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UNIRE L'UTERO AL PROFITTEVOLE - UNA DONNA FINGE LA FECONDAZIONE ASSISTITA PER TRUFFARE LA SUA AMANTE, UNA MANAGER CONOSCIUTA ONLINE CUI HA SPILLATO 400MILA EURO INSCENANDO UNA MALATTIA TERMINALE, CURE STAMINALI E UN RICOVERO IN SVIZZERA. SOLO CHE IL BAMBINO NEL FRATTEMPO È NATO ED È STATO RICONOSCIUTO DALLA VITTIMA, E ORA…

Luigi Ferrarella per il “Corriere della sera

 

incinta

Di truffe d' amore son pieni i tribunali. Ma nessuna truffatrice, nello spillare 400.000 euro alla propria compagna agganciata su Internet, era giunta al punto di prima fingersi malata terminale e bisognosa di costose cure, poi inscenare in Svizzera una (falsa) fecondazione medicalmente assistita per (finte) cure staminali, e infine spacciare la propria gravidanza come «progetto genitoriale comune», nel cui ambito convincere la sventurata fidanzata a preventivamente riconoscere davanti al Comune di Milano il nascituro. 

 

Una truffa talmente crudele da innescare, oltre all' inchiesta della pm Paola Pirotta sfociata in rinvio a giudizio, anche i giudici civili per impugnare il riconoscimento del neonato, e i giudici minorili per valutare se la truffatrice possa ancora essere madre adeguata non solo per il neonato ma anche per i tre precedenti suoi figli.

 

tribunale milano

Sul sito www.tradonne.com , nel 2014 calamita non una sprovveduta, ma una benestante 35enne manager di una importante azienda, che se ne innamora prima in Rete e poi in una relazione sviluppata nei fine settimana. Finché l' amata - che si dice commercialista, divorziata e con tre bimbi in affidamento - nel 2015 le racconta di essere affetta da un grave tumore e in cura in una clinica di Zurigo, dove però non vuole che la si vada a trovare e dove piange di non avere soldi per le costose terapie o per l' affitto di una casa senza barriere architettoniche.

 

Iniziano così i bonifici della manager, le cui rare perplessità vengono spazzate via dalle (finte) mail con le quali (finti) sanitari di Zurigo la colpevolizzano di non aiutare abbastanza l' amata. La quale nell' estate 2018 le dice di avere solo 10 mesi di vita, a meno che non ne si finanzi una fecondazione medicalmente assistita a scopo poi di terapie staminali. E la manager non solo si svena, ma - di fronte all' amata apparentemente disperata al pensiero di stare per morire e dunque lasciare senza tutela legale il figlio che (questo sì davvero) ha in grembo - come ulteriore atto d' amore accetta di riconoscerlo in modo da garantirgli almeno un genitore.

COPPIA LESBICA FIGLIO 7

 

È l' atto che ora costa alla truffatrice anche l' accusa di «alterazione di stato» davanti al Comune di Milano: e cioè la dichiarazione congiunta di «riconoscimento di figlio nascituro fuori dal matrimonio da parte di entrambi i genitori» nell' ambito di «un progetto genitoriale comune» a seguito di «ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistite».

 

Quando nasce il bimbo e il castello di bugie crolla solo per caso, la truffatrice (ora difesa dalla legale Ilaria Cangemi) giustifica le bugie con il bisogno di soldi dopo una condanna per appropriazione indebita. E intanto la truffa miete già più vittime: la manager (tutelata dagli avvocati De Castiglione, Masera e Platania) che perde 400.000 euro; il neonato, che resterà (anche) suo figlio sino all' esito dell' impugnazione civile per difetto di veridicità del riconoscimento; e i 3 figli della truffatrice, di cui i giudici minorili decideranno la permanenza o meno con la madre.

COPPIA LESBICA 4

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