CHI È IL BOMBAROLO DI BRINDISI? - UN MASCHIO SESSUALMENTE RIFIUTATO, UN EX DOCENTE VENDICATIVO O UN FOLLE CHE VOLEVA ATTACCARE UN SIMBOLO DELLO STATO: “LA CHIAVE DELL´ORRORE È LA SCUOLA” - FARSI BECCARE DALLE TELECAMERE CON IL DETONATORE IN MANO POTREBBE ESSERE LA LAGGEREZZA DI UN KILLER IMPROVVISATO MA ANCHE LA SFIDA ALLE FORZE DELL’ORDINE DI UN NUOVO ‘UNABOMBER’...

Carlo Bonini per "la Repubblica"

Ora che un filo è stato tirato e su quel filo si è deciso di scommettere con convinzione, è cominciato un altro lavoro. Entrare nella testa del lupo. E dalla notte di sabato questo è affare dei poliziotti dello Sco di Vincenzo Nicolì, dei carabinieri del Ros e del Reparto crimini violenti di Vincenzo Molinese, della squadra mobile e del nucleo provinciale dell´Arma di Brindisi. Perché afferrare il movente dello scempio significherà trovarne più rapidamente il responsabile.

«Una cosa si può dire con ragionevole certezza - spiega uno degli investigatori di questo gruppo interforze - La chiave dell´orrore è la scuola. Quelle mura custodiscono il movente che ha scatenato la violenza di chi stiamo cercando. La molla che lo ha reso furioso». Si chiama "profiling". E´ un esercizio di induzione, che muove dal dato di fatto, dal dettaglio rivelatore, per approssimare con crescente precisione la dimensione psicologica dell´assassino, il suo "percorso interiore". «Che in questo caso - aggiunge la fonte investigativa - può aver mosso da due premesse. Quella simbolica. O quella della vendetta».

Detta altrimenti, l´Istituto "Francesca Morvillo Falcone" può essere in se, per il nome che porta, la ragione della furia, del risentimento solipsistico di chi ha colpito. «Una monade ossessionata dallo Stato, dalla legalità, in guerra solitaria con i suoi simboli riconoscibili». O, al contrario, quel nome e la simbologia che evoca non hanno alcuna rilevanza ed è qualcosa che è accaduto nella scuola, magari con le ragazze che la frequentano, ad essersi trasformato nell´elemento scatenante della volontà omicida.

E tuttavia, i "cacciatori", in queste ore, lavorano a qualcosa di più di un´ipotesi generale. Sono almeno quattro i possibili profili che sono stati cuciti sui dati, «psicologicamente rilevanti», documentati dalle immagini delle telecamere che hanno ripreso l´assassino e dai primi esami scientifici sulla composizione dell´ordigno. Il sesso: maschile. La sua età: non meno di 40, non oltre i 55 anni. Una competenza non necessariamente raffinata degli esplosivi, come dimostra la decisione di utilizzare delle bombole del gas. Una qualche dimestichezza con l´assemblaggio di un circuito elettrico non esattamente banale, come un innesco volumetrico.

E ancora: la mancanza di qualsiasi conoscenza delle routine di un´indagine di polizia, come dimostra la leggerezza di farsi notare in piena notte ad armeggiare con un bidoncino dei rifiuti che deve coprire l´ordigno collocato sul muretto della scuola, e l´altrettanto decisiva ignoranza di non immaginare che in quel tratto di strada, non lontano da banche e tribunale, la presenza di telecamere di sorveglianza è scontata.

I quattro profili abbozzati in queste ore da polizia e carabinieri sono la proiezione di altrettante possibili dimensioni emotive dell´assassino. Due hanno a che vedere con le ragazze che frequentavano la scuola. Due con il corpo docente e non dell´Istituto. Spiega una fonte investigativa: «Se partiamo dall´assunto o dovesse dimostrarsi certo che l´intenzione dell´assassino era quella di colpire per uccidere o mutilare le ragazze, o addirittura proprio quelle ragazze appena scese dal pullman, abbiamo a che fare con un uomo cui quelle giovani studentesse hanno provocato o provocavano una sofferenza psicologica intollerabile.

Che, in qualche modo, gli ricordavano una ferita. E poiché parliamo di un uomo di mezza età, le possibilità non sono poi molte. Potremmo avere a che fare con un maschio solo, sessualmente rifiutato, o addirittura umiliato. O, al contrario, con un padre la cui figlia è stata vittima di violenze psicologiche o di una qualche forma di esclusione all´interno della scuola da parte delle sue coetanee. Bullismo, intimidazione, minacce, irrisione».

