ATTENTI, IL FENOMENO MARINE LE PEN NON SI RIDUCE ALL'ESTREMA DESTRA - IL FILOSOFO MICHEL ONFRAY SULLA SVOLTA MODERATA DEL FRONT NATIONAL: “MARINE LE PEN STA FACENDO CON IL PARTITO DI SUO PADRE QUEL CHE FINI IN ITALIA FECE TRASFORMANDO L'MSI IN ALLEANZA NAZIONALE” - ‘’SE SARKOZY SCOMPARE DALLA SCENA DEL POTERE, MARINE LE PEN RICOMPORRÀ LA DESTRA A PARTIRE DA LEI. E NEL GIRO DI UN SOLO QUINQUENNIO, HOLLANDE RISCHIA DI RAPPRESENTARE SOLO UN MOMENTO DI TRANSIZIONE”…

S. Mont. Per il "Corriere della Sera"

François Hollande è primo, ma Marine Le Pen raccoglie un successo clamoroso. Si può dire che la sinistra abbia vinto, ieri?
«In un'elezione a due turni come questa la prima tornata mostra una statistica, la seconda esprime una dinamica politica... Hollande è primo, certo, e Mélenchon, come era ampiamente prevedibile, chiede di battere Sarkozy, cioè di votare per Hollande. Lo stesso fa l'ecologista Eva Joly.

Tutta l'estrema sinistra alla fine va in questo senso, mostrando che le elezioni sono uno spettacolo che termina sempre con il successo di un candidato liberale. Il primo turno è un grande circo nel corso del quale ci sono spettacoli di orsi, incantatori di serpenti, domatori di leoni; il secondo è un numero di clown tristi...».

Michel Onfray, 53 anni, è uno dei filosofi e opinionisti francesi più noti e popolari. I suoi libri - contro Freud, o in onore di Camus - fanno discutere, così come le sue posizioni spesso critiche contro la globalizzazione liberista. Vicino alle idee di Mélenchon in politica interna, ha criticato duramente il leader del Front de Gauche per le sue posizioni - favorevoli a Castro e Chávez - in politica estera.

Quale ruolo avrà nei prossimi mesi Marine Le Pen?
«Se Sarkozy scompare dalla scena del potere, cosa che mi pare altamente probabile, Marine Le Pen ricomporrà la destra a partire da lei. Entriamo dunque in una nuova era politica, quella delle ali estreme suscettibili di arrivare al potere. In questa configurazione, nel giro di un solo quinquennio, Hollande rischia di rappresentare solo un momento di transizione».

Ieri sera la Le Pen ha esultato dicendo che «la battaglia di Francia non fa che cominciare». La destra tradizionale, ormai indebolita, potrebbe rompere il «cordone sanitario» e aprire a un'alleanza, per esempio già alle prossime legislative di giugno?
«Troppo presto per ricomporre il paesaggio politico francese... Per adesso ci sono tre destre: una versione centrista con Bayrou, che patisce una sconfitta crudele e non è più abbastanza forte per venire realmente corteggiato. Una versione bonapartista con Sarkozy che è in grande difficoltà; questa destra è anche minata al suo interno da quelli che aspettano il loro turno, come Jean-François Copé o Xavier Bertrand. Poi c'è la terza destra, la sua versione radicale con un Front National presentato stasera come una "nuova destra" da Marine Le Pen».

E' la fine del bipolarismo francese?
«Anche il Front de Gauche di Mélenchon, che ha ottenuto un risultato molto inferiore a quel che annunciavano i sondaggi, è minato al suo interno dalle divisioni. Il partito comunista, che ne fa parte, è stato umiliato, Hollande lo sa, e potrebbe approfittarne offrendo alla componente comunista qualche posto nel governo, come fece Mitterrand nel 1981. Destra e sinistra potrebbero continuare a frantumarsi, e Marine Le Pen avrà bisogno di questa esplosione della destra e della sinistra per ricomporre il panorama politico a partire dalla sua figura».

Che destra è quella di Marine Le Pen, che ha usato l'ultimo anno per distaccarsi dall'eredità paterna? E', al fondo, l'eterna Francia reazionaria dell'Indocina e dell'Oas o c'è qualcosa di nuovo?
«Non dimenticate che Marine Le Pen è nata nell'agosto 1968... La sua formazione non è quella del padre, cioè Vichy, Pétain, la collaborazione, la guerra d'Algeria, l'Oas, ma quella di una ragazza che, quando arriva alla maggiore età, non ha conosciuto che François Mitterrand al potere... Sa che Mitterrand ha avuto un passato di compromissione con il regime di Vichy, che ha difeso l'Algeria francese, che è stato ministro dell'Interno e della Giustizia durante la guerra d'Algeria.

Marine Le Pen sa che la frattura tra destra e sinistra, in Francia, non è quella che si racconta. Molti elettori di oggi dispongono della sua stessa formazione e non sono fermi ai punti di riferimento della Seconda guerra mondiale: è una ragazza post-sessantottina, che parla del ritorno dei "patrioti di destra e di sinistra"».

E' il Front National «né di destra né di sinistra».
«La divisione proposta da Marine Le Pen non è tra destra e sinistra, ma tra patrioti e cosmopoliti, tra difensori della nazione francese e sostenitori del liberalismo. L'intelligentsia parigina si sbaglia se pensa che padre e figlia appartengano allo stesso mondo politico-culturale.

Marine Le Pen sta facendo con il partito di suo padre quel che Fini in Italia fece trasformando l'Msi in Alleanza nazionale. Quando Fini in Israele parlò del fascismo come di un "male assoluto", ha compiuto un passo imitato da Marine Le Pen nel febbraio dell'anno scorso, quando ha definito i lager nazisti "il summum della barbarie". Il fenomeno Marine Le Pen non si riduce all'estrema destra, è più complicato».

 

MARINE LE PENMarine Le Pen francois hollandeFRANCOIS HOLLANDEMICHEL ONFRAYfrancois bayrou lapfrançois mitterrandGIANFRANCO FINI marine lepen

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”