al baghdadi

I SEGRETI DEL CALIFFO - AL BAGHDADI COMUNICAVA CON FLASH DRIVE E CONSENTIVA A CHI LO CIRCONDAVA DI USARE CELLULARI. QUANDO VOLEVA CAMBIARE POSTAZIONE, SI SPOSTAVA CON DUE PICKUP ACCOMPAGNATO DA CINQUE UOMINI - TRUMP HA DETTO CHE IL CALIFFO E’ MORTO PIANGENDO MA FONTI DEL PENTAGONO HANNO RIVELATO CHE IL PRESIDENTE AVREBBE ASSISTITO A UN VIDEO SENZA SONORO - DAL TEST DEL DNA ALLA SEPOLTURA IN MARE: I PUNTI OSCURI DEL RAID…

1 - NEL BUNKER DEL CALIFFO DOCUMENTI SEGRETI, VIDEO E UN PASSEGGINO

Flavio Pompetti per “il Messaggero”

 

abu bakr albaghdadi 2

Viveva con la sua famiglia in tunnel sotterranei, attrezzati con sistemi di ventilazione e illuminazione, e con librerie contenenti libri religiosi, il leader Abu Bakr al-Baghdadi. Secondo quanto riportato dal New York Times in un'intervista di Mohammad Ali Sajid, il cognato di al-Baghdadi, il califfo comunicava con flash drive e consentiva a chi lo circondava di usare cellulari. Quando voleva cambiare postazione, si spostava con due pickup Toyota bianchi accompagnato da cinque uomini.

 

ABU BAKR AL BAGHDADI

A raccontare invece ciò che è rimasto di quei tunnel sono le riprese aeree. Tre pozze di calce, sabbia e cemento; tre crateri bianchi, come se a esplodere fossero state colline di sale. Le riprese dell'area dove sorgeva il bunker-rifugio di Abu Bakr al Baghdadi mostrano la polverizzazione dell'edificio nel quale si nascondevano il terrorista e la sua famiglia estesa. A spazzare via ogni memoria della loro presenza sono stati i sei missili che la Delta Force ha fatto piovere sull'edificio alla fine della missione, quando gli otto elicotteri CH 47 hanno abbandonato la scena intorno alle 3,30 di domenica mattina.

 

Le uniche immagini della località, a meno di mezzo chilometro del villaggio siriano di Barisha, presso il confine nord occidentale con la Turchia, sono in un video girato da un operatore locale e acquisito dalla Cnn, che mostra le rare suppellettili sopravvissute al bombardamento. Alcuni libri in lingua musulmana, un passeggino rosa per bambini, un video registratore; brandelli di abiti di bambini, un proiettile inesploso.

 

DOCUMENTI SENSIBIILI

ABU BAKR AL BAGHDADI

Il materiale più sensibile, come ha confermato ieri il Pentagono in una conferenza stampa, è stato rimosso nelle due ore successive all'irruzione del commando uSA. Il capo degli Stati maggiori riuniti, generale Mark Milley, ha ammesso l'esistenza di altri filmati prodotti dalle camere montate sui caschi dei marines, Trump ha promesso che presto saranno divulgati, dopo il necessario vaglio da parte del personale di sicurezza.

 

Di certo il presidente non li aveva visti quando domenica mattina ha detto di aver seguito le operazioni in diretta, come in un film. I dettagli che ha raccontato su Baghdadi che scappava piangendo, se veri, possono solo essergli stati raccontati da uno dei militari che hanno partecipato all'operazione.

 

AL BAGHDADI

LE FASI

Il raid è partito dalla base irachena di Erbil, con un volo di appena 70 minuti, che ha portato la pattuglia aerea ad attraversare a bassa quota lo spazio aereo della Russia e della Turchia. Una volta arrivati sull'obbiettivo, gli elicotteri hanno sganciato due bombe per disperdere il personale di sicurezza e ostacolare una risposta prima dell'atterraggio. Il confronto è poi continuato a terra: il segretario della Difesa Mark Elper ha ripetuto ieri che ci sono state vittime dalla parte dei miliziani e che due di loro sono stati fatti prigionieri.

 

Al Baghdadi usava il rifugio da tempo. La sorveglianza effettuata con l'aiuto delle forze dell'Sdf siriano durava da almeno cinque mesi. Si trovava a due passi dal villaggio di Barisha e a poca distanza da Idlib, e la prigionia alle quale si era consegnato non deve essere stata troppo severa. Con lui c'erano le mogli, due delle quali hanno attivato il corpetto esplosivo alla vista dei marines, e si sono date la morte, così come è toccato ai figli che Baghdadi ha trascinato con sé fino al vicolo cieco del tunnel nel quale si è fatto esplodere insieme a loro.

 

raid contro al baghdadi

La detonazione gli ha mutilato il corpo ma non la testa. I membri della Delta Force sono stati in grado di effettuare una ricognizione facciale sulla base dell'enorme quantità di dati che il Pentagono ha ammassato negli ultimi anni nei riguardi dei terroristi internazionali. Quando bin Laden fu ammazzato ad Abbottabad nel 2011, campioni di Dna furono prelevati dal cadavere e trasportati nei laboratori statunitensi, per confrontarli con quelli di una recente campagna di immunizzazione nella cittadina pachistana. L'esame durò diverse settimane.

