vaccino

VACCINO, CHE CASINO! – IL TAGLIO NELLA DISTRIBUZIONE DEI VACCINI ANNUNCIATO DA ASTRAZENECA E MESSO IN ATTO DA PFIZER-BIONTECH MANDA A GAMBE ALL’ARIA IL PIANO VACCINALE: ORA CHIUDERE LA CAMPAGNA ENTRO SETTEMBRE, RAGGIUNGENDO L'IMMUNITÀ DI GREGGE CON IL 70% DEI VACCINATI, DIVENTA UN MIRAGGIO – NEL PRIMO TRIMESTRE AVREMO 15 MILIONI DI DOSI, POCO PIÙ DELLA METÀ RISPETTO A QUELLE PREVISTE: LA VOLPE CON LA POCHETTE SI INCAZZA E ANNUNCIA INIZIATIVE LEGALI, MA INTANTO SI APRONO TRE POSSIBILI SCENARI CHE RISCHIANO DI RINVIARE L’APPUNTAMENTO CON UNA PSEUDO-NORMALITÀ DI MESI…

Francesco Basso per il "Corriere della Sera"

 

VACCINO PFIZER 1

Il taglio nella distribuzione di dosi vaccinali annunciato due giorni fa da AstraZeneca - che non ha ancora il via libera dell'Ema, ma è atteso in settimana - allarma il premier Giuseppe Conte: «Le ultime notizie che ci arrivano dalle aziende produttrici dei vaccini anti-Covid sono preoccupanti», ha scritto su Facebook, spiegando che «se fosse confermata la riduzione del 60% delle dosi che verranno distribuite nel primo trimestre (da AstraZeneca, ndr ) significherebbe che in Italia verrebbero consegnate 3,4 milioni di dosi anziché 8 milioni».

 

domenico arcuri

Motivo per cui il premier ha minacciato di ricorrere «a tutti gli strumenti e a tutte le iniziative legali» nei confronti di AstraZeneca «come già stiamo facendo con Pfizer-BioNTech», perché questi rallentamenti delle consegne «costituiscono gravi violazioni contrattuali, che producono danni enormi all'Italia». Roma non è l'unica a essere preoccupata, i timori sono condivisi con la Commissione europea e le altre capitali, come emerso già venerdì quando AstraZeneca ha annunciato ritardi nella consegna dei vaccini contro il Covid-19 rispetto a quanto previsto per il primo trimestre 2021.

ASTRAZENECA

 

La commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides, aveva subito manifestato con un tweet la «profonda insoddisfazione» dei partecipanti al tavolo spiegando che la Commissione «continuerà a insistere con AstraZeneca per avere misure che aumentino il grado di prevedibilità e la stabilità nelle consegne e per l'accelerazione nella distribuzione delle dosi».

 

È stata convocata per domani una riunione del comitato direttivo proprio per discutere dei ritardi nelle consegne con AstraZeneca. La Commissione intende fare pressione affinché le forniture previste nei contratti siano rispettate. Gli Stati hanno bisogno di un calendario preciso di consegna per poter organizzare i piani di vaccinazione. Nella strategia presentata dalla Commissione c'è l'obiettivo di raggiungere il 70% della popolazione entro l'estate. Intanto sul fronte Pfizer, sulla base dei contatti tra Bruxelles e il gruppo farmaceutico emerge che il rallentamento nella distribuzione dovrebbe essere superato dalla prossima settimana e la media della consegna delle dosi su due settimane (questa e la prossima) dovrebbe tornare al 92%. Mentre il resto dovrebbe essere riassorbito entro metà febbraio.

giuseppe conte esce dal quirinale

 

Resta il nodo del conteggio della sesta dose contenuta in un flacone. In Europa l'8 gennaio dall'Ema, l'Agenzia europea per i medicinali, ha raccomandato di aggiornare le informazioni sul prodotto per chiarire che ogni flaconcino contiene 6 dosi del vaccino. Mentre negli Stati Uniti, anche se ne parlava da dicembre, solo adesso è stato chiarito questo aspetto che avrà un impatto sul calcolo delle dosi che Pfizer consegnerà agli Usa. Il gruppo farmaceutico, riporta il New York Times , ha convinto la Food and Drug Administration a modificare i termini dell'accordo e a calcolare le forniture «a dosi» e non «a fiale».

 

roberto speranza domenico arcuri

La sesta dose «extra» sarà conteggiata nell'ambito dell'impegno già preso per la consegna entro fine di luglio di 200 milioni di dosi alle autorità sanitarie Usa: l'azienda consegnerà quindi meno fiale di quelle inizialmente attese. Il Nyt sottolinea però che i sanitari hanno ancora difficoltà a estrarre in modo affidabile la sesta dose. Anche in Italia sono stati riscontrati problemi legati al tipo di siringa di precisione da usare.

