mario draghi recovery plan fund

CHI VA PLAN NON VA LONTANO - SUI DECRETI ATTUATIVI, MOLTI LEGATI AL RECOVERY, DIVERSE AMMINISTRAZIONI VANNO ANCORA A RILENTO E DRAGHI È PRONTO A CONVOCARE LA PRIMA CABINA DI REGIA - PALAZZO CHIGI CAZZIA I MINISTERI: NON TUTTI STANNO RISPETTANDO I TEMPI DEI PROGETTI EUROPEI, È IN RITARDO ANCHE IL PROGRAMMA SULLE OPERE - INTANTO BOOM DI CANDIDATURE PER I PRIMI 500 POSTI LEGATI AL PIANO: SONO ARRIVATE 34 MILA DOMANDE PER IL BANDO DEL TESORO...

Andrea Bassi per “Il Messaggero”

 

ursula von der leyen consegna a mario draghi la pagella di bruxelles al recovery plan italiano 1

Sui decreti attuativi, molti dei quali legati al Recovery, diverse amministrazioni vanno ancora a rilento. Nell'ultimo report pubblicato da Palazzo Chigi e aggiornato al 31 agosto, il sottosegretario Roberto Garofoli ha lanciato un chiaro avvertimento.

 

«Nonostante i buoni risultati raggiunti nei mesi di giugno, luglio e agosto», ha scritto, «è evidente come i target mensili assegnati non siano stati sempre pienamente raggiunti. Il mancato raggiungimento dei target quantitativi», si legge ancora, «rischia di indebolire l'azione del Governo».

 

meme su Mario Draghi e il recovery plan

Intanto Marco Buti, capo di gabinetto del Commissario europeo per l'Economia Paolo Gentiloni, non ha dubbi. Parlando ieri a un evento organizzato dalla Luiss insieme a Ernst & Young, ha rivelato che a Bruxelles hanno simulato l'impatto di dimezzare le carenze strutturali nei paesi europei rispetto ai primi tre più bravi della classe.

 

Il risultato è sorprendente. Per l'Europa nel suo complesso in 20 anni ci sarebbe un aumento del Pil del 20%. Per l'Italia questo aumento sarebbe del 18%. L'economia europea, insomma, è interconnessa. Per questo l'attuazione delle riforme e degli investimenti legati al Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza, non è importante solo per il Paese che le fa, ma per tutto il Vecchio Continente.

 

MARIO DRAGHI RECOVERY PLAN

Eppure dopo lo sprint iniziale che ha portato il governo italiano ad ottenere l'anticipo di 25 miliardi di euro grazie alla bontà dei progetti presentati e alle prime riforme approvate, a partire da quelle sulla pubblica amministrazione, la fase di attuazione, quella necessaria a mettere a terra le risorse, mostra dei segnali di difficoltà.

 

Mario Draghi è consapevole che gli occhi dell'Europa sono puntati su Roma. Da qui a fine anno devono essere raggiunti 51 obiettivi (tolte le riforme già approvate ne restano una quarantina). Riforme e investimenti che dovranno poi essere rendicontati a Bruxelles per ottenere il secondo assegno di 22 miliardi.

 

PALAZZO CHIGI 1

Il tempo insomma, non è una variabile indipendente. Proprio per questo Palazzo Chigi avrebbe deciso di accelerare e convocare, la prossima settimana, la prima cabina di regia sul coordinamento e monitoraggio del Piano, che vede la partecipazione anche degli Enti Locali.

 

I NODI

Alcuni nodi intanto, andranno sciolti. I commissari straordinari nominati dal governo già iniziano a lamentare ritardi. Come riportato dal Sole24Ore, avrebbero inviato una lettera al ministro delle infrastrutture, Enrico Giovannini, per lamentare la mancata messa a disposizione di strutture tecniche per realizzare gli obiettivi straordinari previsti dal Pnrr. Le opere commissariate sono ben 102 e valgono 96 miliardi.

 

enrico giovannini mario draghi

Ancora non sono state nominate la nuova commissione per la valutazione dell'impatto ambientale e il comitato speciale per i lavori pubblici. Giovannini ieri ha negato di aver ricevuto la lettera dei commissari, ma l'allarme resta alto.

 

Ieri il ministero per la transizione ecologica, il Mite, ha fatto sapere che entro il 25 settembre potranno essere presentate le candidature per la commissione tecnica Pniec-Pnrr, che dovrà svolgere le nuove procedure sull'impatto ambientale dei progetti legati al clima.

 

MARIO DRAGHI CON LA MASCHERINA

Un certo senso di sfiducia sull'attuazione del Recovery inizia a emergere anche nell'opinione pubblica. Secondo due indagini effettuate da Ernst & Young e Swg, presentate nel corso dell'evento «Riforma Italia», organizzato da EY in collaborazione con Luiss Business School, il Pnrr viene considerato un'occasione unica per modernizzare e rilanciare l'Italiadal 92% dei manager italiani, mentre il 68% ha fiducia su come il governo gestirà l'attuazione del Piano.

 

DANIELE FRANCO E MARIO DRAGHI

Più cauta invece l'opinione pubblica: il 42% dei cittadini pensa che non si riuscirà a utilizzare nemmeno la metà delle risorse a disposizione, con instabilità politica e inefficienza amministrativa tra i principali ostacoli. E qualcuno, come Edoardo Bianchi il vice presidente dell'Ance, l'associazione nazionale dei costruttori, inizia a porre un problema di trasparenza sugli appalti.

 

MARIO DRAGHI

Con il decreto semplificazioni, ha spiegato ieri Bianchi durante un convegno di Unindustria, «è diventato possibile affidare gli appalti con procedure negoziate senza bando, non si trova più un bando in Gazzetta e si aggiudicano gare con inviti spediti dalle stazioni appaltanti solo a una o due imprese».

 

Bianchi ha invocato una norma per rendere obbligatoria la pubblicità e dunque «la conoscibilità delle gare del Pnrr». Intanto per i primi 500 posti del Pnrr per gli specialisti del Mef sono arrivate 34 mila candidature. Tre quarti dei candidati si sono presentati per i profili giuridici ed economici. Solo un quarto per quelli più specialistici, ossia statistici ed informatici.

Ultimi Dagoreport

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…