ignazio marino virginia raggi

CAPITALE DECAPITATA - 11MILA POSTI DI LAVORO IN BILICO, FUGA DELLE AZIENDE: ROMA È PARALIZZATA, MA CHI PUÒ SI MUOVE. E SE NE VA - A MILANO SKY, MEDIASET, BAXALTA, ITALCHIMICI, MYLAN, COTY - SE NE VANNO PURE I PETROLIERI TOTALERG ED EXXON - MATTIA FELTRI: DALL’AMMINISTRAZIONE ALEMANNO, PASSANDO PER MARINO E RAGGI, LA LENTA AGONIA DI ARTE, CULTURA, CINEMA E TEATRO. IDEE PER RILANCIARE LA CITTÀ

1. FUGA CAPITALE

Paolo Baroni per la Stampa

 

Una città senza guida e senza un progetto. Roma, al contrario di Milano, a un anno dall' insediamento della giunta 5Stelle di Virginia Raggi, è una città senza una missione. Che non sa fare squadra e con una immagine, anche internazionale, in caduta libera.

DUELLO MARINO E ALEMANNO SU SKYTG DUELLO MARINO E ALEMANNO SU SKYTG

Sino al punto da mettere in fuga molte imprese, perdendo posti di lavoro e centri decisionali.

 

Dopo Sky, che nelle scorse settimane ha annunciato che trasferirà a Milano il grosso della sua redazione e delle strutture tecniche (col corredo di 120 esuberi), e il Tg5 di Mediaset che a ruota sposterà a Cologno 50 giornalisti e 90 tecnici, l' emorragia si è tutt' altro che arrestata. Secondo la Cgil sono circa 11 mila i posti in bilico nella capitale «con la crisi Alitalia, che rischia di impattare su 3-5 mila occupati e le ristrutturazioni del settore chimico-farmaceutico, dove si perdono 200 posti alla volta, che destano le maggiori preoccupazioni» spiega il segretario generale della Cgil Roma e Lazio, Michele Azzola.

 

Grave crisi di sistema

roberto giachetti virginia raggi   roberto giachetti virginia raggi

Dopo l' addio alla Città eterna da parte dei due tg privati entro luglio anche «Consodata » (ex Pagine Gialle, ora Italia on line), che opera nel direct marketing, getterà la spugna «bruciando» un' ottantina di posti.

 

Ma in queste ultime settimane a suscitare allarme nei sindacati sono soprattutto la farmaceutica, che in questa area del Paese rappresenta uno dei settori industriali più importanti, e il comparto petrolifero. «Roma purtroppo sta perdendo la propria vitalità e la propria capacità attrattiva. È una crisi di sistema molto grave», ha sancito nelle scorse settimane il presidente della Regione Nicola Zingaretti.

 

«Ci sono fatti specifici che riguardano accorpamenti, riorganizzazioni, interventi per la riduzione dei costi che non riguardano la perdita di appeal della capitale - spiega il presidente di Unindustria, Filippo Tortoriello -. Dopodiché è innegabile, anche dal punto di vista psicologico, che essere perennemente in emergenza per colpa dei rifiuti o nel campo della mobilità non aiuta».

 

ENRICO MENTANA E LA REDAZIONE DEL TG5ENRICO MENTANA E LA REDAZIONE DEL TG5

Così come non aiuta «la situazione disastrata delle infrastrutture, che scoraggia i tanti manager delle multinazionali a trasferirsi qui nonostante riconoscano alla capitale un gran fascino. Per non dire poi delle nostre croniche lentezze nel campo della giustizia e della burocrazia».

 

Troppo pochi investimenti

«C' è un depauperamento di molte attività - denuncia Ilvo Sorrentino, segretario generale della Filctem Cgil di Roma e Lazio -. Nel territorio romano magari restano ancora le sedi legali ma il rischio di deindustrializzazione soprattutto nel campo farmaceutico è concreto, a causa dei pochi investimenti in ricerca e sviluppo che mettono a rischio un settore importante, che esporta sempre tanto, ma ormai maturo».

 

Il bollettino delle partenze si allunga di settimana in settimana: Baxalta lo scorso marzo ha chiuso il suo quartier generale dell' Eur e trasferito 40 persone a Milano; Italchimici, dopo essere stata acquisita da Recordati, ha lasciato la sede legale a Pomezia ma ha trasferito (sempre a Milano) 60 dipendenti e lo stesso ha fatto Mylan, multinazionale americana dei generici, che nella capitale ha lasciato appena 40 persone su 110.

IL FINTO TOPO DI FIUMICINO TRA I TITOLI DI APERTURA DEL TG5IL FINTO TOPO DI FIUMICINO TRA I TITOLI DI APERTURA DEL TG5

 

E ora, dopo il passaggio ad Alfa Wassermann, si teme per il futuro dell' ex Sigma Tau che già in passato ha lasciato a casa 500 persone e trasferito fuori regione le sue attività di ricerca.

 

Nel campo dei petroli sia Esso che TotalErg hanno da tempo deciso di dismettere la propria rete di distributori. La filiale italiana di Exxon Mobil per questo ha già trasferito a Genova 50 dei 200 dipendenti della sede romana, mentre la joint venture franco-italiana comunicherà la prossima settimana il nome del nuovo acquirente e il destino dei 300 dipendenti collocati qui.

REDAZIONE TG5 ROMAREDAZIONE TG5 ROMA

 

Ma Sorrentino è preoccupato anche per i 1800 dipendenti della sede Eni all' Eur. Dal gruppo del «Cane a sei zampe» arriva però l' ennesima smentita «tassativa» su un possibile trasloco anche parziale verso San Donato Milanese.

 

La rinuncia alle Olimpiadi, seguita a ruota dallo stravolgimento del progetto-stadio (compresa la cancellazione delle tre torri disegnate da Libeskind), nell' opinione pubblica nazionale e internazionale è stato il segnale che la Capitale non riesce a individuare un obiettivo condiviso su cui scommettere.

 

«Paghiamo le forti tensioni esistenti tra 5Stelle e Pd - sostiene Azzola - che si traducono in una totale assenza di continuità amministrativa, che nelle imprese determina grande incertezza, per cui sono sempre più indotte ad andare altrove. A Milano e in Lombardia litigano pure lì, ma nessuno si è mai sognato di mettere in discussione progetti già avviati».

 

Sabato grande adunata

E la Raggi? Dopo tanto tentennare la sindaca grillina ha siglato giusto a metà mese un accordo coi sindacati ribattezzato «Fabbrica Roma» giusto per «fermare l' inaccettabile diaspora di imprese e posti di lavoro dalla Capitale frutto di politiche sbagliate», facendo leva su innovazione, infrastrutture, semplificazione e defiscalizzazione.

LOGO EXXONLOGO EXXON

 

«La sensazione - spiega Tortoriello - è che la Raggi abbia finalmente preso coscienza dei problemi. Dalla sindaca ci aspettiamo progetti forti, tanto meglio se accompagnati da una visione, per dare un segno anche al resto del mondo che a Roma c' è un cambiamento sostanziale. A noi interessa che la città funzioni: dunque mano tesa, pronti a collaborare su tutti i progetti».

 

La controprova si potrebbe avere già sabato quando su iniziativa di Cgil, Cisl e Uil a piazza di Pietra si incontreranno istituzioni (Governo, Regione, Roma Capitale), Università e forze produttive. «Il titolo dell' iniziativa è "Si muove la città" - racconta Azzola -. Ci ispiriamo a "La sera dei miracoli" di Dalla.

 

DANIELE FRONGIA E VIRGINIA RAGGIDANIELE FRONGIA E VIRGINIA RAGGI

Sarà la prima volta da un anno a questa parte che Raggi e Zingaretti si confronteranno in pubblico sui problemi di Roma e il miracolo che ci aspettiamo è che Comune e Regione smettano di litigare. Ma anche che il governo faccia la sua parte aprendo finalmente il tavolo per Roma capitale».

 

 

2. LA CITTA’ETERNA? ACEFALA

Mattia Feltri per la Stampa

 

La concezione culturale romana contemporanea riposa dentro una vecchia polemica: quando i Della Valle si incaricarono di finanziare la ristrutturazione del Colosseo, che era nero come certi umori, lo scandalo alzò le geremiadi e rallentò i lavori: avremmo visto lo scempio delle Tod' s tatuate sui marmi millenari.

nicola zingarettinicola zingaretti

 

Poi lo scempio non s' è visto, ma la diffidenza per i denari privati continua a essere l' unico patrimonio comune della città. E così la partenza verso il Nord delle grandi aziende è sia il sintomo sia la causa di una malinconica e lunga stagnazione culturale, passata sotto gli occhi intorpiditi di varie amministrazioni. Quando fu eletto sindaco Gianni Alemanno (2008), allora di Alleanza nazionale, un certo birignao progressista annunciò l' imminente devastazione dell' orda fascista.

