giuseppe conte beppe grillo

CHI SARÀ MAI IL O LA VICEPRESIDENTE DEL M5S CHE GETTA FANGO E VELENO SU GRILLO? PRIMA DELL’INCONTRO CON BEPPE-MAO, UNO DEI PULCINI DI CONTE SI È LASCIATO SFUGGIRE UN COMMENTO POCO GENTILE NEI CONFRONTI DELL’ELEVATO DI TORNO: “È INDAGATO PER TRAFFICO D’INFLUENZE E VEDE GLI ELETTI SENZA DIRIGENZA: NON È OPPORTUNO, È UN ERRORE STRATEGICO E POLITICO”. CHISSÀ SE GLIEL’HA DETTO ANCHE IN FACCIA – DI SICURO, SENZA DEROGA AL LIMITE DEL DOPPIO MANDATO, IN TANTI SONO PRONTI A SALTARE SUL CARRO DI LUIGI DI MAIO

 

 

Simone Canettieri per “il Foglio”

 

BEPPE GRILLO A ROMA

“Solita stanza: la 302, quella con il salottino”. Beppe Grillo è arrivato all’hotel Forum. Da qui per anni, che sembravano eterni, ha deciso le sorti del governo e della capitale d’Italia. Questa volta è diverso, però. Dalla sua finestra si sovrappongono i fasti imperiali dell’Urbe e le rovine del M5s. Sotto un sole giaguaro, solita ressa di telecamere e fotografi in debito di ossigeno. Passano i taxi. Capiscono chi è arrivato. Partono maledizioni: “A’ nfame”.

 

BEPPE GRILLO - GIUSEPPE CONTE - LUIGI DI MAIO - BY MACONDO

E pensare che i tassisti furono grandi elettori grillini. Il garante al Forum fa tre incontri: Giuseppe Conte (per il no al terzo mandato), Domenico De Masi (per massimi sistemi) e il tesoriere Claudio Cominardi (per il suo contratto di consulenza, che balla). Grillo è arrivato a Roma con il treno. Si fermerà per due, massimo tre notti.

 

Ai suoi amici del Forum ha detto: “Vedrete, ci saranno sorprese, ci riprenderemo”. Chissà se ci crede sul serio. C’è questo piccolo particolare della scissione capitanata da Luigi Di Maio, ex prodotto d’eccellenza della casa madre pentastellata. Mentre Grillo e Conte si parlano e pranzano insieme – l’ex premier se ne andrà da un’uscita secondaria per non farsi fotografare – arrivano sul cellulare notizie da Di Maio.

giuseppe conte beppe grillo

 

In Campania, tre consiglieri regionali su sei del M5s sono passati a “Insieme per il futuro”. Scelta simile in Abruzzo, dove la capogruppo ed ex candidata alla presidenza della regione Sara Marcozzi ha salutato la vecchia compagnia. Ma questi ormai sono dettagli, che dalle parti del M5s mettono in conto.

 

Così come nuove uscite parlamentari verso Luigi Di Maio (chissà che farà Alfonso Bonafede, per esempio, da giorni non fa che lamentarsi di Conte anche con i commessi della Camera). E comunque Grillo sta qui perché deve mettere in sicurezza il suo contratto di consulenza da 300 mila euro e per capire con Conte il da farsi.

 

Dall’incontro con l’ex premier spunta l’ipotesi che potrebbe esserci una deroga per i parlamentari arrivati al secondo mandato. Ma solo per il dieci per cento di loro. Bonus dieci per cento. Da rapidi calcoli ne sono rimasti poco meno di cinquanta e dunque i salvati potrebbero essere cinque: Taverna, Crimi, Fico.

 

Con una ressa bestiale per gli ultimi due posti: ci sono i ministri D’Incà e Dadone, Sibilia, i malmostosi Bonafede e Fraccaro, gli ex Toninelli e Grillo e una valanga di volti storici che salvo miracoli saranno fuori. Uno per tutti: Carlo Sibilia. Scatta l’ora del panico generale. Si fanno conti che non tornano mai.

BEPPE GRILLO A ROMA

 

De Masi invece dirà a Grillo che al M5s converrebbe uscire dal governo per rappresentare i dodici milioni di poveri che andranno incontro a un autunno lacrime e sangue. Uscita da sinistra, nel segno di Jean-Luc Mélenchon. Nel M5s si parla solo del secondo mandato e della possibilità di ritornare alla Camera o in Senato.

 

A dire il vero anche Conte vorrebbe dare una scossa: cambiare tutto. Anche il simbolo del M5s, magari con il suo nome nello stemma da barrare. Di Maio ha lasciato una casa che sembra andrà in fiamme. Tutti contro tutti. Grillo è atteso nel pomeriggio a Montecitorio per vedere in faccia i componenti nelle singole commissioni.

BEPPE GRILLO E ALFONSO BONAFEDE

 

C’è chi mastica amaro tra i vicepresidenti del M5s: “E’ indagato per traffico d’influenze e vede gli eletti senza dirigenza: non è opportuno, è un errore strategico e politico”. Sono sfoghi che la nuova guardia contiana si lascia sfuggire in un momento convulso. Ci sarà qualche vicepresidente così coraggioso in grado di dirglielo in faccia? Alle 16 Roma viene avvolta da una nube tossica: esplodono 50 bombole di Gpl in periferia. Un odore acre che punge occhi e naso arriva fino in centro. La cappa di afa diventa una roba chimica. Nel cortile della Camera cadono coriandoli di cenere. E’ arrivato Grillo.

BEPPE GRILLO LUIGI DI MAIO

 

Un’ala del Palazzo si blocca: paralizzata. I commessi fanno passare solo i parlamentari. Scene già viste, ormai ridicole. L’idea della micro deroga per una cinquina di valorosi, al massimo una settina (tipo ultimo Premio Strega) va in frantumi. Il garante dice ai parlamentari che non vuole toccare la regola del secondo mandato, l’unica specificità di un partito che dal 2018 ha emendato se stesso una decina di volte.

 

LUIGI DI MAIO - BEPPE GRILLO - GIUSEPPE CONTE

Grillo ribadisce anche che il sostegno al governo Draghi non è in discussione, e pazienza se passerà un “caz... di inceneritore” a Roma. Grillo promette agli esclusi un futuro da prof nella scuola del M5s. Molti a rischio si guardano negli occhi e si urlano a vicenda: “Cosaaaaa?”. Bisognerà aspettare il voto online. Intanto, spunta Di Maio. Azzimato, nodo perfetto della cravatta: “Le amministrative dimostrano che chi piccona il governo paga un prezzo”. La nube tossica si è spostata dal centro. Ma aleggia ancora sul M5s.

giuseppe conte beppe grillo 2beppe grilloBEPPE GRILLO LUIGI DI MAIO

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