di maio conte card reddito

CE LO IMPONE L’EUROPA (COME MONETA DI SCAMBIO DEL RECOVERY FUND) - DOPO AVER MESSO DA PARTE QUOTA 100, CONTE INTERVIENE ANCHE SUL REDDITO DI CITTADINANZA: “IN QUESTO MODO NON PUÒ CONTINUARE A FUNZIONARE” - LE MODIFICHE DOVRANNO RENDERE IMPOSSIBILE CONTINUARE A PRENDERE IL SUSSIDIO SE SI RIFIUTA UN LAVORO - LA GRANA DEI 20 SISTEMI REGIONALI CHE NON COMUNICANO TRA LORO - LA GUERRA ALL’ANPAL E I RAPPORTI TESI TRA CATALFO E PARISI

Marco Galluzzo per il “Corriere della Sera”

 

di maio conte card reddito

«Voglio che una soluzione sia operativa entro sei mesi, il reddito di cittadinanza in questo modo rischia di essere una misura assistenziale senza progettualità». La disposizione, perentoria, di Giuseppe Conte è avvenuta al termine di tre riunioni riservate avute negli ultimi giorni con il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, con il ministro dell'Innovazione digitale Paola Pisano e con il presidente dell'Anpal (l'Agenzia nazionale delle politiche attive sul lavoro), Domenico Parisi, l'esperto di big data che ha lavorato con successo negli Stati Uniti e che ormai da mesi lamenta di essere ostacolato nel suo lavoro e di avere le mani bloccate.

 

nunzia catalfo

Insomma è con taglio molto decisionista che il presidente del Consiglio ha preso in mano il dossier sul reddito di cittadinanza e le politiche attive sul lavoro (incontro fra domanda e offerta di impiego, fra aziende e disoccupati), ha chiesto alla Catalfo e a Parisi di collaborare invece di litigare e ha stigmatizzato che a distanza di un anno e mezzo dall'introduzione del reddito non esista traccia di un sistema unico e nazionale informatico che dovrebbe aiutare i disoccupati a trovare un lavoro e le aziende a trovare le persone che lo cercano.

 

giuseppe conte luigi di maio e la card per il reddito di cittadinanza 9

Pur essendo stati stanziati decine di milioni di euro non sono stati finora spesi e il reddito di cittadinanza rischia di restare una misura non a termine o prologo di un inserimento nel mondo professionale, ma puramente assistenziale. Insomma Conte ha negli ultimi giorni prima messo nel mirino Quota 100, ribadendo che non verrà confermata, ventilando anche un nuovo sistema pensionistico che distingua per la prima volta fra lavori usuranti e non. In queste ore sta finendo di apportare delle modifiche che ritiene necessarie al nuovo sistema di gestione degli sbarchi dei migranti, che abolirà in uno dei prossimi Cdm i decreti sicurezza voluti da Salvini.

 

anpal

Ora punta a cambiare anche il sistema complessivo del reddito di cittadinanza, che «in questo modo non può continuare a funzionare». Così come ha documentato l'inchiesta pubblicata sul Corriere di Goffredo Buccini e Federico Fubini, l'intervento di Conte ha più di una ragion d'essere, essendo la misura del reddito diventata in molti casi un deterrente alla creazione di occupazione.

 

Conte ha chiesto alla ministra Pisano di istituire immediatamente una task force che si occupi di progettare e rendere operativa una struttura informatica che metta insieme, in modo che comunichino fra loro, 20 sistemi regionali diversi, con regole diverse che oggi i navigator sono chiamati e rispettare, e che sfoci in un secondo tempo in app nazionale, in un sistema operativo in grado di funzionare con efficacia e di rendere più difficile, quasi impossibile, rifiutare il lavoro e mantenere il reddito.

 

paola pisano

Andrà sicuramente fatta una gara, cambiare alcune norme della legge che ha introdotto il reddito di cittadinanza, forse anche alcune deleghe, ma su questo punto Conte è stato categorico, entro sei mesi non vuole una risposta ma un sistema che funzioni, anche introducendo incentivi per le imprese, che dovranno iscriversi al sistema stesso: si è già perso un anno e mezzo, oggi un'azienda di Treviso che cerca un ingegnere biomedico non sa che lo troverebbe in Sicilia e vice versa e in questo modo tutto il sistema della legge non può andare avanti.

 

La mossa di Conte ha taglio tecnico ma anche molto politico: all'Anpal sembra sia in corso una guerra fra presidente, Parisi, di nomina governativa e confermata dal presidente della Repubblica e il direttore generale, Paola Nicastro, di nomina ministeriale, sulle competenze.

 

DOMENICO PARISI

Altrettanto ruvido appare il rapporto fra la ministra Catalfo e Parisi, con la prima che sta cercando di dirottare alcuni fondi di coesione europei, con un emendamento in Parlamento, direttamente al ministero ma originariamente destinati all'Anpal. Insomma una guerra burocratica in piena regola con diversi attori, mentre restiamo uno dei pochi Paesi europei che ha un sistema in grado di funzionare sul matching fra offerta e domanda di lavoro .

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