TRA CHIESA E MASSONERIA, TRA GREMBIULINI E CILICIO, SI FA MA NON SI DICE

Giacomo Galeazzi per "la Stampa"

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/massoneria-masonry-massoneria-23689/

In generale i rapporti tra Chiesa cattolica e massoneria esistono nel senso che ci sono alcuni cattolici che aderiscono alla massoneria. A volte lo fanno in modo occulto. Altre volte dichiarandosi pubblicamente. Ma al di là dell'appartenenza formale di alcuni cattolici alla massoneria, non si può parlare di Chiesa cattolica in relazione alla massoneria senza tornare al 1983. E' in quest'anno del pontificato wojtyliano che l'allora cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, pubblicò la dichiarazione "Quaesitum est" con l'esplicita volontà di fare chiarezza una volta per tutte sul tema.

Disse: "Prescindendo dalla considerazione dell'atteggiamento pratico delle diverse logge, di ostilità o meno nei confronti della Chiesa, rimane immutato il giudizio negativo della chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro princìpi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della chiesa, e perciò l'iscrizione a esse rimane proibita".Per questo motivo gli "appartenenti alle associazioni massoniche sono in peccato grave" e il Vaticano proibisce loro "di fare la comunione".

Recentemente sul periodico di apologetica popolare "Il Timone", è stato uno dei più grandi esperti dei rapporti tra chiesa cattolica e massoneria, ovvero padre Zbigniew Suchecki, 51 anni, francescano polacco che insegna alla Pontificia facoltà di San Bonaventura di Roma e lavora in Vaticano come consultore alla Congregazione delle cause dei santi, a dire senza mezzi termini che "squadra e compasso sono del tutto incompatibili con la croce".

"Un dato è certo - ha detto -. Negli ultimi secoli la massoneria - regolare o deviata che sia, senza distinzioni - è stata condannata da diversi Papi in quasi 600 documenti. Con molta chiarezza il legislatore ecclesiastico ha dunque invitato i fedeli ad astenersi dalle associazioni segrete, condannate e non riconosciute dalla chiesa: l'appartenenza contemporanea alla chiesa cattolica e alla libera muratoria è esclusa. Ma, nonostante ciò, molti cattolici sono ancora iscritti alle logge, e questo anche perché da oltre mezzo secolo gira la voce, in diversi ceti sociali, che la massoneria non sia più in contrasto con la chiesa, che anzi tra i due sia stato stretto un accordo e i cattolici possano tranquillamente diventare ‘figli della vedova' senza pericolo di scomuniche".

Dunque condanna formale ma, oltre la condanna, diversi cattolici che aderiscono alla massoneria. Perché? Difficile rispondere. Non è un mistero per nessuno che all'interno della libera muratoria esistono anche logge con tendenza fondamentalmente umanitaria, ‘di credenza in Dio', come la tedesca Grosse Landesloge che si fa chiamare anche ‘Ordine cristiano dei liberi muratori'.

Tuttavia nemmeno queste si collocano fuori dall'ordinamento massonico fondamentale, solo hanno più ampie possibilità per tentare di conciliare i grembiulini con la fede cristiana.Inoltre, dice ancora Suchecki, "per quanto sia importante la distinzione fra i gruppi ben disposti o neutrali e quelli anticlericali (a cui i massoni cercano di addossare tutte le colpe dei passati comportamenti scorretti nei confronti della chiesa), anche ‘la migliore' delle logge interpreta i fatti fondamentali della rivelazione del Dio divenuto uomo e della sua comunione con gli uomini solo come una possibile variante della visione massonica del mondo.

Del resto, è facile capire che un cattolico non può nello stesso tempo partecipare alla piena comunione della fraternità cristiana e, dall'altra parte, guardare al suo fratello secondo la prospettiva massonica come a un ‘profano'".Tra il 1974 e il 1980 la Conferenza episcopale tedesca ha costituito una Commissione con l'incarico ufficiale di esaminare la compatibilità dell'appartenenza contemporanea alla chiesa e alla libera muratoria. Le conclusioni dei colloqui sono state nette: il fatto che la massoneria metta in discussione in modo fondamentale la chiesa non è mutato rispetto al passato.

I massoni negano in linea di principio il valore della verità rivelata, e con questo indifferentismo escludono fin dall'inizio una religione come il cristianesimo e mettono in questione i fondamenti della nostra fede. Il relativismo, ad esempio, appartiene alle convinzioni fondamentali dei liberi muratori, che non accettano dogmi e negano la possibilità di una conoscenza oggettiva della verità: solo il linguaggio dei simboli massonici (lasciato per di più alla capacità d'interpretazione del singolo) è adeguato a rappresentarla.

