BERGOGLIO COME BELUSHI, DÀ LA SCOSSA ROCK ALLE SUORINE ACIDE: “SIATE MADRI, NON ZITELLE”

Andrea Tornielli per "La Stampa"

La suora deve essere «madre, non zitella». E il «carrierismo» di uomini e donne di Chiesa rappresenta un grave danno. Lo ha detto Papa Francesco alle circa 800 rappresentanti dell'Uisg, l'Unione Internazionale delle Superiore Generali, ricevute ieri mattina nell'aula delle udienze. Un incontro fortemente voluto dalle religiose che rappresentano settantamila suore presenti nei cinque continenti che hanno concluso in questi giorni la loro assemblea plenaria.

Un'udienza attesa dalle superiore, in un momento difficile a motivo della crisi di vocazioni e delle tensioni esistenti tra le autorità vaticane e la Leadership Conference of Religious Women, l'organizzazione che rappresenta la maggioranza delle suore statunitensi, «commissariata» dalla Santa Sede a motivo di alcune prese di posizione sui temi etici.

Francesco, con il suo stile, è voluto intervenire proprio sul tema discusso dall'assemblea, quello dell'esercizio dell'autorità nella Chiesa. E ha parlato dell'obbedienza «come ascolto della volontà di Dio, nella mozione interiore dello Spirito Santo autenticata dalla Chiesa, accettando che l'obbedienza passi anche attraverso le mediazioni umane».

Chi ha autorità - ha spiegato Bergoglio riferendosi sia alla gerarchia come ai superiori degli ordini religiosi - deve esercitarla come «servizio». «Sappiate sempre esercitare l'autorità - ha detto il Papa - accompagnando, comprendendo, aiutando, amando; abbracciando tutti e tutte, specialmente le persone che si sentono sole, escluse, aride, le periferie esistenziali del cuore umano».

Alle suore Francesco ha quindi ricordato il vero valore della castità, che deve essere «feconda» e generare «figli spirituali»: «La consacrata è madre, deve essere madre e non zitella». «Scusatemi, parlo un po' così» ha aggiunto subito dopo provocando l'applauso delle religiose. «Siate madri ha detto ancora il Papa - come figure della chiesa madre, non si può capire Maria e la Chiesa senza la maternità, e voi siete icona di Maria e della Chiesa».

Ma Bergoglio è tornato a parlare anche del carrierismo e del «danno che arrecano al popolo di Dio gli uomini e le donne di Chiesa che sono carrieristi e arrampicatori, che usano il popolo come trampolino per l'ambizione personale: fanno più danno alla Chiesa».

Il Papa ha concluso il suo discorso spiegando la necessità di «sentire» con la Chiesa. Un invito all'obbedienza che riecheggia le parole degli Esercizi spirituali di Sant'Ignazio, il fondatore dei gesuiti, per ribadire come l'appartenenza sentita alla Chiesa sia, per i religiosi, «una delle dimensioni costitutive» della loro vita.

«Non è possibile che una consacrata e un consacrato non "sentano" con la Chiesa", ha detto Francesco. E a chi giustifica la disobbedienza - come è accaduto, secondo l'inchiesta dell'ex Sant'Uffizio, in alcune conferenze organizzate dalle superiori religiose americane su temi come l'aborto e l'ordinazione femminile, il Papa ha ricordato che è assurdo «pensare di vivere con Gesù senza la Chiesa».

 

PAPA FRANCESCO - JORGE BERGOGLIOpapa francesco bergoglio papa francesco bergoglio prende in braccio un bimbo disabile a pasqua PAPA FRANCESCO JORGE BERGOGLIO Suore SUORE

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...