CHE COSA SI SONO DETTI, NELL’INCONTRO ALL’ALBA, MONTI E BERSANI? ANZI, COSA HA DETTO CULATELLO (HA PARLATO QUASI SEMPRE LUI) A UN PROF COL NOTES DEGLI APPUNTI? 1. "SE VINCIAMO IO FARÒ IL PREMIER ANCHE SE AL SENATO DOVESSE MANCARE QUALCOSA’’ 2. "TU, HAI LA PRIMA SCELTA SUL MINISTERO DELL'ECONOMIA O SUL MINISTERO DEGLI ESTERI IN ATTESA CHE MATURINO LE SCADENZE DELLA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE EUROPEA E DI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO D'EUROPA, CHE TI STANNO TANTO A CUORE" 3. "ESPRIMIAMO NOI IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, CHE NON POTRÀ CHE ESSERE MARIO DRAGHI PERCHÉ SE NON LIBERA IL POSTO ALLA BCE TU IN EUROPA NON CI VAI” 4. "RICORDATI CHE GRAN PARTE DEI PARLAMENTARI DELLA TUA LISTA APPENA TU VAI VIA PRENDERANNO STRADE DIVERSE. FINI E CASINI SONO IN DECLINO, RICCARDI FA LA CARITÀ, MONTEZEMOLO HA PREFERITO OCCUPARSI DEI SUOI AFFARI, SU CHI PUNTIAMO PER IL FUTURO?" 5. BERLUSCONI A TREMONTI: ”SE TU NON PARLI MALE DI ME, IO PARLO BENE DI TE”

DAGOREPORT

Che l'incontro segreto tra Bersani Pierluigi e il premier sia avvenuto davvero (e in tal caso i due potrebbero essersi visti sulle rive del Mar Rosso dove Mose' Monti preparava il suo popolo al passaggio delle acque distribuendo i pochi salvagente rimasti dopo l'arrivo di Casini e Fini) o ci sia stata soltanto una chiacchierata telefonica, conta quello che si sono detti. Noi abbiamo potuto scorrere gli appunti del premier che, da bravo bocconiano, annota tutto e ve li riportiamo pressoché alla lettera.

Con due avvertenze: la prima, parla quasi sempre il segretario del Pd non soltanto perché in questa partita Monti e' un comprimario e non l'attore protagonista che egli ritiene di essere, ma perché essendo appunto impegnato a prendere appunti Mose' Monti ha interloquito poco.

La seconda: non vi e' nel testo alcuna delle espressioni tipiche del segretario del Pd (tipo la smacchiatura dei leopardi o il tacchino sul tetto) perché il professore le ha sostituite con degli omissis per dimostrare subito la sua volontà di fare meno polemica con il Pd. Tuttavia, prima di chiudere la porta uscendo, una segreteria ha riferito alle colleghe di aver sentito Bersani dire: "Caro Mario qui non stiamo a riaprire i Casini per farci l'autoerotismo!".

Ecco gli appunti così come sono nell'agenda del professore, chi parla è Bersani salvo diversa indicazione:

1. "Il Pd non molla, se vinciamo io farò il premier anche se al Senato dovesse mancare qualcosa, colpa di questa assurda legge elettorale che si chiama porcellum".

2. "Tu, caro professor Monti, hai la prima scelta sul ministero dell'Economia o sul ministero degli Esteri per stare dentro la partita ai vertici dello Stato, in attesa che maturino le scadenze della presidenza della Commissione europea e di presidente del Consiglio d'Europa, presidenze che ti stanno particolarmente a cuore".

3. "Dobbiamo accordarci sul fatto che esprimiamo noi il presidente della Repubblica, che non potrà che essere Mario Draghi perché se non libera il posto alla Bce tu in Europa non ci vai. E' il candidato lanciato per prima da Berlusconi? Chi se ne frega, da oggi è il nostro candidato, così anche Angela Merkel è contenta".

4. Dopo le elezioni nel vasto mondo italiano non di sinistra tutto cambierà: Berlusconi Silvio malgrado la rimonta sarà sconfitto e dovrà reinventarsi un partito nuovo con una classe dirigente completamente rinnovata. Tu stesso, Mario, è molto difficile che puoi avere ormai la credibilità necessaria per dare una casa ai moderati, né tantomeno potranno farlo i Fini, i Casini e i Cesa e chi più ne ha più ne metta.

Certo Casini, forte del suo rapporto personale con D'Alema Massimo, potrà anche aspirare alla presidenza del Senato ma sappi che D'Alema non è più D'Alema e non esprime più una influenza decisiva. Voglio dire che la debolezza e la frammentazione dei moderati dopo la sconfitta/recupero di Berlusconi rafforzano di fatto la prospettiva del mio governo che, pur tra mille difficoltà, non avrà concorrenti veri.

Certo, ci sono incognite importanti su questo percorso: innanzitutto il risultato del Senato, e conto sul senso di responsabilità dei tuoi senatori, c'è Grillo che avrà un risultato superiore ai sondaggi ultimi, c'è l'inquietudine legata agli impegni che tu hai preso con Bruxelles, in particolare il fiscal compact che rischia di strangolare l'economia del Paese".

5. "Caro Mario, una cosa devo dirtela proprio: tu andrai via rapidamente, ma io rimarrò qui e mi assumerò la responsabilità pesante di una prospettiva lacrime e sangue e so già, ricordati quello che ti dico oggi, che la maggior parte dei parlamentari che sono espressione della tua lista appena tu vai via prenderanno strade diverse. Fini e Casini se mai hanno avuto una forza sono in declino, Montezemolo ha preferito restare a occuparsi dei suoi affari, Riccardi trova i suoi appagamenti nella carità, su chi puntiamo per il futuro?"

(a questo punto, il segretario del Pd si aspettava che Mosè Monti avrebbe messo sul tavolo la candidatura di Passera Corrado, ma il professore resta in silenzio)

Rapida stretta di mano e Bersani Pierluigi ribadisce un concetto di fondo: "Caro Mario, mi raccomando, il nemico è Berlusconi (anche se tu lo votasti nel ‘94). Questo ha sette vite, diamogli addosso".

POST SCRIPTUM
Tremonti Giulio sarà capolista al Senato per la Lega Nord con il simbolo Tremonti 3L in tutta Italia tranne Lombardia, Veneto e Friuli. E' questa la decisione di un lungo vertice tenutosi oggi a Milano. Seguiranno entro domenica i nomi della sua lista, con molti giovani e molte donne. L'apporto dell'ex ministro dell'economia, come si è visto dalle sue prime apparizioni televisive e dai ricorsi Imu con i moduli sul suo sito, sta dando valore alla proposta della Lega (oggettivamente ai minimi termini negli ultimi tempi), con l'obiettivo di rappresentare l'anti Monti nel merito delle questioni e non come schieramento partitico e bilanciarne anche le relazioni internazionali. Anche con Berlusconi Silvio le cose sono migliorate dopo il grande freddo dell'ultimo anno. Ecco, in esclusiva, il testo dell'ultima (recente) telefonata fra i due nelle parole del fidanzato ufficiale di Francesca Pascale: "Caro Giulio, se tu non parli male di me, io parlo bene di te".

 

 

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