 

raid contro al baghdadi

A distanza di otto anni la scientifica del Pentagono ha fatto diversi passi avanti. I marines disponevano di un macchinario portatile, del peso di 50 kg. È bastato un campione di saliva o di sangue e quindici minuti dopo è giunta la conferma dell'identità, sulla base del profilo genetico consegnato volontariamente tempo fa da una delle sue figlie. Prima di disperdere i suoi resti in mare come toccò a Osama.

 

2 - DAL TEST DEL DNA ALLA SEPOLTURA IN MARE: I PUNTI OSCURI DEL RAID

Anna Lombardi per “la Repubblica”

 

Abu Bakr Al Baghdadi si è fatto esplodere. Come hanno fatto gli americani a stabilire con tanta rapidità che i resti fossero proprio i suoi?

Test del Dna completi sono ancora in corso, ma la prima conferma dell' identità del leader terrorista è arrivata quasi immediatamente unendo i risultati di un test biometrico di riconoscimento facciale a quelli di un test del Dna condotto con macchine di nuova generazione.

 

nuovo video di al baghdadi 1

Si tratta di dispositivi sviluppati negli ultimi anni, in seguito alle polemiche per la lunghezza dei tempi di identificazione del corpo di Osama Bin Laden. Sono grandi quanto un microonde e trasportabili in elicottero : il loro uso è avvolto dal mistero ma sarebbero in dotazione alle forze speciali Come avvengono le analisi?

Una goccia di sangue prelevata dal corpo permette di avere risultati attendibili sull' identità di una persona in 90 minuti se confrontata a quella di un parente. Secondo il Washington Post che cita una fonte del Pentagono, il materiale comparativo è stato fornito volontariamente da una delle figlie di Al Baghdadi.

raid contro al baghdadi

 

C' è stato poi un test biometrico condotto sulla testa, rimasta intatta nell'esplosione. È stata comparata alle foto di Al Baghdadi Che fine ha fatto il corpo?

Il consigliere alla Sicurezza nazionale della Casa Bianca Robert O' Brian ha detto che per il cadavere è stato seguito lo stesso protocollo applicato a Bin Laden. I resti sarebbero già stati dispersi in mare, come avvenne per il leader di Al Qaeda Perchè questo protocollo?

 

raid contro al baghdadi

La tradizione islamica richiede che la sepoltura avvenga entro 24 ore, ma considera quella in mare inappropriata. Ai tempi di Bin Laden religiosi e familiari definirono "un affronto" la decisione di disperderne il corpo in mare, presa per non trasformare la tomba in meta di pellegrinaggio. Di sicuro i resti di Al Baghdadi sono stati portato via dagli americani, mentre quelli delle due mogli uccise sono rimasti sul posto: indossavano cinture esplosive e non c' era tempo per disinnescarle Il leader jihadista è morto piangendo, come ha detto Trump?

I giornali sollevano dubbi sulla ricostruzione. Trump ha detto di aver visto tutto dalla Situation Room comparando l' esperienza alla visione di un film. Ma fonti del Pentagono hanno rivelato che avrebbe assistito a un video senza sonoro. Il ministro della Difesa Mark Esper, anche lui in sala, ha detto di non "conoscere questi dettagli".

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini santanche

DAGOREPORT - CHE VISIBILIA IN VIA SOLFERINO! “SANTANCHÈ CEDE A MELONI”, TITOLAVA COSÌ A CARATTERI CUBITALI IN PRIMA PAGINA IL “CORRIERE DELLA SERA” DI GIOVEDÌ 26 MARZO. UN TITOLONE, USATO COME ARMA DI DISTRAZIONE, DAL DUPLEX CAIRO&FONTANA, SCUDIERI TREMEBONDI DEL GOVERNO MELONI SEMPRE PIU'  SCHIACCIATO DALL’IMPLOSIONE DELLA SUA STESSA MAGGIORANZA - E DOPO IL NAUFRAGIO REFERENDARIO, NON BASTA METTERE ALLA PORTA LA SANTADECHÈ E I GIUSTIZIERI DI VIA ARENULA: LA FU "MELONI DEI DUE MONDI" DOVRÀ FARSI CARICO DEI PROBLEMI REALI DEGLI ITALIANI CHE, DOPO I SUOI QUATTRO ANNI AL POTERE, PAGANO PIÙ TASSE DI PRIMA - SE IL PAPEETE DELLA “SÒLA” GIORGIA NON CI SARÀ MAI (È MAI POSSIBILE ANDARE AL VOTO ANTICIPATO CON DUE GUERRE E UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE?), ANCHE L'INSOSTENIBILE RIFORMA ELETTORALE ALLA FIAMMA PARE DESTINATA ALL’OBLIO: I MALCONCI ALLEATI LEGA E FORZA ITALIA APPAIONO MULI RECALCITRANTI PER NULLA DISPOSTI A PRENDERLO IN QUEL POSTO… 

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …