con prenotazione) e regolamentare gli accessi in modo da evitare condizioni di assembramento e aggregazioni; mantenere l'elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni. Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l'accesso in caso superiore a 37,5 °C".

coronavirus piscina 2

 

Sarà necessario "organizzare gli spazi negli spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 2 metri (ad esempio prevedere postazioni d'uso alternate o separate da apposite barriere). Regolamentare i flussi, gli spazi di attesa, l'accesso alle diverse aree, il posizionamento di attrezzi e macchine, anche delimitando le zone, al fine di garantire la distanza di sicurezza: o almeno 1 metro per le persone mentre non svolgono attività fisica, o almeno 2 metri durante l'attività fisica (con particolare attenzione a quella intensa)".

 

Piscine: 7 mq superficie acqua a persona

coronavirus piscina 1

In vasca andranno rispettati almeno 7 metri quadri di superficie d'acqua a persona. Le Regioni hanno preparato un documento per le riaperture che riguarda indicazioni anche per le piscine pubbliche e "le piscine finalizzate ad uso collettivo inserite in strutture già adibite in via principale ad altre attività ricettive (es. pubblici esercizi, agrituristiche, camping, etc.) ove sia consentito l'uso natatorio". I frequentatori "devono rispettare le indicazioni impartite dagli istruttori e assistenti ai bagnanti. Il gestore dovrà prevedere opportuna segnaletica, incentivando la divulgazione dei messaggi attraverso monitor e/o maxi-schermi, per facilitare la gestione dei flussi e la sensibilizzazione riguardo i comportamenti, mediante adeguata segnaletica.

 

RIAPERTURA PALESTRE

Potrà essere rilevata la temperatura corporea e occorrerà redigere un programma delle attività il più possibile pianificato in modo da dissuadere eventuali condizioni di aggregazioni e da regolamentare i flussi degli spazi di attesa e nelle varie aree per favorire il rispetto del distanziamento sociale di almeno 2 metri, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale; detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale. Se possibile prevedere percorsi divisi per l'ingresso e l'uscita".

 

Terme: distanza di almeno 1 metro all'aperto e due al chiuso

doping palestre 19

Per le riaperture di strutture termali e centri benessere, le indicazioni vanno integrate, in funzione dello specifico contesto, con quelle relative alle piscine per l'attività natatoria e ai servizi di ristorazione. Gli ospiti devono sempre indossare la mascherina nelle aree comuni al chiuso, mentre il personale è tenuto all'utilizzo della mascherina sempre in presenza dei clienti e comunque in ogni circostanza in cui non sia possibile garantire la distanza interpersonale di almeno un metro.

 

Bisogna organizzare gli spazi e le attività nelle aree spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 2 metri (ad esempio prevedere postazioni d'uso alternate) o separare le postazioni con apposite barriere. La disposizione delle attrezzature all'aperto (sedie a sdraio, lettino) attraverso percorsi dedicati deve garantire una superficie di almeno 1 metro per ogni ombrellone (o altri sistemi di ombreggio); tra le attrezzature (lettini, sedie a sdraio), quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1 metro all'aperto o di almeno 2 metri al chiuso per favorire un distanziamento interpersonale tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare o conviventi.

 

palestre

Cinema: ingresso col tampone e distanziamento in sala

Almeno un metro di distanza - frontale o laterale - tra spettatori al cinema o al teatro se indossano la mascherina e almeno due metri di distanza qualora le disposizioni prevedano di non indossarla. È quanto prevede la bozza. Dalla misure sul distanziamento sarebbero esclusi familiari e conviventi.

 

Dalle Regioni arrivano indicazioni per le riaperture di sale cinematografiche, teatri, circhi, teatri tenda, arene e spettacoli in genere, anche viaggianti. Le misure possono essere adottate - questa la premessa - anche nelle regioni 'rosse' "purché integrate con strategie di screening/testing". Bisogna "riorganizzare gli spazi, per garantire l'accesso in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti e di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti. Se possibile organizzare percorsi separati per l'entrata e per l'uscita".

coronavirus teatro

 

Occorre "privilegiare, se possibile, l'accesso - si legge - tramite prenotazione e mantenere l'elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni. La postazione dedicata alla reception e alla cassa deve essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche. Rendere disponibili prodotti per l'igienizzazione delle mani per i clienti e per il personale anche in più punti del locale, in particolare all'entrata e in prossimità dei servizi igienici, che dovranno essere puliti più volte al giorno".

 

"Non è consentito assistere in piedi allo spettacolo", si legge ancora. "Bisogna ottimizzare l'assegnazione dei posti distribuendo gli spettatori in maniera omogenea negli spazi consentiti al fine di garantire il massimo distanziamento possibile tra le persone. I posti a sedere dovranno prevedere un distanziamento minimo, tra uno spettatore e l'altro, sia frontalmente che lateralmente, di almeno 1 metro (con l'obbligo di utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie) o, in alternativa, di almeno 2 metri (con la facoltà di non indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie finché si rimane seduti al proprio posto).

coronavirus cinema

 

Tutti gli spettatori devono indossare la mascherina dall'ingresso fino al raggiungimento del posto (per i bambini valgono le norme generali) e comunque ogni qualvolta ci si allontani dallo stesso, incluso il momento del deflusso. La mascherina va indossata anche al posto a meno che non sia garantita la distanza di almeno 2 metri".

