ANCHE Lo ZAR PUTIN HA IL SUO RASPUTIN 2.0 - PADRE TIKHON SHEVKUNOV, ARCHIMANDRITA DEL MONASTERO SRETENSKIJ, E’ IL TEMUTO CONSIGLIERE SPIRITUALE DI PUTIN - CI SAREBBE LA SUA MANINA ANCHE DIETRO L’ARRESTO DELLE PUSSY RIOT - PADRE TIKHON E’ ANTIOCCIDENTALE E CONSIDERA MOSCA L’EREDE DI ROMA E BISANZIO COME CAPITALE DELLA CRISTIANITA’ - I RAPPORTI SEMPRE OSCURI TRA CLERO E SERVIZI - DUE PATRIARCHI AGENTI DEL KGB?... -

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Fabrizio Dragosei per il Corriere della Sera

Ufficialmente non ha alcun incarico nel governo, nello Stato o nell'amministrazione del presidente. Eppure padre Tikhon appare sempre più spesso al fianco di Vladimir Putin. Nei viaggi all'estero, nelle inaugurazioni. Ma la cosa più importante, secondo i suoi critici, è che il modesto abate avrebbe avuto ultimamente un peso determinante nell'indirizzare la politica del presidente russo giunto al terzo mandato. Anche nelle questioni riguardanti i rapporti tra lo Stato e la Chiesa, compresa la decisione di far rinviare a giudizio le tre protestatarie punk del gruppo Pussy Riot processate e condannate per l'esibizione all'interno della chiesa di Cristo Salvatore.

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Ufficialmente nessuno conferma che il presidente russo abbia un consigliere spirituale né tantomeno un confessore. E lo stesso padre Tikhon intervistato dal Financial Times ha sorvolato sull'argomento. Ma è certo che Putin sia credente e che prenda molto seriamente le questioni di religione.
Anzi, per dire la verità, sembra che il peso delle gerarchie ecclesiastiche sia assai rilevante all'interno di tutte le strutture del potere statale. Tanto che unendo la provenienza dai servizi segreti di molti degli uomini di Putin con il loro impegno religioso alcuni parlano di un gruppo di «cekisti-ortodossi».

La Ceka era l'organizzazione per la sicurezza dello Stato che poi negli anni ha cambiato vari nomi, diventando Kgb e quindi Fsb. Sembra quasi una coincidenza curiosa il fatto che padre Tikhon sia l'archimandrita del monastero Sretenskij, situato sulla via Lubyanka, a non più di settecento metri dalla storica sede dei servizi segreti che si trova nell'omonima piazza. Il sacerdote, che ha 54 anni, non ha quasi certamente avuto in passato alcun rapporto con il Kgb, mentre la maggior parte degli esponenti storici della Chiesa ortodossa dovettero fare i conti con le strutture della sicurezza e spesso venire a patti. Secondo alcuni accusatori, tra i quali l'ex dissidente padre Gleb Yakunin che nel 1990 ebbe accesso agli archivi della Lubyanka (e poi fu cacciato dalla Chiesa), gli ultimi due patriarchi russi sarebbero stati agenti o perlomeno informatori del Kgb.

VLADIMIR PUTIN CON LA PISTOLA jpegVLADIMIR PUTIN CON LA PISTOLA jpeg VLADIMIR PUTIN DURANTE UN COMIZIO SULLA PIAZZA ROSSAVLADIMIR PUTIN DURANTE UN COMIZIO SULLA PIAZZA ROSSA

Negli anni di Eltsin la Chiesa poté uscire allo scoperto; riebbe tutte le sue proprietà e fu in grado di fare parecchi quattrini con l'importazione in esenzione doganale di alcol e sigarette. Ora tutto questo è cambiato e il Patriarcato ha solo strutture economiche presentabili, come imprese di costruzioni, aziende agricole, pesca, petrolio.
Ma ha visto aumentare enormemente il suo peso politico, anche grazie all'influenza di padre Tikhon Shevkunov. Ma quali sono le sue idee? Su questo punto i suoi critici insistono particolarmente, vista la vicinanza con l'uomo che detiene tutto il potere in Russia.

VLADIMIR PUTIN ABBRACCIA UN CAGNOLINOVLADIMIR PUTIN ABBRACCIA UN CAGNOLINO

Nel 2008 l'archimandrita realizzò un programma trasmesso varie volte in tv sulla caduta dell'impero romano d'Oriente. E per molti Mosca va vista come la terza culla della cristianità, dopo Roma e Bisanzio. Padre Tikhon parlava assai bene nel suo programma dell'imperatore Basilio II, descrivendolo come colui che aveva ristabilito la «verticalità del potere», scacciando oligarchi e governatori ribelli (il richiamo a Putin è evidente). Per padre Tikhon, «l'odio vendicativo dell'Occidente nei confronti di Bisanzio e dei suoi eredi... continua tuttora. Senza capire questo stupefacente ma indubbio fatto - aggiungeva - rischiamo di non capire molte cose della storia».

PUSSY RIOT MERCHANDISEPUSSY RIOT MERCHANDISE

Interessante anche la sua opinione espressa anni fa (quando Putin non rinnovò l'invito a Giovanni Paolo II) su una eventuale visita del Papa in Russia: «Se per il Vaticano ciò rappresenterebbe l'appagamento di un sogno plurisecolare, per la Russia significherebbe la caduta di uno degli ultimi bastioni dell'indipendenza spirituale dello Stato e una nuova fase di sfacelo del Paese».

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