goffredo bettini giuseppe conte enrico letta

A BETTINI JE RODE - NEL PD NESSUNO SE LO FILA PIÙ E IL GURU THAILANDESE DI CONTE ("PUNTO DI RIFERIMENTO DELLA SINISTRA", “O CONTE O VOTO”) SI METTE A FARE I DISPETTI A LETTA VOTANDO IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA SPONSORIZZATO DAI RADICALI E DA SALVINI - DIMENTICANDO CHE CONTE, IN BARBA AL PD, E' ANTI-DRAGHI E SOGNA DI BRUCIARE LA RIFORMA DELLA CARTABIA, GOFFREDONE INSISTE: “IL NOSTRO RAPPORTO CON IL MOVIMENTO È INEVITABILE, MA NON HO MAI INTESO QUESTA LINEA COME SUBALTERNITÀ” (CIAO CORE)

goffredo bettini

1 - FLASH! - ACQUE AGITATE NEL PD: OLTRE A GOFFREDO BETTINI CHE DA QUANDO NON E' PIU' IL KINGMAKER DEL PARTITO SCALCIA E, PER DISPETTO, VOTA IL REFERENDUM RADICALI SULLA GIUSTIZIA, ORA  SCOPPIA IL CASO ZINGARETTI: COME MAI IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO NON SI STA IMPEGNANDO PUNTO PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI GUALTIERI? AH, SAPERLO...

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/flash-acque-agitate-pd-oltre-goffredo-bettini-che-quando-non-279201.htm

 

2 - «SÌ AI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA SO CHE C'È LA LEGA MA FIRMO LO STESSO»

Maria Teresa Meli per il "Corriere della Sera"

 

GOFFREDO BETTINI GIUSEPPE CONTE

Goffredo Bettini, lei firmerà tre referendum sulla giustizia. Quindi ritiene che non si sia fatto ancora abbastanza in materia?

«Il Partito democratico sulla giustizia ha lavorato in Parlamento con competenza e lealtà per approvare la legge Cartabia; che per le garanzie e le regole del processo penale è un netto passo in avanti. Tuttavia, c'è ancora molto da fare per una riforma organica della giustizia civile e penale. Credo che la mia posizione sul referendum possa aiutare un cambiamento profondo della nostra giustizia "malata"».

presentazione dei referendum sulla giustizia promossi da lega e partito radicale

 

La linea del Pd non è comunque quella dei referendum.

«Vede, sto apprezzando sempre di più la sobrietà, ma anche il coraggio su tanti temi, del segretario Enrico Letta. Sul fisco, i giovani, la legge Zan. E condivido la sua idea di un partito plurale e aperto al confronto. Purché sia sincero. I referendum sono il terreno privilegiato per esprimere un orientamento fondato principalmente sulle convinzioni più profonde che guidano la tua coscienza.

 

ENRICO LETTA GIUSEPPE CONTE BY OSHO

Mio padre è stato un grande avvocato penalista. Repubblicano e libertario. Ho conosciuto tanti suoi colleghi con diverse opinioni politiche ma con la medesima passione umana nel contrastare possibili errori o irrimediabili ferite. Nicola Madia, Luciano Revel, Franco De Cataldo, Enzo Trapani. E molti altri. Quel clima mi è rimasto nell'animo così come il terribile momento della "sentenza", quando degli esseri umani hanno in mano il destino di altri esseri umani».

ALFONSO BONAFEDE GIUSEPPE CONTE

 

Perché firma solo alcuni quesiti referendari ?

«Non firmerò i referendum che riguardano direttamente i magistrati in quanto persone. Alla magistratura la Repubblica deve tantissimo. Hanno versato il loro sangue e taluni si sono comportati da eroi. Per questo non condivido una rivalsa diretta verso di loro quando sono accertati errori o danni. Si potrebbe creare una condizione di intimidazione che rende più incerto l'accertamento delle responsabilità. Il risarcimento va garantito in altre forme».

