bussetti

BUSSETTI A DENARI - "FALSE MISSIONI: L'EX MINISTRO RESTITUISCA 24 MILA EURO" – VOLI A SPESE DELLO STATO PER IL DENTISTA O IL ROGITO, FUGHE DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI PER UN WEEKEND CON LA COMPAGNA. IL MINISTERO PRESENTA IL CONTO AL LEGHISTA EX TITOLARE DELL’ISTRUZIONE - "IN QUINDICI MESI 45 AEREI E 12 TRENI PRESI PER VIAGGI NON ISTITUZIONALI" - CONTESTATI ANCHE TRE MESI DI DIARIA E LA MANCATA PRESENTAZIONE DI RICEVUTE PER RIMBORSI OTTENUTI CON IL GOVERNO AGLI SGOCCIOLI

Corrado Zunino per “la Repubblica”

 

bussetti

Le missioni istituzionali erano, in verità, rientri dell' ex ministro dell' Istruzione nella sua Gallarate. Voli a spese dello Stato per vedere l' appartamento per il quale stava firmando il rogito, fughe dal Consiglio dei ministri per un weekend con la compagna. Creste, quindi. Per 24 mila euro totali. Sì, l' ex ministro leghista Marco Bussetti deve ora restituire i soldi impropriamente utilizzati per i suoi quindici mesi di spostamenti finto-istituzionali.

 

Con una lettera dello scorso 26 novembre, un mese dopo le rivelazioni di Repubblica , il dirigente del VI Ufficio del ministero, il responsabile del "Monitoraggio dei flussi finanziari", ha chiesto a Marco Bussetti «chiarimenti sulla documentazione giustificativa per missioni effettuate dal mese di giugno 2018 a settembre 2019». L' intero arco di governo, ecco. L' ufficio contesta all' attuale provveditore di Milano 44 missioni false sulle 147 rimborsate, un terzo. Quarantacinque voli aerei, soprattutto Malpensa-Fiumicino, e dodici treni presi sul territorio nazionale. Sono 13.519,51 euro che, seguendo la documentazione presentata da Bussetti su quotidiano suggerimento dello staff del secondo piano, la contabilità del Miur chiede indietro: «Gentile ministro, quei biglietti non possono essere riconducibili a viaggi da voi qualificati come servizio». Erano spostamenti personali, Bussetti deve restituire.

bussetti

 

L' attuale ministero contesta a Bussetti, poi, tre mesi di diaria, pari ad altri 10.500 euro. Per ottenere il benefit ministeriale - 3.500 euro il mese che consentono a un ministro non romano di sostenere le spese extra nella Capitale - bisogna essere stati in servizio a Roma almeno quindici giorni ogni mese. Bene, i continui rientri in Lombardia, i weekend lunghi lontani dal lavoro, hanno fatto sì che ora la Direzione generale contesti all' ex preside tre mesi di diaria: agosto 2018, marzo e agosto 2019.

 

Bussetti, ancora in carica, aveva via via firmato dichiarazioni che sostenevano: «Per i compiti istituzionali connessi all' incarico di ministro mi sono trattenuto a Roma per complessivi giorni 15». Non è vero, lo incalzano i controllori dei flussi finanziari: «C' è un' incongruenza tra le dichiarazioni rese dalla Signoria Vostra e le tabelle riepilogative dei viaggi svolti nei tre mesi indicati ». Lo scorso agosto, per esempio, il leghista nostalgico è a Roma per dieci giorni su trentuno: quei 3.500 euro in più per pranzi, cene e taxi non gli spettano. Li ha già incassati, deve ridarli.

marco bussetti 1

Infine, terzo capitolo di contestazione: l' ex ministro non ha ancora portato né ricevute né spiegazioni dei quattro viaggi Alitalia e Frecciarossa tra Milano e Roma. Il 2, 4 e 5 settembre, governo giallo-verde agonizzante. Bussetti continuava a viaggiare a spese del ministero e a ridosso di Natale non ha ancora presentato gli scontrini.

Nel carnet dei voli personali mandati a rimborso si avvistano exploit della cresta. Giovedì 21 giugno 2018 ministro Bussetti non si cura che alle sette di sera ci sarà Consiglio dei ministri e vola per un lungo fine settimana, da lunedì a giovedì, dalla compagna. Il successivo 5 luglio riesce a segnare in nota spese una giornata battezzata sull' agenda come "impegno privato". Vero, andrà dal dentista.

casellati e bussetti foto mezzelani gmt

Il "Roma-Milano" e poi il "Milano- Bologna" di venerdì 3 agosto - un costo di 440 euro - hanno come unico motivo istituzionale la visita di papà Bussetti alle figlie, in spiaggia a Misano Adriatico. L' allora ministro poi tornerà a casa in Lombardia e, con calma, il martedì pomeriggio rientrerà a Roma. Con un volo a spese pubbliche. Bussetti aveva questa abitudine: addossare ai costi di Stato il viaggio di inizio settimana "casa-lavoro" attraverso l' artificio della missione. Avrebbe dovuto pagarlo con la diaria assegnata mensilmente, ma con lo stratagemma della falsa missione poteva incassare i 3.500 della diaria intonsi.

Il ministero oggi guidato da Lorenzo Fioramonti non ha voluto contestare a Bussetti le missioni leghiste pagate dal ministero: la presenza a Pontida nella domenica salviniana "governeremo per i prossimi trent' anni", per esempio. Il viaggio nella scuola di Cazzago Brabbia, paesello dell' amico Giorgetti. Il taglio della torta all' Hotel Principe di Savoia di Milano per i 46 anni di Matteo Salvini. Il Miur considera quelle di partito regolari missioni istituzionali. Sarà la Corte dei conti a stabilirlo defintivamente.

marco bussettimarco bussetti ministro dell'istruzionebussetti mornati valente foto mezzelani gmt062BUSSETTI

Cercato da "Repubblica", Marco Bussetti ha fatto sapere che deciderà se fare commenti soltanto dopo la pubblicazione di questo servizio.

bussettiMARCO BUSSETTImarco bussetti

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI