milano parla arabo

SAN SIRO PARLA ARABO - IL QUARTIERE DI MILANO VICINO ALLO STADIO SI È TRASFORMATO IN UN GHETTO ISLAMICO DA FAR INVIDIA ALLE BANLIEUE DI FRANCIA E BELGIO - ALCUNI CASEGGIATI SONO OFF LIMITS ANCHE PER LA POLIZIA, I POCHI ITALIANI RIMASTI VIVONO BARRICATI IN CASA - E C'E' CHI DICE: "FONDAMENTALISTI? PER ME LO SONO TUTTI"

MILANO SAN SIRO PARLA ARABOMILANO SAN SIRO PARLA ARABO

Pietro Vernizzi per La Verità

 

La zona di San Siro a Milano come Molenbeek, il comune fuori Bruxelles che ha ospitato i terroristi Amedy Coulibaly e Salah Abdeslam. I palazzoni delle case popolari nelle vie intorno allo stadio Meazza raccolgono una concentrazione di immigrati arabi da fare invidia alle banlieue di Francia e Belgio. Alcuni caseggiati sono off-limits anche per la polizia.

 

Emblematico il caso di via Civitali 30, dove due scale sono totalmente in mano a 100 immigrati abusivi provenienti da Marocco, Egitto, Romania e Perù. Qui l' Aler e le forze dell' ordine non soltanto non riescono a effettuare lo sgombero, ma non possono neppure entrare.

 

Troppo pericoloso, ci spiega Alessandro, che lavora per il Gruppo tutela del patrimonio (Grtp) di Aler, cui spetta il compito di intervenire in questi casi. Nel caseggiato regnano degrado e cartelli in lingua araba, e gli abusivi hanno già fatto in tempo a rimpiazzare le porte divelte con infissi nuovi. La polizia ha paura a entrare in queste scale? Bisogna metterci una bomba, commenta esasperata Teresa, la custode del palazzo rimasta da sola a combattere in questo avamposto del Maghreb.

MILANO ISLAMMILANO ISLAM

 

Via Tracia è divisa esattamente a metà: gli ultimi numeri sono in mano ai nordafricani, mentre nei primi coabitano rom, egiziani e marocchini. Al civico 2, schiacciato tra due enormi palazzoni, c' è un piccolo centro diurno che ospita 14 malati di Alzheimer. Maria, una dipendente, constata:

 

Tra i giovani arabi che vivono qui molti sono estremisti. In questa zona gli unici italiani rimasti sono pochi anziani, e l' assenza di convivenza è il primo seme del fondamentalismo. Inoltre è facile osservare i giovani arabi che passano ore senza fare nulla. Quando non riesci ad avere un ruolo nella società grazie al lavoro è inevitabile cercarlo aderendo a organizzazioni radicali. Mentre esco Maria mormora preoccupata: Chiuda bene il cancello prima che entri qualcuno.

 

Antonio, 78 anni, disabile al 100%, è l' unico italiano insieme alla moglie che vive in una scala di soli marocchini in via Preneste. Se c' è qualche fondamentalista? Per me lo sono tutti, proprio come Anis Amri, il killer di Berlino. Dopo le sei di sera ho paura a mettere il naso fuori di casa e anche con il sole alto dico solo "buongiorno" e "buonasera" ma per il resto non parlo con nessuno.

 

Il degrado di queste vie è inimmaginabile per chi è abituato all' ordine del centro di Milano. I cumuli di immondizia agli angoli delle strade comunicano un messaggio preciso: chi vive qui non rispetta le regole, non importa se si tratti della raccolta differenziata o del codice penale. Ormai è più facile entrare in Italia dal Nordafrica che allo stadio di San Siro, commenta ad alta voce il barista del Café People di piazzale Segesta, uno dei quattro punti cardinali della Molenbeek di Milano.

DUOMO MILANO MUSULMANIDUOMO MILANO MUSULMANI

 

Pochi metri più in là in piazzale Selinunte si ergono le insegne in caratteri arabi del Minimarket El Rais. All' interno un altoparlante trasmette la voce di un imam che recita il Corano. Non posso rispondere, si schermisce il cassiere. Il mio capo, marocchino, è in Germania fino alla settimana prossima. Torni quando c' è lui.

 

Gli arabi della zona sono una presenza imponente e in queste vie si sente risuonare più spesso marhaban (ciao) che buonasera, ma parlare con loro è un' impresa quasi impossibile. Da un portone esce Wael, egiziano, cui chiediamo se frequenti la moschea. Sono cristiano, replica secco. E secondo lei i musulmani in questa zona possono creare problemi?

Nessun problema, taglia corto. In via Stratico sorge la scuola araba bilingue Nagib Mahfuz, la cui didattica segue i programmi ministeriali sia dello Stato italiano sia di quello egiziano. I bambini maghrebini di San Siro così possono frequentare le lezioni nella loro lingua d' origine senza uscire dal perimetro del ghetto.

SCUOLA ARABA 1SCUOLA ARABA 1

 

La cartina di tornasole di una zona dove a fare la legge non è lo Stato bensì le bande di immigrati, sono le occupazioni abusive degli appartamenti. Come osserva sempre Alessandro del Grtp di Aler, da cinque o sei anni la situazione a Milano è totalmente fuori controllo. Le occupazioni sono triplicate, ogni 24 ore se ne contano tra 15 e 20 solo in città. E a peggiorare la situazione sono Comune, centri sociali e alcuni comitati di residenti che soffiano sul fuoco della polveriera di San Siro. Come spiega chi lavora all' Aler, la giunta di Beppe Sala fa di tutto per ostacolare gli sgomberi delle case occupate.

 

SCUOLA ARABASCUOLA ARABA

I dipendenti di Aler intanto rischiano la pelle ogni volta che escono per fare un intervento. Come racconta Francesca, una ragazza del Grtp, pochi giorni fa durante uno sgombero sono arrivati due uomini arabi che hanno iniziato a lanciarci addosso oggetti di ogni tipo, dando fuoco all' arredamento. Ci siamo trovati in trappola in un angolo all' ultimo piano, finché un grosso posacenere in vetro mi ha colpita sulla spalla mandandomi al pronto soccorso.

 

Basta partecipare a uno sgombero per rendersi conto del clima da guerriglia urbana che si respira nella zona di San Siro. Al piano terra di via Civitali 2 si apre uno scorcio raccapricciante. L' ingresso dell' alloggio è stato sventrato, la lastra metallica che sigillava l' entrata è divelta e i contatori del gas penzolano a mezz' aria. Bastava che il piede di porco colpisse pochi centimetri più in là, dove ci sono i tubi, e il palazzo sarebbe saltato per aria. Nella furia di sfondare l' acciaio gli occupanti si sono feriti da soli: sul posto è ancora pieno di sangue.

 

Ogni volta che rincaso la sera dopo essere stata a visitare i miei nipoti mi viene l' angoscia perché so che potrei trovare gli abusivi che hanno occupato il mio appartamento, confida Anna, un' anziana signora.

Abitare in questi caseggiati è terribile. Un tempo eravamo tutti milanesi mentre oggi dobbiamo subire l' inimmaginabile.

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