 

Lei è un ultrà del garantismo?

goffredo bettini con massimo dalema

«Non sono affatto per l'impunità. Sono, tuttavia, per arrivare alla verità processuale nel rispetto più totale delle regole e di una prospettiva profondamente umana. La condizione delle carceri è in troppi casi terribile. La carcerazione preventiva spesso ingiustificata. La prescrizione sine die, ora corretta in Parlamento, è angosciante per gli imputati e per le vittime. Se lo Stato in un arco lungo ma ragionevole di anni non riesce ad arrivare ad una sentenza definitiva, non possono pagare le singole persone. Devastate nelle loro esistenze».

selfie di matteo salvini 2

 

Non teme che il suo sia un assist a Matteo Salvini?

«È assurdo pensare di rinunciare alle proprie idee perché Salvini strumentalizza il referendum. Lui e il suo partito hanno inneggiato al cappio nelle aule parlamentari. La sinistra deve essere critica, innovativa, moderna, ma anche libertaria. Sì: libertaria. Non per una libertà egoista e priva di responsabilità. Ma per tutelare gli esseri umani in qualsiasi condizione essi si trovino. Uguaglianza e libertà: dentro tali confini si deve muovere il Pd».

 

Ed è un assist anche a Renzi...

«Non mi preoccupa affatto se talvolta sono d'accordo con Renzi. Mi dispiace, al contrario, quando egli polemizza pregiudizialmente con il Partito democratico e manovra in modo confuso ammiccando anche alla destra».

mario draghi marta cartabia 1

 

Con la destra ci governate anche voi.

«Ritengo Draghi il punto irrinunciabile di coesione nazionale per l'oggi e per il domani. Qualsiasi ruolo intenderà svolgere. Sta dimostrando autorevolezza indiscussa e sapienza politica. Ma Draghi non va strattonato. Rappresenta una coalizione di emergenza, sostenuta da partiti molto distanti tra di loro. Si tornerà in futuro all'alternativa chiara tra centrosinistra e centrodestra. E ognuno dovrà dire da che parte sta».

MATTEO RENZI GOFFREDO BETTINI

 

Lei è il più grande sostenitore dell'intesa con Giuseppe Conte, ma sulla giustizia non la pensa come i 5 stelle. Non è una contraddizione?

«Ho difeso fino all'ultimo il governo Conte II perché ha fatto bene al Paese; preparando anche una prospettiva politica e di alleanze competitive rispetto ai nostri avversari. Non mi pento affatto di quella mia scelta politica. Ha fermato la destra e diviso il populismo.

goffredo bettini enrico letta elly schlein giuseppe conte

 

Anzi: osservo che al di là delle chiacchiere, il nostro rapporto con il movimento di Conte è inevitabile ancora oggi. Non ci sono alternative credibili. Ma non ho mai inteso questa linea come subalternità e rinuncia del Pd ad alzare le proprie bandiere.

 

goffredo bettini 3

Lo abbiamo fatto sull'Europa. Sulla scienza. Sull'impostazione delle politiche economiche e sociali, grazie a Gualtieri. Sull'autonomia del nostro pensiero garantita dalla direzione di Nicola Zingaretti. Se ci sono ora forti differenze tra me e il Movimento 5 Stelle sul tema della giustizia avremo modo di confrontarci.

 

Con lealtà ma senza sconti. Non ho mai creduto alla propaganda. Amo il dialogo che cambia reciprocamente chi lo accetta. Siamo vicini alle elezioni amministrative delle grandi città, un appuntamento importantissimo.

ENRICO LETTA - ROBERTO GUALTIERI

 

A Napoli e a Bologna andiamo insieme al Movimento 5 Stelle. Su candidati di estremo valore: Manfredi e Lepore. A Roma non si è riusciti per un nostro giudizio negativo sulla sindaca uscente Virginia Raggi. Ma Gualtieri si sta muovendo con un'autorevolezza e una competenza che davvero parlano all'insieme dell'elettorato romano, al di là degli steccati partitici».

GIUSEPPE CONTE ALLA FESTA DI COMPLEANNO DELLA RAGGI

presentazione dei referendum sulla giustizia promossi da lega e partito radicale 1

goffredo bettini 11

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…