tiziana beghin beppe grillo

C'È CHI SALE E CHI SCINDE - SI AVVICINA LA SCISSIONE DEGLI EUROPARLAMENTARI GRILLINI? BEGHIN: ''TUTTE SCUSE PER ACCENDERE UNA MICCIA A ROMA, NON A BRUXELLES. ARRIVANO GLI STATI GENERALI E C'È CHI CERCA VISIBILITÀ, MA SAREBBE LA SCONFITTA DI TUTTI. NON È POSSIBILE CHE UNA FORZA DI GOVERNO COME LA NOSTRA SIA NEL LIMBO DEI NON ISCRITTI. I VERDI? FANNO GLI INTERESSI DEL PARTITO TEDESCO''. E POI IL PIZZINO: ''SIAMO STATI DECISIVI PER VON DER LEYEN, SENZA DI NOI NON C'È MAGGIORANZA''

 

 

Emanuele Buzzi per www.corriere.it

 

Tiziana Beghin, lei è capo delegazione e ha chiesto sanzioni per chi ha votato in dissenso col gruppo sulla riforma della Pac. Sa che rischiano l’espulsione?

«È mio dovere segnalare se vengono disattese le regole interne che il Movimento 5 Stelle si è dato e che tutti hanno sottoscritto al momento della candidatura. Non spetta a me, ma ai probiviri, entrare nel merito ed esprimere valutazioni. Tuttavia, mi permetta… ».

 

Dica.

tiziana beghin 2

«Due parole nel merito della vicenda per ristabilire la verità. La maggioranza degli europarlamentari è stata accusata di aver votato una riforma della Pac non abbastanza verde. Si dimentica però che nella vecchia Pac la parola ambiente non era nemmeno declinata e che con la riforma per la prima volta si ritrovano eco-schemi specifici sull’ambiente e il clima con un finanziamento fissato al 30%. C’è, inoltre, l’obbligo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e si chiede il rispetto del 10% di vincoli per la biodiversità. Si poteva fare di più? Certo e con i nostri emendamenti ci abbiamo provato, ma non potevamo lasciare i nostri agricoltori senza i fondi europei. Con il nostro voto abbiamo difeso il Made in Italy e il sistema Italia».

 

tiziana beghin

Per Ignazio Corrao la scissione «è una possibilità concreta».

«La scissione non sarebbe la vittoria di una parte, ma la sconfitta di tutti. Va scongiurata. Invito tutti a depositare le sciabole sul tavolo. Capisco benissimo che arriveranno presto gli Stati generali e molti cercano visibilità in vista di quell’appuntamento, ma va salvaguardato il Movimento 5 Stelle. In piena pandemia l’Italia non ha bisogno di un altro partitino ma di un progetto più forte e autorevole, altrimenti faremmo un enorme regalo alle varie lobby che vogliono il Tav, tifano per i Benetton e magari sognano il ritorno di Berlusconi e Salvini. Le idee di tutti sono importanti, lavoriamo insieme al di là delle simpatie e delle antipatie per il bene degli italiani e degli europei. Lo abbiamo fatto per sei anni, non capisco perché non possiamo continuare a farlo».

 

Che peso ha la questione della collocazione europea sulle tensioni nel gruppo?

URSULA VON DER LEYEN

«Credo che la collocazione europea, così come la Pac, siano scuse o meglio pretesti per accendere una miccia con l’obiettivo che la fiamma divampi a Roma, non a Bruxelles. Tutti e quattordici gli europarlamentari siamo concordi sul fatto che una forza di governo non può stare nel limbo dei non iscritti. Come facciamo a difendere i cittadini se non possiamo neanche presentare degli emendamenti in plenaria? Va trovata una soluzione».

 

Prima del lockdown stavate dialogando con i Verdi

«I Verdi europei devono capire cosa vogliono fare da grandi. Mentre si sedevano al tavolo con noi, contemporaneamente incontravano a Roma e Milano, di nascosto come dei carbonari, fuoriusciti del Movimento 5 Stelle. Già in passato abbiamo avuto nostri ex che si sono uniti con il gruppo dei Verdi europei e poi abbiamo visto come è andata a finire. Più che a rafforzare la cause ambientaliste, i Verdi europei hanno a cuore lo status quo del loro gruppo dominato dai tedeschi. Il loro obiettivo, per carità legittimo, è quello di costruire un micro-partito italiano dei Verdi che però già esiste e non ha mai attecchito in termine di consensi perché è il Movimento, con le sue cinque stelle, il ministro Costa, l’Ecobonus e la nostra azione di governo, a essere l’unica forza politica in grado di incidere sulle cause ambientaliste».

ignazio corrao 1

 

Sì parla di un dialogo con S&D e Renew Europe

«C’è una accelerazione nei contatti già avviati con diversi gruppi. Ci saranno degli sviluppi prestissimo perché non è più pensabile la collocazione nei non iscritti. Al Parlamento europeo siamo stati decisivi sull’elezione di Ursula Von der Leyen, sul taglio del 60% delle emissioni inquinanti entro il 2030, sul taglio ai fondi agricoli a chi non rispetta i diritti dei lavoratori e sul conflitto di interessi di due Commissari poi bocciati. Senza di noi non c’è maggioranza e vincono i sovranisti nemici dell’Italia. È questa la nostra scelta di campo in Europa».

 

Crede sia meglio attendere l’esito degli Stati generali prima di definire un accordo?

«Gli Stati generali sono di fatto già iniziati con le assemblee territoriali. Il nostro auspicio è che si parli anche di Europa. È grazie all’Unione europea se nei prossimi anni arriveranno 209 miliardi del Recovery Fund da investire in Italia ed è grazie alla Bce se, con il Pepp, il nostro sistema finanziario, economico e sociale sta reggendo all’urto della pandemia. Dobbiamo spostare il mirino: stiamo cambiando l’Italia, bene, adesso proviamo a cambiare in meglio anche l’Europa. I prossimi mesi saranno decisivi».

beppe grillo luigi di maio

 

 

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?