virginia raggi e max bugani

AIUTO, VIRGINIA RAGGI VUOLE RICANDIDARSI A SINDACO DI ROMA (ANCHE SE LE REGOLE GLIELO VIETANO) - L’ARRIVO NEL SUO STAFF DI MAX BUGANI, NUMERO DUE DELL'ASSOCIAZIONE ROUSSEAU, MOLTO VICINO A DAVIDE CASALEGGIO, E' IL PRIMO PASSO VERSO IL RITORNO IN CAMPIDOGLIO - BUGANI, IN PESSIMI RAPPORTI CON DI MAIO, DI CUI ERA STATO STRETTO COLLABORATORE NELLA SEGRETERIA POLITICA A PALAZZO CHIGI, DOVRÀ ESSERE IL REGISTA DELLA “FASE 2” DEL MANDATO RAGGI…

Simone Canettieri per “il Messaggero”

 

VIRGINIA RAGGI E MAX BUGANI

«Io il Falcão di Virginia? Ma no, troppo buoni: al massimo mi sento Sebino Nela». Max Bugani ci scherza su e minimizza. Il suo approdo in Campidoglio come capo-staff della sindaca Raggi è però una mossa pesante e, come ammette il diretto interessato, di prospettiva. Il colpo di calciomercato arriva dopo il maxi rimpasto dei giorni scorsi: via quattro assessori tecnici, dentro quelli politici.

 

Entrambe le operazioni guardano a una data: primavera 2021. E a un obiettivo: la ricandidatura di Virginia Raggi in Campidoglio. Il contenitore è ancora tutto da costruire (liste civiche, intese con la sinistra) ma i vertici del Comune grillino confermano a Il Messaggero questa intenzione.

 

raggi di maio

Intanto da ieri nel motore di Palazzo Senatorio c'è Bugani: personaggio di primo piano del M5S. Storico consigliere comunale di Bologna, numero due dell'associazione Rousseau e dunque molto vicino a Davide Casaleggio, ma anche in ottimi rapporti con Beppe Grillo. C'è un però. Lo scorso agosto «Max» ha divorziato in maniera burrascosa dall'allora vicepremier Luigi Di Maio di cui era stato numero due della segreteria politica a Palazzo Chigi nel governo gialloverde.

 

Uno strappo rumoroso, degna conclusione di un grande freddo con il Capo politico, alimentato da Bugani in più occasioni: sia nel volere un dualismo tra «Luigi e Dibba», sia nel chiedere le dimissioni di Danilo Toninelli da ministro dei Trasporti (per il via libera al passante di Bologna). Una storia finita male (Di Maio gli aveva anche dimezzato lo stipendio) al di là delle dichiarazioni distensive di fine agosto. Fatto sta che d'ora in poi lavorerà per Raggi: contratto da circa 40mila euro all'anno, la metà di quanto guadagnava agli inizi a Palazzo Chigi.

DAVIDE CASALEGGIO MASSIMO BUGANI

 

IL RUOLO

Il nuovo capo-staff di Raggi dovrà essere il regista della «fase 2». A lui spetterà il compito di mettere in collegamento i ministri pentastellati con il Campidoglio per iniziare così a portare a casa risultati concreti per l'amministrazione. Una mission disperata? Non si sa, sicuramente complicata. L'umore sembra alle stelle: «Inizia una nuova sfida ed è proprio all'interno della sfida che si nasconde la felicità. Ringrazio di cuore Virginia Raggi e la sua squadra - continua Bugani - per aver pensato a me e per avermi assegnato un ruolo così importante».

 

La padrona di casa che notoriamente non ha un eccellente rapporto con Di Maio commenta entusiasta l'approdo di «Max»: «La sua passione e la sua esperienza per Roma e per il cambiamento». In molti leggono la mossa come una resa dei conti interna a un Movimento destinato a cambiare pelle in futuro. In Campidoglio gli uomini più vicini alla Raggi glissano: «Pensiamo al futuro, che è ancora tutto da scrivere».

virginia raggi luigi di maio

 

E qui si ritorna alla prospettiva di una ricandidatura che al momento è osteggiata dalle nuove regole volute da Di Maio che concepiscono il mandato zero, ma non per i sindaci che sono già stati consiglieri comunali. Ma tutto può cambiare. «Personalmente credo che Virginia - dice il senatore Emanuele Dessì - meriti un'altra possibilità nel 2021, anche se capisco le nostre regole». Aggiunge Francesco Silvestri, vicecapogruppo alla Camera: «Bisogna capire bene il punto di caduta del mandato zero, ci sono grandi esperienze nel Movimento che vanno tutelate». Insomma, le manovre sono appena iniziate. Magari con il via libera di Grillo.

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...