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SUORA PRO NOBIS – AUMENTANO I CASI DI ABUSI SESSUALI SULLE MONACHE E TRA MONACHE – C’È STATO ANCHE QUALCHE CASO DI PROSTITUZIONE PER POTERSI MANTENERE. LA STORIA DRAMMATICA DELLA GIOVANISSIMA FILIPPINA CHE UNA VOLTA FUORIUSCITA DALLA SUA CONGREGAZIONE E' STATA COSTRETTA A VENDERSI – LE SUORE CHE SOFFRONO DI SINDROME DA SUPERLAVORO: LA DENUNCIA DELL’OSSERVATORE ROMANO, CON IL SUO MENSILE ‘DONNE CHIESA MONDO’...

G.G.V. per il “Corriere della Sera”

 

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Molte suore nel mondo vengono colpite dal «burnout», la sindrome da stress da lavoro, e «la disparità di genere» tra uomini e donne nella Chiesa ne è una delle ragioni. La denuncia arriva da un' inchiesta del settimanale «Donne Chiesa Mondo» dell' Osservatore Romano , il quotidiano della Santa Sede. È stata l' Unione internazionale delle Superiori generali (Uisg), che rappresenta oltre il 90 per cento delle religiose nel pianeta, a discuterne in una riunione a Roma: fino a decidere l' istituzione di una commissione triennale «per la cura della persona».

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Suor Maryanne Lounghry, psicologa e religiosa australiana, ha diretto l' incontro: «Il nostro obiettivo è costruire comunità resilienti - afferma -. Non dobbiamo limitarci a intervenire sul singolo caso ma considerarci all' interno di un ecosistema. La disparità di genere è uno dei nodi, dobbiamo chiederci cosa succede nella nostra Chiesa e nel Paese in cui operiamo. Scriviamo un codice di comportamento, così come esistono linee guida per la tutela dei minori».

 

Calo delle vocazioni, conventi che chiudono, gestione dei beni, pesantezza di strutture talvolta organizzate ancora come nei secoli passati. E poi ci sono «gli abusi sessuali e di potere» commessi dagli uomini di Chiesa. Il 7 maggio 2019, il Motu Proprio di Francesco Vos estis lux mundi , oltre ai crimini pedofili, parlava anche dei casi di violenza di preti e vescovi sulle suore.

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«Ho visto situazioni molto pesanti, potere assoluto del sacerdote, sorelle allontanate o costrette a lavori senza consenso», ha raccontato una superiora. Suor Lounghry propone alcuni «standard», come «due settimane di ferie, una retribuzione, una situazione abitativa decente, l' accesso ad Internet».

 

Sugli abusi «il Papa chiede totale trasparenza», dice il cardinale João Braz de Aviz, prefetto dei religiosi. E spiega: «Si chiudono molte case, ci sono molti abbandoni. La vita consacrata ha radici molto forti ma non ci si è accorti che alcune cose vanno cambiate, perché sono invecchiate. La formazione, il rapporto autorità-obbedienza. E quello uomo-donna: perché il consacrato e la consacrata devono essere così separati?».

 

DA EX SUORE A PROSTITUTE IL PAPA DONA UNA CASA-RIFUGIO

Franca Giansoldati per “il Messaggero”

 

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Sulla strada di notte, un minuscolo crocifisso in tasta e un destino ormai segnato. I clienti che si fermavano non sapevano che un tempo era stata una suora. Come il caso drammatico di una giovanissima filippina che una volta fuoriuscita dalla congregazione alla quale apparteneva, ha visto chiudersi piano piano tutte le porte e le possibilità che aveva alle sue spalle. E così da un giorno all'altro si è ritrovata da sola, disperata, senza conoscere nessun altro a Roma. Per vivere ha provato a cercare un lavoro come domestica ma ha presto finito i soldi. Per un altro po' ha vissuto di carità dormendo in stazione, fino a che non si è prostituita. E' una storia emblematica e ben conosciuta ai piani alti del Vaticano.

 

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E di vicende così, purtroppo, ce ne sono anche altre e non si tratta di casi isolati. Papa Francesco proprio per evitare derive tanto drammatiche e per dare un aiuto concreto alle ex suore che decidono di lasciare il cammino religioso ha deciso di aprire una casa a Roma, anche se nessuno ha voglia di dare troppe coordinate sull'ubicazione dell'edificio, per evitare il clamore e la morbosità. «La nostra casa è stata aperta un anno e mezzo fa. Le ex suore sono meno di una decina e vivono con altre donne rifugiate. E' una casa di integrazione a tempo che fa parte di un progetto più ampio legato ai corridoi umanitari.

 

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Le nostre ospiti hanno un tetto, non pagano l'affitto, possono restare tutto il tempo necessario per riprendere in mano la propria vita, trovarsi un lavoro. Soprattutto per le straniere che lasciano il velo il passaggio dalla vita religiosa a quella normale' non va sempre liscio.

 

A volte serve parecchio tempo per rifare documenti, altre volte hanno bisogno di riprendersi dai traumi. Certamente le donne che arrivano qui sono più vulnerabili. Noi le aiutiamo in questa sorta di interregno», dicono le suore scalabriniane che gestiscono l'istituto. Di più non vogliono aggiungere per proteggere (giustamente) le ex suore. «Sono persone doppiamente vulnerabili in questo delicatissimo passaggio esistenziale».

 

DINAMICHE DOLOROSE

A parlare, invece, pubblicamente di questa realtà è stato il cardinale Joao Braz de Aviz, il brasiliano che gestisce la Congregazione per la vita consacrata. «A volte queste suore sono completamente abbandonate. Ma le cose stanno cambiando. Il Papa ha deciso di accogliere dalla strada alcune suore mandate via da noi o dalle madri superiori, in particolare nel caso che siano straniere. Io sono andato a trovare queste ex suore. Ho trovato un mondo di ferite ma anche di speranza.

 

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Ci sono casi molto duri, in cui i superiori hanno trattenuto i documenti di suore che desideravano uscire dal convento o sono state mandate via. Sono entrate in convento come suore e si ritrovano in queste condizioni. C'è stato anche qualche caso di prostituzione per potersi mantenere. Si tratta di ex suore! ha spiegato il cardinale al mensile dell'Osservatore Romano, Donna Chiesa Mondo.

 

VIOLENZE E GELOSIE

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Che la vita dentro un convento non sia sempre sia un cammino di rose e fiori, secondo le poetiche descrizioni di Santa Teresina nei suoi diari, è notorio. Capita che tra quelle mura si possano nascondere anche dinamiche dolorose, violenze, rivalità, invidie, prevaricazioni e, persino, abusi da parte dei sacerdoti. I casi vengono affrontati all'interno della Congregazione dei religiosi anche se all'esterno ben poco affiora. A sentire alcune ex suore quel dicastero vaticano non ha mai brillato per trasparenza. E in passato ci sono anche stati casi clamorosi di insabbiamento. Come per esempio i casi degli aborti cui sono state costrette alcune religiose, soprattutto in Africa.

PAPA FRANCESCO SCHERZA CON SUORA AFRICANA

 

Cosa che probabilmente anche il cardinale Braz de Aviz e il suo segretario, il francescano spagnolo Josè Carballo conoscono, poichè sui loro tavoli transitano dossier e fascicoli riservati. A proposito dei motivi che spingono le religiose ad uscire dal convento, Braz prova a riassumere: «Sicuramente influisce molto il contesto culturale attuale, in cui e difficile assumere responsabilita per tutta la vita. Questo e vero, ma i motivi sono diversi: problemi affettivi, storie personali piene di ferite».

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