monsignor gerhard mÜller scalfari

SCALFARI, UN DIAVOLO CONTRO IL PAPATO – IL CARDINALE GERHARD MÜLLER SI SCAGLIA CONTRO EU-GENIO CHE SI VANTA DI ESSERE “AMICO DI BERGOGLIO” E FA PARTE DEGLI “AVVERSARI DEMONIACI DEL PAPATO”: "INVECE DELL'ATEISTA SCALFARI, BENEDETTO SAREBBE UN CONSIGLIERE INFINITAMENTE PIÙ COMPETENTE PER IL VICARIO DI CRISTO..."

Gianluca Veneziani per “Libero quotidiano”

 

scalfari

La parola definitiva sul presunto scontro tra i due Papi, Bergoglio e Ratzinger, causato dal libro del cardinale Sarah, la dice un altro cardinale, monsignor Gerhard Müller, uomo forte in Vaticano e già prefetto della Congregazione per la dottrina della fede sotto Benedetto XVI.

 

In una lectio magistralis pubblicata sul quotidiano tedesco Die Tagespost, il cardinale fa chiarezza sulla questione del celibato dei preti e attacca il fronte ateista che, d' accordo con le frange bergogliane, starebbe portando avanti un progetto di dissoluzione della Chiesa. In particolare Müller se la prende col "Papa laico" Eugenio Scalfari, che si vanta di essere «amico di Papa Francesco» ma fa parte degli «avversari demoniaci del papato».

 

 

MONSIGNOR GERHARD MÜLLER

Nel suo intervento il cardinale nega, in primo luogo, che il tanto contestato contributo di Benedetto XVI al libro di Sarah sia «un atto di opposizione a Papa Francesco», perché l' irrinunciabilità del celibato dei preti non può essere materia di scontro ideologico-politico, ma riguarda la stessa natura del sacerdozio: «Il sacerdote - spiega Müller, - non è un funzionario d' azienda che offre servizi di carattere religioso-sociale», ma «attraverso l' ordinazione sacra egli viene uniformato a Gesù Cristo», e «a partire da questa conformitas cum Christo deriva il fatto che la forma di vita celibe di Cristo sia intimamente conforme al sacerdozio».

 

Per farla breve: se il sacerdote non è celibe, non è più conforme a Cristo e quindi smette di essere sacerdote. A chiedere la fine del celibato sarebbero quanti credono di dover liberare i sacerdoti «dalla gabbia di una sessualità repressa» e dalla «pericolosa illusione» «della speranza nell' aldilà».

 

eugenio scalfari foto di bacco

Il vero dramma attuale della Chiesa è che sempre più costoro, «quei nemici della Chiesa provenienti dalle fila del neoateismo vetero-liberale e marxista», trovano sponda in ambienti interni alla Chiesa. Lo dimostra lo spazio lasciato al fondatore di Repubblica, Scalfari, come interlocutore privilegiato di Francesco. «L' ateo militante Eugenio Scalfari - scrive Müller, - si vanta di essere amico di Papa Francesco. Uniti dalla comune idea di una religione unica planetaria di origine umana (senza Trinità né Incarnazione), gli offre la propria collaborazione. L' idea di un fronte popolare costituito da credenti e non-credenti viene propagata contro quelli che Scalfari identifica come nemici ed avversari, tra le fila di cardinali e vescovi e cattolici "conservatori di destra". In ciò trova spiriti affini provenienti dalla cerchia di quanti si autoproclamano parte di una "guardia bergogliana".

() Essi si rivelano perciò come gli avversari demoniaci del papato».

 

Lo scopo di questa alleanza tra ateisti di sinistra e bergogliani è presto detto: trasformare la Chiesa in una grande ong "rossa". «Secondo la visione liberal-marxista - continua il cardinale, - un Papa "al passo coi tempi" sarebbe legittimato nella misura in cui portasse a termine l' agenda sconsiderata dell' estrema sinistra e promuovesse uno spirito d' unità privo di trascendenza, senza Dio e la mediazione storica della salvezza tramite Cristo».

 

papa francesco bergoglio arrabbiato

In questa deriva il cardinale evidenzia due grandi responsabilità di Francesco. La prima riguarda la dottrina, ossia il fatto che Francesco condivida l' idea di «una religione umana senza Trinità né Incarnazione». E qui l' accusa è gravissima: il Papa non crede più nel Dio Uno e Trino e incarnato. La seconda contestazione riguarda la scelta dei suoi consiglieri: «Invece dell' ateista Scalfari, che né crede in Dio né è in grado di comprendere il "mistero della santa Chiesa", Benedetto sarebbe un consigliere infinitamente più competente per il Vicario di Cristo». Come dire: Bergoglio si circondi delle compagnie giuste e non di cattivi maestri.

 

PAPA BENEDETTO XVI

Anche perché, ha aggiunto Müller durante una messa nella chiesa romana di Sant' Agnese in Agone, «è uno sforzo vano dialogare con Scalfari», il quale ha sostenuto «che il Papa avesse negato la divinità di Cristo», riducendo la sua resurrezione all' apparizione di uno spirito. Perché allora prestarsi a questi equivoci, continuando a dialogare con Barbapapà?

Ultimi Dagoreport

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…