bonomi scaroni marotta gervasio

BONI, STATE BONOMI… - IN CONFINDUSTRIA ASPETTANO IL RITORNO DELLO SPOSINO DAL VIAGGIO DI NOZZE ALLE MALDIVE PER PRESENTARE IL CONTO. A MAGGIO SCADE IL PRIMO BIENNIO DI PRESIDENZA. COSÌ NON È DA ESCLUDERE CHE IL BUON BONOMI POSSA ESSERE IL PRIMO PRESIDENTE DELLA STORIA DI CONFINDUSTRIA A NON SOPRAVVIVERE AL MID TERM. E SI APRIREBBE UN ALTRO BEL PROBLEMA: LA NECESSITÀ DI NOMINARE UN REGGENTE, COSA DIFFICILISSIMA IN UN CONTESTO ATTUALE…

CARLO BONOMI

DAGOREPORT

La scriteriata accettazione da parte di Carlo Bonomi di concorrere alla candidatura di Presidente della Lega di Serie A – al di là del fatto che finora si è risolta in una misera figura “alla Casellati” (non è stato votato neppure dai suoi associati) – sta creando una sorta di rivolta in Confindustria.

 

Carlo Bonomi Veronica Gervasio

Dove tutti, dai più grandi ai più piccoli, attaccano Bonomi per aver dato la propria disponibilità ad un incarico così mediatico e controverso senza aver prima – come Dago anticipato – né consultato né informato i membri del Consiglio di Presidenza, che pure si è tenuto di recente a viale dell’Astronomia.

 

Bonomi Tronchetti

Non solo, dopo aver gettato il dado (attraverso l’amico Tommaso Giulini, presidente del Cagliari e compagno di fede interista Giuseppe Marotta dell’Inter, con la regia milanista di Paolino Scaroni e juventina di Andrea Agnelli) è scomparso del tutto, ufficialmente per un ‘’viaggio di nozze’’ alle Maldive con la pimpante Veronica Gervasio, con il cellulare spento.

 

Carlo Bononi e Veronica Gervasio al festival del cinema di Venezia

Un comportamento inaccettabile per molti industriali che amplifica di molto il malcontento generale dell’Associazione verso Bonomi, già in essere ben prima della penosa scivolata sul calcio. È la decennale, forse millenaria, storia di chi arriva a Roma e oltre che dalle bellezze della città si fa conquistare anche da quella delle sue donne.

 

Veronica Gervaso

Nel recente passato è successo a diversi manager nordici di avere una mutazione genetica appena giunti nella capitale. Forse il caso più celebre è quello del teutonico Tatò, soprannominato Edward Mani Di Forbice, che approdato all’Enel perse tutto il suo grigio pragmatismo a causa di Sonia Raule, bella padovana anche lei emigrata a Roma.

Veronica Gervaso

 

Ora nei salotti confindustriali si guarda stupiti a un altro cambiamento: quello del presidente Carlo Bonomi, che, proseguendo nella tradizione, appena arrivato a Roma ha incontrato l’amore. Quello per Veronica Gervaso, bella giornalista Mediaset, con la quale è appena convolato a nozze.

 

È lei ormai la sua consigliori. Bonomi ha chiuso tutte le vecchie relazioni con i suoi storici grandi elettori (Bracco e Tronchetti, meno con Rocca) e si fa guidare dalla figlia del grande Roberto. Ma dietro la decisione di accettare la candidatura alla Lega Calcio si staglia la silhouette di Scaroni, che è ricicciato con la presidenza del Milan dal cono d’ombra dell’Eni.

 

SCARONI MAROTTA

Da Nord a Sud, il tessuto confindustriale ribolle. Già Bonomi è considerato da molti una delusione. Arrivato a Roma si è arroccato, non ha rispettato i patti elettorali, come quello che voleva il pirelliano Antonio Calabrò succedergli alla presidenza di Assolombarda, e ha cominciato a litigare con i veneti, che pure lo avevano votato in modo massiccio.

 

Tronchetti Provera

Ora questa beffa. In un momento decisivo per l’economia, con le aziende che stanno provando a fatica a uscire dalla pandemia e che sono strozzate dal caro energia, il buon Bonomi accetta una carica impegnativa come quella della Lega, ruolo che ha cucinato manager di ben altro spessore come Gaetano Micciché e Paolo Dal Pino.

 

Egli sostiene che Confindustria lascia un sacco di tempo libero, ma la verità, sussurrano nelle telefonate i presidenti delle territoriali, è che l’errore è stato fatto quando si è nominato come presidente un non imprenditore, uno che non ha reddito, e quindi da qualche parte lo deve cercare.

assemblea di confindustria con mario draghi 43

 

Già aveva fatto storcere il naso quando aveva accettato la nomina a presidente della Fiera di Milano, che garantisce 200 mila euro di emolumento, ma quello è un incarico di facciata, che occupa qualche mezza giornata al mese. La Lega Calcio è invece un’occupazione a tempo pieno, però con una adeguata remunerazione.

 

Così, mentre non si sa se Bonomi diventerà effettivamente presidente della Lega, in Confindustria aspettano il ritorno dello sposino dal viaggio di nozze per presentare il conto. A maggio scade il primo biennio di presidenza. Solitamente è un traguardo dove per statuto si fa il tagliando alla squadra e non al presidente.

 

Ma la base ribolle. Così non è da escludere che il buon Bonomi possa essere il primo presidente della storia di Confindustria a non sopravvivere al mid term e si aprirebbe un altro bel problema: la necessità di nominare un reggente, cosa difficilissima in un contesto attuale.

 

 

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...