IL CALTA-MESSAGGERO ALL’ATTACCO DI ALE-DANNO - LA FIRST LADY ISABELLA RAUTI, MEMBRO DELL’UFFICIO DI PRESIDENZA DELLA REGIONE LAZIO, TRANSVOLA TRA KABUL, ISRAELE, LA PALESTINA, NEW YORK E PARIGI (PER SOSTENERE L’OPPOSIZIONE A AHMADINEJAD) - MA I RIMBORSI PER I VIAGGI ALL’ESTERO DEI CONSIGLIERI NON ERANO STATI CANCELLATI? - LEI SI DIFENDE: “TUTTO TRASPARENTE, NIENTE DA NASCONDERE, I CONTI SONO A DISPOSIZIONE DI TUTTI” - MA RESTA NEL MIRINO…

Claudio Marincola per Il Messaggero

Sotto esame è finita tutta la contabilità regionale. Partiti, liste, commissioni e monogruppi: non si fanno più «sconti» a nessuno. Ed ecco che anche la first lady Isabella Rauti, membro dell'Ufficio di presidenza della Regione Lazio è finita nel frullatore. Le vengono contestati i viaggi all'estero e il suo particolare attivismo diplomatico. Missioni a Kabul, in Israele e in Palestina ma anche a Parigi e a New York. A che titolo? E chi le pagava?

«Non c'è nessun mistero - lei spiega - è tutto trasparente, i conti sono a disposizione di tutti. Delle mie missioni si è parlato pubblicamente e anche i giornali ne hanno dato notizia». Sovraesposta lo è sempre stata, la Rauti. Come moglie del sindaco Alemanno nulla di quello che fa sfugge. Parole, opere, azioni. Proprio per questo l'ex figlia di Pino Rauti, si mostra tranquilla. «Che devo dire? Andate a vedere non ho nulla da nascondere».

Tre giorni a Herat, ospite dei militari italiani, ha visitato il carcere e il centro di riabilitazione per i minori. Ha incontrato le soldatesse italiane e ne ha anche parlato in tv con Franco Di Mare. Ma non sarebbe compito della Farnesina? si chiedono gli avversari che in questi giorni le stanno facendo le pulci. In uno dei suoi viaggi visitò in Israele la madre e i parenti del soldato Shalit, al quale la città di Roma ha conferito la cittadinanza onoraria. Missione compiuta come membro dell'Ufficio di presidenza della Regione Lazio.

Ufficio però che da un anno di mezzo a questa parte ha cancellato dalla voce «rimborsi» i viaggi all'estero dei consiglieri. La Rauti ha iniziato a fare politica molto prima di essere inserita nel cosiddetto «Listino» e approdare alla Pisana. Si è fatta le ossa in Consiglio comunale ai tempi in cui militava nell'Msi. Proprio militando nella Fiamma tricolore conobbe suo marito Gianni Alemanno. La vocazione a curare i rapporti internazionali l'ha portata nel 2010 a New York per l'Important Dinner For Women, ospite della regina Rania di Giordania e per il Women Connect for Health.

Due eventi organizzati dalla «rete internazionale femminile» della quale fanno parte le donne che ricoprono ruoli apicali nel mondo delle istituzioni. In virtù dell'esperienza maturata come capo dipartimento del ministero delle Pari Opportunità la Rauti si è sempre impegnata sul piano associativo.

Come si spiega sul suo sito. In una della sue missioni, sempre a New York, prese parte al First ladies gala Luncheon, insieme a Carla Bruni, Graca Machel, moglie di Nelson Mandela e alla signora Ban Ki Moon. A Parigi invece si recò per un meeting internazionale insieme al vice presidente Rocco Bernardo, e alle consigliere Pdl D'Aguanno e Nobili. Tutti in delegazione per sostenere l'opposizione al regime iraniano.

 

GIANNI ALEMANNO FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONEGIANNI ALEMANNO FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE ISABELLA RAUTI GIANNI ALEMANNO ISABELLA RAUTI

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