lucia annibali maria elena boschi

ANNIBALI NON VALICA - LA MAGGIORANZA RESPINGE IL ''LODO ANNIBALI'', OVVERO LA PROPOSTA RENZIANA DI RINVIARE DI UN ANNO LA RIFORMA BONAFEDE DELLA PRESCRIZIONE. BOCCIATURA NELLE COMMISSIONI AFFARI COSTITUZIONALI E BILANCIO DELLA CAMERA - LA DEPUTATA VIENE RICOPERTA DI INSULTI SOCIAL, DEVONO INTERVENIRE RENZI E PURE PAOLA TAVERNA PER DIFENDERLA

Da www.repubblica.it

 

lucia annibali

La maggioranza respinge il "Lodo Annibali" sul rinvio di un anno della prescrizione con 49 no a 40 sì. Nonostante Italia Viva abbia votato l'emendamento al Milleproroghe della sua deputata trovandosi schierata con le opposizioni. Dunque le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno detto no alla proposta renziana di rinviare di un anno la riforma Bonafede sulla prescrizione. Il governo aveva dato indicazione di voto contrario alla proposta renziana. Le commissioni hanno votato no anche ad un altro emendamento, sempre di Lucia Annibali, di contenuto identico, con la variante del ritorno in vita della legge Orlando.

 

"Siamo determinati ad andare avanti e nei prossimi giorni avremo finalmente la riforma del processo penale, così come previsto dal programma di governo, e la modifica alla prescrizione. Sia chiaro, per onore di cronaca, che se sarà in vigore la legge Bonafede ancora per un po' è solo per merito di Italia Viva", commenta il vice capogruppo Pd alla Camera dei Deputati Michele Bordo.

 

"È stata una lenta e lunga agonia questo voto, oggi si sono organizzati e il mio emendamento è stato respinto. È stata una scelta di poco buon senso, irragionevole, che non possiamo sostenere per questione di merito, di diritto, di principi", replica Annibali.

 

Solidarietà a Lucia Annibali, presa di mira dagli hater

alfonso bonafede

Dopo il voto scoppia però un caso che riguarda proprio la deputata renziana. Matteo Renzi, infatti, denuncia su Facebook gli attacchi che sta ricevendo Annibali. "Lei si chiama Lucia Annibali. È una donna, fa l'avvocato, è una bravissima parlamentare. Sta facendo una dura campagna per modificare la legge sulla prescrizione - scrive l'ex premier - I professionisti dell'odio non rispondono sui contenuti ma la attaccano esaltando, citandolo per nome e cognome, l'uomo che anni fa le ha gettato acido sul volto, sfregiandola. Mi fanno schifo. Spero che tutti i parlamentari - comunque la pensino sulla prescrizione, anche quelli che non sono d'accordo con Annibali - e le persone perbene siano a fianco di Lucia, del suo dolore, della sua intelligenza. Noi siamo con Annibali. E contro questi meschini profeti dell'odio. Ti vogliamo bene Lucia".

 

L'odio scatenato contro Annibali diventa subito preminente sulla vicenda politica della prescrizione. Il Pd esprime tutta la sua solidarietà con una nota ufficiale di Enrico Borghi e Emanuele Fiano. "Esprimiamo tutta la solidarietà e vicinanza, nostra e dei deputati e delle deputate del Pd, alla collega e amica Lucia Annibali, vittima di parole infami e indegne sui social. La conosciamo come donna forte e preparata e siamo sicuri che non saranno certo questi attacchi vigliacchi ad intimorirla. Resta lo sconcerto per parole tanto crudeli e la più ferma condanna di quanto accaduto", dicono i deu deputati dem.

 

paola taverna 1

"La deriva di odio sui social non conosce da tempo limiti, ma oggi si è passato il segno con i vergognosi insulti e le minacce a Lucia Annibali sulla sua pagina Facebook per l'emendamento che porta il suo nome sullo stop alla riforma della prescrizione - dice Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato - Una battaglia di civiltà che non piace agli infami della tastiera: qualcuno ha esaltato perfino il criminale che le gettò l'acido sul volto. A Lucia un grande abbraccio, e alla polizia postale la richiesta di individuare al più presto questi vigliacchi che avvelenano la politica e la convivenza sociale".

 

Si schiera con la deputata di Italia Viva anche il Movimento Cinque Stelle. "La mia totale solidarietà a Lucia Annibali che è stata bersaglio di una violenza verbale inaudita. Le scelte politiche, gli ideali, le ragioni o i torti qui non c'entrano nulla. La cultura dell'odio è in ogni caso inammissibile e dobbiamo combatterla tutti insieme", scrive su Twitter la vicepresidente del Senato Paola Taverna. Attestati di stima e solidarietà arrivano da tutto il mondo politico.

annamaria bernini foto di bacco

 

 

L'interessata posta lo screenshot dei post di chi, per criticare la sua battaglia sulla prescrizione, ha scelto di inneggiare all'uomo che le ha gettato dell'acido sul viso. Annibali dice che "questo è un classico esempio di quanto subiscono le donne che si espongono pubblicamente con le loro idee: insulti sessisti, minacce, violenza verbale". "Nel mio caso  - dice la deputata di Italia Viva - la mia vicenda personale usata come un'arma di offesa con l'intento preciso di limitare la mia libertà d'espressione. Stia pur certo il signore, che ovviamente non ci mette la faccia, che non mi lascerò intimidire né da lui né da nessun altro".

di maio con paola taverna

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…