 

Si veniva dai governi di Francesco Rutelli e Walter Veltroni, a cui si devono gli ultimi grandi progetti culturali, dall' Auditorium alla Festa del Cinema (e molto altro, specie su iniziativa di Rutelli), e però non è che la destra fosse costituita da un branco di aratori, e assessore venne nominato un uomo raffinato ed eclettico come Umberto Croppi. Che, però, dopo un paio d' anni o poco più capì che aria tirava in Campidoglio e si dimise. E da lì in poi, travolti dalle difficoltà e da qualche limite personale, sia Alemanno sia i successori, Ignazio Marino e Virginia Raggi, hanno lasciato la cultura ai margini delle loro priorità.

taglio del nastro della nuvola raggi fuksas veltroni renzi rutellitaglio del nastro della nuvola raggi fuksas veltroni renzi rutelli

 

Proprio in questi giorni la morte di Carla Fendi dà il segno di un mondo che se ne va, e di quanto l' iniziativa privata, specie se accompagnata dai lumi dell' iniziativa pubblica, sappia contribuire al bello, e alla crescita economica.

 

Con Carla Fendi se ne va quel non molto della moda che restava a Roma, e se ne va un certo amore per la città, che aveva a che fare nelle manifestazioni più plateali con la ristrutturazione della fontana di Trevi e con le mostre al Palazzo della civiltà (Colosseo quadrato) dell' Eur, scelto come sede dell' impresa. Magari gli eredi saranno altrettanto brillanti, ma il senso di abbandono si acuisce.

 

I TRE SINDACI RUTELLI VELTRONI MARINO AL FUNERALE LAICO DI ARNOLDO FOA FOTO LAPRESSE I TRE SINDACI RUTELLI VELTRONI MARINO AL FUNERALE LAICO DI ARNOLDO FOA FOTO LAPRESSE

A Roma oggi rimane la vitalità versatile dell' Auditorium, la tradizione ormai un po' mercantile dello Strega, la Festa del Cinema che sotto la direzione artistica di Antonio Monda ha guadagnato in visitatori e prestigio (solo l' anno scorso sono arrivati Tom Hanks e Meryl Streep), e resistono naturalmente i Musei Vaticani e tutta l' archeologia imperiale, ma i successi sono rapsodici, non hanno un coordinamento e lo si vede soprattutto nell' arte contemporanea, spezzettata fra qualche buona intuizione del Maxxi o del Macro (due progetti di Rutelli), ma che non riesce ad avviare eventi di portata nazionale.

RAGGI FUORTESRAGGI FUORTES

 

In realtà niente più di quello che si allestisce a Roma smuove i turisti. Non ci sono più grandi mostre, e forse anche perché si ritiene che le grandi mostre non servano, in una città che è un richiamo irresistibile per sua natura. Per qualcuno è meglio avviare mostre mirate, anche di perfezione periferica.

 

E però nulla di nuovo ha un rango internazionale. Le grandi fiere del libro sono altrove. Nonostante i successi di Monda, il cinema paga la crisi di Cinecittà e il declino della Rai. Il Teatro dell' Opera conserva un senso per l' abnegazione di Carlo Fuortes. Le scuderie del Quirinale illanguidiscono nell' indifferenza. Il design non esiste, sequestrato da Milano soprattutto col clamoroso Salone del Mobile.

 

La musica classica si affida a testardi amatori che ruotano attorno a Santa Cecilia. Le star del pop e del jazz capitano quando capita, ma che fine hanno fatto i concerti all' Olimpico di giganti come Miles Davis o Pat Metheny? Eppure gli spazi ci sono. Ha una sua recentissima esuberanza la Dogana di San Lorenzo, salvata un attimo prima della distruzione e recuperata a mostre di arte contemporanea ed eventi musicali.

meryl streep saluta antonio monda (4)meryl streep saluta antonio monda (4)

 

Bisognerebbe grattarsi un po' la testa sperando che ne esca qualcosa: che avvii una politica culturale per fare connessione, e magari immaginare Roma capitale dei fumettari, dei videogiochi, della fiction, di qualcosa di nuovo che si incastri nella struggente e ineguagliabile storia della Città Eterna, che gli dia un innesto di sangue, sempre che non si elevi qualche custode della sacralità, che il più delle volte è soltanto un sacerdote della prolungata acefalia.

 

 

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