''COSTRETTA A BERE E VIOLENTATA'' - LA PROCURA HA RICOSTRUITO LA NOTTE DI CIRO GRILLO E I TRE AMICI: ''LA FORZAVANO A BERE VODKA, AFFERRANDOLA PER I CAPELLI E TIRANDOLE INDIETRO LA TESTA E LA COSTRINGEVANO A COMPIERE E SUBIRE RIPETUTI ATTI SESSUALI''. LA PROCURA HA SEQUESTRATO VIDEO NEI TELEFONI. IN UNO, CIRO GRILLO COMPIE UN ATTO SESSUALE SU UNA RAGAZZA SFINITA DALL'ALCOL, INERTE, ADDORMENTATA - CHI CONOSCE BEPPE LO DESCRIVE MOLTO PROVATO. IL FIGLIO, DIFESO DALLO ZIO, E' A CASA E OGNI GIORNO...

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Niccolò Zancan per “la Stampa

 

Il padre sta su balcone, all' ora del tramonto, a guardare il mare: «Non parlo, grazie, andate a fare domande a quello che abita qui a fianco». Il figlio va a correre ogni giorno lungo la strada panoramica, che da Sant' Ilario scende a Nervi. Ha compiuto vent' anni. Si è iscritto a Giurisprudenza, come il fratello maggiore. E tutti insieme adesso a casa Grillo, dietro questa cancellata con la targa in ottone con sopra scritto «Ambasciata italiana Liberland», aspettano in silenzio gli sviluppi di un' inchiesta che fa paura.

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La procura di Tempio Pausania ha chiuso le indagini per la presunta violenza sessuale avvenuta la notte del 17 luglio 2019 in un' altra casa del fondatore del Movimento 5 Stelle. È la proprietà composta da due appartamenti contigui - 80 metri quadrati l' uno - in un golf club di Cala di Volpe, in Costa Smeralda, Sardegna.

 

Quella notte, in uno degli appartamenti c' erano quattro amici di Genova e due ragazze. C' erano Ciro Grillo, figlio minore di Beppe Grillo, con Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria. Durante una serata a base di vodka alla discoteca Billionaire, avevano conosciuto due ragazze di Milano e le avevano invitate per una spaghettata proprio a casa di Ciro Grillo.

 

La ricostruzione di quella notte, fatta dall' accusa, adesso è agli atti. «I quattro costringevano e comunque inducevano X, abusando delle sue condizioni di inferiorità fisica e psichica dovuta all' alcol, a subire e compiere atti sessuali». «Entravano e uscivano dalla stanza ridendo tra loro e ostruendo il passaggio a Y, quando, divincolatasi, la ragazza tentava di allontanarsi, consentendo in tal modo a Corsiglia di raggiungerla nuovamente, di afferrarla e spingerla nel box doccia del bagno, dove la costringeva a subire un ulteriore rapporto».

 

«La forzavano a bere della vodka, afferrandola per i capelli e tirandole indietro la testa e la costringevano e comunque la inducevano a compiere e subire ripetuti atti sessuali». La procura ha sequestrato alcuni video nei telefoni dei quattro amici. In uno di questi, Ciro Grillo compie un atto sessuale su una ragazza sfinita dall' alcol, inerte, addormentata.

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Non è stata una notte di sesso consenziente, come subito aveva cercato di sostenere la difesa, appena la notizia della denuncia era diventata pubblica. Le immagini sequestrate nei telefoni dei quattro amici, secondo la procura, dimostrerebbero il contrario: è stata una notte da incubo. La moglie di Beppe Grillo, Parvin Tadjk, madre di Ciro Grillo, era stata sentita come testimone. Perché la notte del 17 luglio 2019 dormiva nell' appartamento a fianco.

 

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Gli investigatori hanno fatto delle perizie acustiche per stabilire se fosse possibile sentire qualcosa di quanto stava accadendo. Ma l' ipotesi di reato adesso è violenza di gruppo aggravata dall' uso di sostanze alcoliche. L' alcol, cioè, sarebbe stato usato per stordire le vittime.

 

L' avvocato incaricato della famiglia Grillo si chiama Enrico Grillo: è lo zio del ragazzo. Non risponde ai giornalisti e non ha mai rilasciato dichiarazioni su questo caso. Degli altri legali che seguono la difesa, accetta di scambiare qualche parola solo l' avvocato Gennaro Vella: «Non possiamo fare un processo di questo tipo sulla stampa. Non diciamo alcunché, se non che contestiamo ogni addebito. Ci difenderemo nelle sedi opportune».

 

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Anche l' avvocatessa Giulia Bongiorno, che assiste una delle due vittime, non rilascia dichiarazioni: «Mi hanno cercato in tanti. Anche direttori di giornali. Ma credo che questo sia un processo in una fase troppo precoce. Può darsi che verranno tempi diversi, ma per ora manteniamo un impegno di riservatezza». I quattro ragazzi accusati di stupro si sono cancellati da Instagram: non restano immagini di quell' estate in Sardegna.

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Ma alcune frasi pubblicate precedentemente sui social da Ciro Grillo circolano ancora nel web e sono, anch' esse, agli atti dell' inchiesta. «La tua bitch mi chiama». «Ti stupro bella bambina attenta».

 

Qui sulla collina di San' Ilario lo vedono passare quasi ogni giorno. «Corre, fa esercizi, tiene molto alla forma fisica. È un ragazzo schivo, non si ferma a parlare». Poche inchieste giudiziarie sono state accompagnate da un silenzio così ostinato e condiviso dalle parti. Nulla a che vedere, per esempio, con il caso di stupro a «Terrazza Sentimento» nel centro di Milano.

 

Ciro Grillo - ciroinstagram Ciro Grillo - ciroinstagram

Chi conosce Beppe Grillo lo descrive molto provato e triste. La procura è convinta di poter dimostrare la violenza. La difesa ha ancora dieci giorni di tempo per produrre le sue contro deduzioni. Poi un giudice deciderà se archiviare il caso o rinviare a giudizio i quattro amici di Genova. «Non vi dovete stupire della riservatezza che circonda questa vicenda», dice ancora l' avvocatessa Giulia Bongiorno «Il mio primo obiettivo è tutelare la vittima. La vittima non va mai messa in un tritacarne mediatico. Deve poter denunciare sentendosi al sicuro, protetta, aspettando il corso della giustizia con fiducia. La maggior parte dei casi di violenza sessuale, per fortuna, vengono trattati lontano dai riflettori. Così dovrebbe essere sempre».

BEPPE GRILLO E LA MOGLIE PARVIN DAVANTI CASA A GENOVA BEPPE GRILLO E LA MOGLIE PARVIN DAVANTI CASA A GENOVA BEPPE GRILLO A PORTO CERVO CON LA MOGLIE PARVIN FOTO DA LIBERO jpeg BEPPE GRILLO A PORTO CERVO CON LA MOGLIE PARVIN FOTO DA LIBERO jpeg Ciro Grillo - ciroinstagram Ciro Grillo - ciroinstagram

 

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