Ma, appunto, le ragazze della scuola potrebbero anche non essere il demone che si è mangiato la testa dell´assassino. Soprattutto se si dovesse accertare che, per un qualche motivo (a cominciare da un errore grossolano nel calcolo della potenza dell´ordigno), siano diventate vittime di un gesto che non doveva avere le stimmate della strage. «In questo caso, la voglia di vendetta di chi stiamo cercando - osserva ancora uno degli investigatori del team interforze - potrebbe bene avere a che fare con il profilo di chi lavora o ha lavorato nella scuola.

Per questo, stiamo accertando quale personale docente, di ruolo e soprattutto precario, sia passato nel tempo attraverso l´Istituto. Se e chi ne sia stato allontanato per ragioni capaci di scatenare rabbia, disperazione. Nei confronti della scuola, di chi ancora ci lavora, delle famiglie delle ragazze che la frequentano. E questo vale per gli insegnanti, come per il personale di servizio». E´ un lavoro che prenderà del tempo. E che i "cacciatori" promettono non sarà poi così lungo. Soprattutto se il "lupo" dovesse aver commesso, come è probabile, altri errori.

 

 

IL KILLER DI BRINDISIIL KILLER DI BRINDISIATTENTATO A BRINDISIATTENTATO A BRINDISIATTENTATO A BRINDISILa scuola di Brindisi dove e' avvenuta l'esplosioneMELISSAVERONICA LOTTA CON LA MORTEATTENTATO A BRINDISI

Ultimi Dagoreport

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO

federico ruffo giulia presutti giuseppe malara

DAGOREPORT - DOVE C'È PRESUTTI, C'È SCAZZO: DOPO AVER FATTO RIVOLTARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE I GIORNALISTI DI “MI MANDA RAI TRE”! - LA REDAZIONE DELLO STORICO PROGRAMMA DI FEDEERICO RUFFO, CHE FA IL BOTTO DI ASCOLTI, È IN RIVOLTA: L’IMPOSIZIONE DELL'EX INVIATA JUNIOR DI "REPORT" ALLA CONDUZIONE DALL’ANTEPRIMA DEL SABATO MATTINA, VIENE VISTA COME UNO SCHIAFFONE – SI MORMORA DI UNO SCONTRO EPICO CON IL VICEDIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, GIUSEPPE MALARA, CHE ALL’APICE DELLA DISCUSSIONE AVREBBE DETTO ALLA REDAZIONE: “O FATE COSÌ, OPPURE RESTATE AL MATTINO!” - QUEL CHE SI CHIEDE LA REDAZIONE DI "MI MANDA RAITRE" E': PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME GIULIA PRESUTTI CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHÉ NON LIMITARSI A COLLOCARLA COME INVIATA? PERCHÉ DARLE AD OGNI COSTO UN PROGRAMMA (O UN SUO FRAMMENTO) ANCHE A COSTO DI UN TERREMOTO? AH (NON) SAPERLO…

valditara verdi

DAGOREPORT - BELLA IDEA QUELLA LANCIATA DAL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, GIUSEPPE VALDITARA, DI INTRODURRE L’INSEGNAMENTO DEL MELODRAMMA A SCUOLA – UN’OTTIMA IDEA CHE RISCHIA PERÒ DI DAR VITA A UN DRAMMONE SCOLASTICO: CHI LO INSEGNA? CHI SONO I DOCENTI IN CATTEDRA CHE SANNO SPIEGARE COME DA PONTE E METASTASIO SCRISSERO I LIBRETTI PER MOZART E SALIERI? E I SIGNIFICATI DEL “TROVATORE”? E COME SPIEGHERANNO PUCCINI, CON QUELLE DONNE PERENNEMENTE TORTURATE IN SCENA? - CHIAMIAMO DOCENTI DAI CONSERVATORI, CHE SANNO SUONARE IL FLAUTO TRAVERSO MA NON CONOSCONO IL RAPPORTO TRA ILLICA, GIACOSA E PUCCINI?

cateno de luca maurizio lupi

DAGOREPORT – CATENO DE LUCA SI ALLARGA E NON BALLA CON…LUPI – “SUD CHIAMA NORD” DI DE LUCA CHIUDE L’ACCORDO CON “SINDACI D’ITALIA” PER UNA LISTA UNICA ALLE POLITICHE A SOSTEGNO DI GIORGIA MELONI: INTESA SIGLATA OGGI A ROMA - SI PUNTA A SFONDARE AL NORD, ARRUOLANDO ANCHE ESPONENTI DI SINISTRA DELUSI - CON QUESTA NUOVA OPERAZIONE, CATENO DE LUCA DICE DEFINITIVAMENTE ADDIO A OGNI IPOTESI DI UNA FUSIONE CON “NOI MODERATI” DI MAURIZIO LUPI (CHE DA QUANDO GIORGIA MELONI HA STRETTO IL PATTO CON IL SINDACO DI TAORMINA, HA IL TERRORE DEL SORPASSO AL CENTRO)