 

Ed ancora: "L'eventuale interazione tra artisti e pubblico deve garantire il rispetto delle raccomandazioni igienico-comportamentali ed in particolare il distanziamento tra artisti e pubblico di almeno 2 metri".

 

coronavirus cinema 2

"Per il personale devono essere utilizzati idonei dispositivi di protezione delle vie aeree negli spazi condivisi e/o a contatto con il pubblico". Bisogna "garantire la frequente pulizia e disinfezione, almeno al termine di ogni giornata, di tutti gli ambienti, locali e attrazioni, con particolare attenzione alle aree comuni e alle superfici toccate con maggiore frequenza (corrimano, interruttori della luce, pulsanti degli ascensori, maniglie di porte e finestre, ecc.)". In ogni caso vanno rafforzate le misure per il ricambio d'aria naturale e/o attraverso l'impianto, e va garantita la pulizia, ad impianto fermo, dei filtri dell'aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati. E nei guardaroba, gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti in appositi sacchetti porta abiti".

 

Spettacoli e danza

coronavirus teatro

Ecco le proposte delle Regioni per la ripartenza delle produzioni liriche e sinfoniche, per gli spettacoli musicali, per le produzioni teatrali e della danza: "L'entrata e l'uscita dal palco - si legge nella bozza - dovrà avvenire indossando la mascherina, che potrà essere tolta durante l'esecuzione della prestazione artistica se sono mantenute le distanze interpersonali, e in maniera ordinata, mantenendo il distanziamento interpersonale, dando precedenza a coloro che dovranno posizionarsi nelle postazioni più lontane dall'accesso (in fase di uscita dal palco, si procederà con l'ordine inverso). I professori d'orchestra - continua il documento - dovranno mantenere la distanza interpersonale di almeno 1 metro; per gli strumenti a fiato, la distanza interpersonale minima sarà di 1,5 metri; per il direttore d'orchestra, la distanza minima con la prima fila dell'orchestra dovrà essere di 2 metri.

 

cinema chiusi

Tali distanze possono essere ridotte solo ricorrendo a barriere fisiche, anche mobili, adeguate a prevenire il contagio tramite droplet". I componenti del coro dovranno "mantenere una distanza interpersonale laterale di almeno 1 metro e almeno 2 metri tra le eventuali file del coro e dagli altri soggetti presenti sul palco.

 

Si dovrà evitare - si aggiunge - l'uso di spogliatoi promiscui e privilegiare l'arrivo in teatro degli orchestrali già in abito da esecuzione". Per quanto riguarda le produzioni teatrali "l'accesso alla struttura che ospita le prove deve avvenire in maniera ordinata, mantenendo il distanziamento interpersonale; lo stesso distanziamento va garantito al termine delle prove in uscita dalla struttura.

 

speranza

Negli spazi comuni che consentono di accedere ai camerini degli artisti, al laboratorio sartoriale, alla sala/area trucco ed ai locali/aree che ospitano i sistemi di gestione delle luci e dei suoni, all'ufficio di produzione, etc. deve essere mantenuto il distanziamento interpersonale e individuati passaggi che consentano di escludere interferenze".

 

Speranza: non si possono sbagliare i tempi delle riaperture

Il ministro della Salute Roberto Speranza nell'informativa alla Camera lo dice chiaramente: "I tempi delle decisioni nel contrasto al virus sono determinanti: dobbiamo essere tempestivi nelle chiusure quando serve e non sbagliare tempi e modi delle riaperture per non vanificare i sacrifici fatti. Certo va data risposta alle preoccupazioni degli italiani e alla crescita delle nuove povertà, alle difficoltà di imprese e lavoratori ma non esistono risposte semplici e problemi complessi con un alto numero di variabili". E poi annuncia: "Tra dicembre e marzo abbiamo ricevuto poco di più di 14 milioni di vaccini.

ROBERTO SPERANZA - ZONE ROSSE - MEME BY SARX88

 

Tra aprile e giugno ne riceveremo oltre il triplo. È un primo risultato che attendevamo e che ci siamo impegnati a fondo per ottenere, l'inizio di una fase davvero differente", ha prospettato. "Finalmente ci sono le condizioni per raccogliere i primi concreti risultati del lavoro che svolgiamo da molti mesi tra mille difficoltà e dentro una emergenza sanitaria senza precedenti, aggravata da varianti più pericolose e non prevedibili", ha evidenziato Speranza, invitando a guardare "ai fatti, agli elementi che delineano la possibilità di una fase nuova". Perché "i numeri, come sempre, sono più chiari di mille parole".

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