 

Lorenzo Salvia per il "Corriere della Sera"

CORONAVIRUS - VACCINAZIONI A ROMA

 

L'obiettivo era ambizioso già prima, quando si sperava che tutto sarebbe filato liscio. Ma adesso chiudere la campagna entro settembre, raggiungendo l'immunità di gregge con il 70% degli italiani vaccinati, rischia di diventare un miraggio. E di slittare anche a fine anno. Tra ambizioso e miraggio c'è una bella differenza, esattamente quella disegnata dai tagli alle forniture già fatti da Pfizer BioNTech e adesso annunciati da AstraZeneca.

 

Gli scenari possibili sono tre. Il primo rischia di somigliare a un'illusione. Il commissario all'emergenza Domenico Arcuri sta per inviare una diffida per inadempimento nei confronti di Pfizer BioNTech. La stessa mossa potrebbe essere fatta più avanti con AstraZeneca. È il primo passo verso un possibile esposto in una procura italiana oppure a Bruxelles. Se le due aziende dovessero fare marcia indietro o compensare velocemente i tagli, qualche ritardo ci potrebbe essere ma limitato e sostenibile. Pfizer BioNTech ha promesso di recuperare, ma nel governo c'è un certo scetticismo.

coronavirus vaccinazione al pio albergo trivulzio

 

Il secondo scenario prevede che i tagli si fermino a quelli annunciati finora, solo uno slittamento ma senza recupero. In questo caso l'immunità di gregge potrebbe essere raggiunta con poche settimane di ritardo. Poi c'è il terzo scenario, quello più preoccupante, con tagli e ritardi che vanno avanti per mesi. A quel punto diventerebbe difficile chiudere persino entro l'anno. Questo non vuol dire che non siano possibili contromisure. «Chiudere a settembre - dice il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa - è comunque possibile. Per farlo potremo estendere gli orari di somministrazione, portandoli a 16 o 18 ore al giorno».

 

VACCINO

Ma il nodo delle forniture resta, come certificato nell'incontro di ieri tra il ministro Francesco Boccia e le regioni. Nel primo trimestre di quest' anno, spiega il commissario Arcuri, «avremo 15 milioni di dosi», poco più della metà rispetto a previste dal primo piano vaccinale. La guerra legale è già in corso con Pfizer BioNTech. Ma il fronte che preoccupa di più è quello con AstraZeneca, che la prossima settimana dovrebbe avere il via libera dell'Ema, l'agenzia europea dei medicinali. È proprio da questa azienda che dovrebbe arrivare il grosso delle dosi nella prima parte della campagna, 40 milioni. La fornitura del primo trimestre era già stata ridotta da 16 a 8 milioni di dosi. Ieri siamo scesi ancora, a 3,4. Se la sforbiciata dovesse proseguire anche più avanti «sarebbe un vero disastro», ammettono nel governo.

 

Arcuri Conte

In ogni caso la campagna va rimodulata. L'avvio della vaccinazione per le persone con più di 80 anni, che alcune regioni hanno già fissato a breve, potrebbe slittare a marzo. Mentre ritorna nel cassetto l'idea di anticipare la vaccinazione degli insegnanti, che pure stava prendendo quota. Il vaccino di AstraZeneca dovrebbe essere autorizzato, o quanto meno raccomandato, per le persone che hanno meno di 55 anni. Averne subito tante dosi, che poi sono quelle previste dagli accordi preliminari di acquisto, poteva far scalare qualche posizione alla scuola. Ma adesso sembra davvero impossibile.

VACCINO PFIZER

 

Per questo si spera in un'accelerazione del via libera per un altro vaccino ancora, quello di Johnson & Johnson, che ha il vantaggio pratico di essere in una sola dose, senza richiamo. L'autorizzazione dovrebbe arrivare a fino a marzo, ma non ci sono certezze. E non si può escludere che anche con questa azienda ci possano essere problemi. Che fare? L'Italia ha già chiesto il raddoppio delle forniture di Moderna, che entro marzo ci dovrebbe fornire solo 1,3 milioni di dosi.

 

DOMENICO ARCURI GIUSEPPE CONTE

Ma ha il grande pregio di non aver annunciato tagli, anche se ieri c'è stato uno slittamento di una settimana in Piemonte. Il raddoppio, però, non è strada facile. E allora non resta che sperare nell'arrivo di nuovi vaccini ancora. Il russo Sputnik V, circondato all'inizio da un certo scetticismo, ha già chiesto l'autorizzazione all'Ema ma non sappiamo se e quando il via libera arriverà. Per i prodotti cinesi siamo ancora ai contatti preliminari. Poi c'è l'italiano Reithera, che il governo vuole spingere anche con nuovi finanziamenti. È ancora in sperimentazione. Ma certo, l'autarchia avrebbe i suoi vantaggi .

ASTRAZENECAPutin Conte - vaccino showvaccino pfizer PFIZERVACCINO PFIZER 1DOSI DEL VACCINO PFIZER IN ITALIAMEME SUL VACCINO PFIZERastraZenecaCONTEASTRAZENECA

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI ERA MILENA GABANELLI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”