renzi bettini

BETTINI, IL REALISMO DEL POTERE: “SONO MESI CHE CON RENZI ABBIAMO LAVORATO PER CONCORDARE UNA POSIZIONE COMUNE. E ORA SI CAMBIA TUTTO COME SE L’ESECUTIVO IN CARICA NON ESISTESSE - IN UN GOVERNO SI DISCUTE E POI SI DECIDE. SOLO L'ONU PREVEDE L'UNANIMITÀ - UN GRUPPO DI RESPONSABILI? “ITALIA VIVA” HA MINACCIATO LA SFIDUCIA, POSTO VARI ULTIMATUM, VOTATO DIVERSAMENTE DALLA MAGGIORANZA: PUÒ ESSERE STABILIZZARE LA MAGGIORANZA PER TOGLIERE IL POTERE DI VETO A TUTTI COLORO CHE INTENDONO ESERCITARLO…”

Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera”

 

goffredo bettini

Goffredo Bettini, che pensa della proposta sul sindaco d' Italia di Matteo Renzi?

«Ancora una volta siamo di fronte ad una iniziativa ondivaga, improvvisa, avanzata in una sede sbagliata e probabilmente dettata da un calcolo di partito. Che rispetto c'è per il lavoro comune svolto con gli alleati? Sono mesi che anche con Renzi abbiamo lavorato per concordare una posizione comune. Insieme a lui siamo arrivati a una proposta già incardinata in un iter parlamentare: un modello proporzionale con lo sbarramento. Ora si cambia tutto. Come se l' esecutivo in carica non esistesse. Ma poi: si propone il premierato? Con quali contrappesi in grado di evitare una deriva plebiscitaria? Quanto occorrerebbe per la necessaria modifica costituzionale? Il tutto non mi convince proprio».

 

RENZI E IL NO ALLA FIDUCIA A CONTE

Con la sua proposta di trovare una pattuglia di responsabili per sostenere il governo ha fatto molto arrabbiare Renzi.

«Mi sorprende. Ho fatto una proposta politica. Direi, ragionevole. Non ho offeso nessuno. Nel governo c'è stata e permane molta fibrillazione. Non solo da parte di Renzi. Ma in particolare Italia Viva ha minacciato la sfiducia, posto vari ultimatum, votato diversamente dalla maggioranza nelle commissioni parlamentari.

 

Se vogliamo continuare a fare qualcosa di buono per l'Italia, può essere utile allargare e stabilizzare la maggioranza. Naturalmente su un programma di priorità da condividere. Non c'entrano niente Scilipoti o la compravendita di parlamentari. Queste sono stupidaggini. Battute da talk show.

 

MATTEO RENZI GIUSEPPE CONTE

Si tratta semplicemente di cominciare ad unire l'insieme delle forze progressiste, liberali e moderate che non se la sentono di stare sotto il comando di Salvini. Perché se Salvini, come si dice diffusamente, è un pericolo, è saggio spostare in avanti i confini di chi lo combatte. Tutto qui. Per altro ho avvertito che questo processo politico è tutto da costruire.

Non sono affatto certo che siano mature le condizioni. Eppure va tentato.

 

Mi pare, invece, che nel frattempo in Parlamento si siano verificati altri singoli e improvvisi traslochi verso Italia Viva. Ho rispetto di tutti. Non parlo di trasformismi. Anche se mi piacerebbe emergessero di più le ragioni politiche di queste scelte. Per ora Tommaso Cerno, verso il quale ho simpatia, ha detto solo che il governo in carica è composto da "ridicoli e cialtroni". E non ci sono state rettifiche da parte di Iv».

 

Lo ha fatto per togliere il potere di veto a Renzi?

goffredo bettini prende appunti

«No. Per togliere il potere di veto a tutti coloro che lo intendono esercitare. In un governo si discute, si ascolta e poi si decide. Solo l'Onu prevede l'unanimità. E infatti spesso è un organismo che non decide. Abbiamo di fronte la stagnazione economica, un debito pubblico troppo elevato, una condizione dei ceti medio-bassi sempre più sofferente. Potrei continuare. Ma è chiaro: o il governo corre alla stessa velocità della crisi, o la sfiducia e il senso di impotenza si allargheranno sempre più. A tutto vantaggio di Salvini e della Meloni. Quante volte, in questo caso giustamente, lo stesso Renzi ha invocato la necessità di decidere? Questa invocazione deve valere anche per lui».

 

RENZI CONTE

Però così non correreste il rischio di consegnare questo potere ai responsabili?

«Non mi pare realistico. Se qualcuno dovesse rompere con la destra, perché insofferente alla brutalità che essa esprime, si troverebbe all' inizio persino un po' solo e in mare aperto. Semmai c'è un problema opposto. Che tipo di prospettiva futura siamo in grado di offrire a queste forze "coraggiose"?».

 

Un governo così raccogliticcio non farebbe una pessima impressione agli italiani?

«Guardi, nonostante tante difficoltà, Conte e il suo governo mantengono un rapporto positivo con una parte grande dei cittadini. È l'incertezza, la paralisi dovuta a polemiche inutili e strumentali che arrecano danni. Se si amplia l'appoggio parlamentare all'esecutivo, non è un dispetto a qualcuno, ma una rassicurazione per gli elettori che ci guardano con simpatia. Il Pd non ha paura del voto. Ma prima di arrivarci deve verificare tutte le possibilità per continuare a fare cose utili per l'Italia».

conte renzi

 

Lei ha fatto la sua proposta. Il Pd è rimasto silente: è isolato nel suo partito?

«Non lo so. C’è stata prudenza. Lo capisco. Sono un uomo libero, dico con civiltà ciò che penso, non agisco affatto dietro le quinte perché spiattello le mie idee da anni scrivendo e parlando pubblicamente, sono un dirigente politico e non il consigliere di qualcuno. Quando parlo, parlo per me. Se poi qualche mia idea viene colta o realizzata, sono contento».

 

Bettini, ha avvisato Zingaretti prima di fare quel post su Facebook?

«Assolutamente no. Agisco in piena autonomia».

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)