claudio borghi (1)

BORGHI DIROCCATI – IL RITRATTO AL VETRIOLO BY RONCONE DEL SENATORE LEGHISTA NO EURO CLAUDIO BORGHI CHE HA CHIESTO LE DIMISSIONI DI MATTARELLA – COCCO DI SALVINI, TRA SUPERCAZZOLE E RAGIONAMENTI COMICI E UN PO’ SOVVERSIVI, L’EX FATTORINO, DIVENTATO PURE NO VAX, HA SCALATO IL CARROCCIO NEL NOME DEL CAPO – “LE PAROLE SU MATTARELLA? CONFERMO TUTTO” – LA REPLICA DI BORGHI: “RONCONE RECORD SUL CORRIERE! RIESCE A FARE TRE VOLTE LO STESSO (INDEGNO) ARTICOLO KILLER. SCRIVI UNO INCASSI 3. CHAPEAU!”

 

 

Fabrizio Roncone per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

matteo salvini claudio borghi foto di bacco

Serve un identikit del senatore leghista Claudio Borghi. Chi è, chi non è. Ancora una volta? Ancora una volta. Sono due giorni che il tipo va in giro a chiedere le dimissioni del nostro capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Va bene.

 

Allora, facciamo così: volti pure pagina chi sa già tutto su questo cocco di Matteo Salvini, vero pilastro della sua truppa d’élite (con lui, quel gigante di Alberto Bagnai e il generale Vannacci, più Andrea Crippa, il vice-segretario tutto muscoli e braccialetti, sorrisone alla Jim Carrey e un fidanzamento con Anna Falchi, sobriamente annunciato a Radio Libertà ). Gli altri provino invece a immaginare un furbastro con la parlantina del furbastro.

 

Che nei talk tv va fortissimo (anche qualche ora fa, all’ Aria che tira , su La7, eccolo che straparla da una spiaggia deserta, ombrelloni chiusi e supercazzole a raffica, per ribadire i suoi ragionamenti un po’ comici, un po’ sovversivi: «L’Italia è una Repubblica anti-democratica fondata sulla burocrazia...»).

IL TWEET DI CLAUDIO BORGHI CONTRO MATTARELLA

 

Ex fattorino, ex agente di cambio, ex broker, ex agente della Deutsche Bank, ex docente a contratto di Economia e mercato all’Università Cattolica e, per hobby — diciamo così — a sua volta mercante d’arte. La vita gli cambia una notte di dieci anni fa.

È sprofondato sul divano, in pantofole, con gli occhialini tondi scesi sul naso, la felpa, forse una busta di patatine fritte (su questo dettaglio, c’è incertezza).

 

All’improvviso, il cellulare comincia a squillare. Numero sconosciuto. Rispondo, non rispondo. Okay, vediamo: chi è? «Ciao, sono Matteo...

Matteo Salvini. Disturbo?». A certi sarebbe sembrato un film di Dario Argento. Borghi —d’istinto — capisce che è un colpo di fortuna.

 

Disturbare? Nemmeno a dirlo. «Bene. Perché, ecco, volevo chiederti una cosa: hai voglia di spiegarmi queste tue strane idee sull’euro?».

claudio borghi marine le pen a pontida

 

La mattina dopo, Borghi è lì che tiene una lezioncina privata al suo futuro boss.

 

(...)

Salvini, intanto, è entusiasta di Borghi. Lo invita a convegni, cene, riunioni di partito. Insieme partecipano al No euro day di Milano del 2013. C’è stima, e amicizia. Borghi — cinico, spregiudicato, furbissimo — prova a passare all’incasso: subito si candida alle Europee del 2014 e però, niente, non ce la fa.

 

Un anno dopo, prova allora a diventare governatore della Toscana: ma va di nuovo a sbattere. Nel 2017 cambia piano di volo, s’abbassa di quota, e sembra accontentarsi del Consiglio comunale di Como. È un trucco. Ha Montecitorio nel mirino ed è lì che alla fine sbarca, trionfale, con il suo mantra: «Dobbiamo uscire dall’euro».

 

claudio borghi

Inevitabile che faccia ticket con Bagnai. Questo Bagnai — 61 anni, modesto suonatore di clavicembalo ai festival di musica barocca, senatore e docente all’Università di Pescara — è noto alla comunità scientifica solo ed esclusivamente per la sua forsennata battaglia contro l’Eurozona. Arrogante e grifagno, spesso minacciosetto contro chiunque osi criticarlo. Il collega Tommaso Monacelli della Bocconi ci prova. E lui, Bagnai, su X (all’epoca, Twitter): «Gli facciamo un bel cappottino di abete» (per alludere, simpaticamente, a una bara).

 

Odiano l’euro e la Bce, scrivono e dicono cose terrificanti. Poi, il pomeriggio in cui Mario Draghi riceve l’incarico di presidente del Consiglio, noi cronisti li becchiamo mentre vengono giù in completa letizia per via degli Uffici del Vicario, stretta stradina di sampietrini sotto il Parlamento, uno avanti e l’altro dietro. «Draghi è Ronaldo. Un fuoriclasse», dice quello più basso, cioè Borghi. E l’amichetto: «Draghi? Draghi l’ho sempre stimato».

claudio borghi

 

Sono persone splendide, coerenti, ragionevoli. Infatti, di botto, da No euro diventano No vax (anche se tutti, compresi i governatori leghisti Zaia e Fedriga, impegnati sul fronte anti-Covid, hanno sempre avuto il sospetto che un paio di siringate salvifiche se le sia sparate pure lui, il Borghi).

 

Ma poi, a pandemia superata, tornano a essere feroci nemici dell’Europa.

 

Immagini recenti: a Natale, quando il governo italiano boccia il Mes, Borghi sghignazza nel salone Garibaldi, il transatlantico di Palazzo Madama. «Trallallerò trallalà! E presto torneremo pure alla lira!». Poi, domenica, l’insolenza nei confronti del presidente Mattarella.

 

Mentre Salvini, dopo un teso (eufemismo) confronto con la premier Giorgia Meloni, prova a stemperare, Borghi va a Radio24 e conferma tutto, ogni parola.

claudio borghi 6

 

Poi, accende il computer e si collega a X, la sua giostra preferita. E, tronfio, cinguetta: «Ringrazio i tanti che stanno scrivendo #iostoconBorghi...». Allora per curiosità vai a vedere chi sono. Eccoli, gli account dei suoi fan: ErCavajerenero , Il lupo bisbetico , Regina delle Nevi ...

Fate voi.

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