È evidente che un concetto del genere non è compatibile con la teologia cattolica. La massoneria si presenta ai suoi membri con una pretesa di totalità che richiede un'appartenenza per la vita e per la morte. Dice padre Suchecki: "I tre rituali dei gradi di Apprendista, Compagno e Maestro manifestano, nelle parole e nei simboli, un carattere simile a quello dei sacramenti.

Il massone deve tendere infatti alla perfezione, ma senza bisogno della grazia: a che cosa dovrebbe servire dunque la comunicazione della salvezza nel battesimo, nella penitenza e nell'eucaristia, se con i tre gradi fondamentali vengono già raggiunti l'illuminazione e il superamento della morte?

In questa pretesa di totalità diviene particolarmente evidente l'inconciliabilità tra la libera muratoria e la chiesa. Il massone è convinto di partecipare a una religione universale, "in cui tutti gli uomini concordano".È noto poi che le logge si rifanno all'idea di un ‘Grande Architetto dell'Universo'. Ma di quale ‘dio' si tratta? Non c'è alcuna analogia obiettiva con il concetto personale del Dio cristiano. Il ‘Grande Architetto' è un ‘esso neutrale', indefinito e aperto a ogni possibile comprensione.

Ognuno può immettervi la propria concezione di Dio, il cristiano come il musulmano, il confuciano quanto l'animista o l'appartenente a qualsiasi altra religione. L'Architetto dell'Universo non è per i massoni un Dio personale, tanto meno si avvicina alla concezione cattolica di un Dio che interpella gli uomini come Padre e Signore. Si tratta invece di un dio vago e lontano da noi". Un massone è scomunicato "ipso facto" come, per esempio, un mafioso. In realtà la scomunica per i mafiosi in qualche modo esiste, seppure ha una valenza che possiamo definire "territoriale".

Nel 1992 furono il cardinale arcivescovo di Palermo Salvatore Pappalardo e il vescovo di Caltanissetta Alfredo Maria Garsia ad approntare una sorta di decalogo contro la criminalità organizzata. Ma anche in altre occasioni l'episcopato siciliano aveva comminato la pena della scomunica alla mafia ed in particolare nel 1944, nel 1955 e nel 1982. Quest'ultima subito dopo la strage nella quale furono uccisi il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie e l'agente di scorta. Ad essere scomunicati non furono soltanto coloro che commettono gli omicidi ma quanti a qualsiasi titolo ed in qualsiasi modo rendano possibili tali azioni criminose.

La scomunica è latae sententiae, cioè: chi commette un omicidio in Sicilia o chi collabora perché venga commesso, incorre automaticamente, senza una sentenza esterna, nella scomunica della quale prenderà atto nel momento in cui andrà a confessarsi. La scomunica per i mafiosi e l'impegno della Chiesa nella lotta contro la criminalità sono stati ribaditi anche nel sinodo di Caltanissetta dal vescovo Alfredo Maria Garsia. Ed alla mafia è dedicato un ampio capitolo del documento sulle "emergenze pastorali in campo morale" che l'assemblea del sinodo diocesano di Caltanissetta ha approvato sempre in quegli anni.

La sanzione della scomunica comunque è prevista dal codice di diritto canonico che punisce i delitti contro la vita e la libertà umana. Il codice però, spiegano gli esperti, si limita a dire che la pena va commisurata alla "gravità del delitto" e la specificazione della pena spetta al singolo vescovo. Ed è in questo ambito che opera la sanzione della quale parlava il cardinale Pappalardo che è quindi operativa solo nell'ambito delle diocesi siciliane.

Oltre alle prese di posizione dei vescovi siciliani viene ricordato che anche il papa si è espresso più volte contro la mafia e nell' ultimo incontro con i vescovi siciliani, il 22 novembre del 1991, Giovanni Paolo II la definì come "una piaga sociale che minaccia non solo la società civile ma anche la missione della Chiesa, giacché mina dall'interno la coscienza etica e la cultura cristiana".

 

papa ratzinger benedetto RATZINGER PAPA BENEDETTO XVI JOSEPH RATZINGER PAPA BENEDETTO XVIGiovanni Paolo II WOJTYLA NEI BOSCHI HANS HERMANN GROER CON PAPA WOJTYLAGRAN LOGGIA D ITALIA MASSONERIA MASSONERIA MEDAGLIA DA GRAN COMMENDATORE DELL ORDINE TEMPLARE MASSONERIA COLLARE DA GRANDE UFFICIALE MASSONERIA GREMBIULE DA MAESTRO VENERABILE E CAPPUCCIO Massoneria Grande Oriente ItaliaPADRE ZBIGNIEW SUCHECKI.jpg

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