conte merkel

COME POTREBBE BARCAMENARSI LA MERKEL, TRA CRISI UE E OPPOSIZIONE INTERNA? TEMPOREGGIANDO - DOMANI AL VERTICE UE, ATTRAVERSO LA FEDELE URSULA, SPOSTERA' LA DECISIONE SUI RECOVERY FUND FINO AL PROSSIMO CONSIGLIO. INTANTO LA PANDEMIA POTREBBE AVER ALLENTATO IL CONTAGIO E QUINDI LA CANCELLIERA AVREBBE GIOCO FACILE PER AFFRONTARE ITALIA E FRANCIA E SPAGNA CHE CHIEDONO EUROBOND CHE NON GRAVINO SUI DEBITI DEI SINGOLI STATI…

Tonia Mastrobuoni per “la Repubblica”

 

merkel macron conte

Il rischio maggiore, soprattutto per l'Italia, è che Angela Merkel si eserciti domani nell' arte in cui è imbattibile: quella di temporeggiare. Che riesca ad ottenere al vertice Ue lo spostamento in avanti del redde rationem sui coronabond.

 

E che le settimane che passeranno fino al prossimo Consiglio rendano meno grave la pandemia e allentino la pressione sugli strumenti straordinari per fronteggiare la crisi. Magari sfaldando anche il fronte numeroso di Paesi che insistono al fianco di Giuseppe Conte nella richiesta di bond comuni che non gravino sui debiti dei singoli Stati.

 

CONTE MERKEL

Un tatticismo, quello della cancelliera, che i mercati hanno cominciato già a sanzionare alzando la pressione sui Btp italiani. Tuttavia, al di là del fondamentale dettaglio del fattore tempo, è curioso il tono con cui si continua a parlare in Italia della presunta resistenza della cancelliera ai coronabond.

 

Quando non si ricorre direttamente agli insulti, la stragrande maggioranza dei commenti su Angela Merkel è improntata all' indignazione. Come se la Germania non si fosse mossa di un millimetro dall' aggravarsi rapidissimo della pandemia in tutta Europa. E invece, vale la pena ricordare quanto Merkel abbia ceduto su tutto, in questo mese e mezzo. Persino, ad ascoltarla attentamente, sui coronabond.

 

ANGELA MERKEL E GIUSEPPE CONTE

Non più tardi di due giorni fa, la cancelliera ha concesso l'ennesima apertura sul pacchetto europeo anti-crisi, promettendo il sostegno della Germania ad aiuti ben più sostanziosi di quelli varati finora (540 miliardi) e confermando di voler attingere a un Bilancio europeo notevolmente arricchito. Già qui andrebbe ricordato che Berlino era tra i principali Paesi a frenare contro un Bilancio più grande, fino a un mese fa. Adesso si parla di un possibile raddoppio della dotazione attuale, e la Germania è pronta ad aumentare la sua quota.

 

E se non dovesse bastare - anche qui sta cadendo un altro gigantesco tabù - Merkel ha aperto anche alla possibilità di bond europei, facendo riferimento alla clausola anti-catastrofi e persino alla possibilità di cambiare i Trattati, nei prossimi anni.

CONTE MERKEL

 

La cancelliera - come ha fatto capire il suo consigliere, Lars Feld, su questo giornale - sa perfettamente che un conto, per un Paese con un debito alle stelle come l'Italia, è attingere ai crediti del Mes, della Bei o del Sure. Un altro conto è poter usufruire di aiuti che non gravino sul suo debito come potrebbero essere gli eurobond. Il problema, per ragioni di politica interna, è che per Merkel quell'opzione deve rimanere l'ultima sul tavolo.

 

Intanto vale la pena ricordare che in poche settimane la Germania ha buttato giù uno dopo l'altro i principali paletti dei suoi dogmi economici coltivati da sempre. Ha sottoscritto senza fiatare la sospensione del Patto di stabilità. E, sempre senza fiatare, ha accettato che la Bce varasse un mega piano di acquisti di titoli di Stato da 1.100 miliardi.

 

giuseppe conte angela merkel

Intanto, per salvare anche se stessa, ha buttato a mare il feticcio del pareggio di bilancio rigorosamente rispettato per sette anni e ha approvato un piano da 1.200 miliardi di euro di aiuti, crediti e garanzie.

 

Poi ha proposto un Mes rivoluzionato, depurato da ogni condizionalità e lo ha fatto digerire anche all'Olanda. Infine, Merkel ha accettato senza battere ciglio anche il fondo per la disoccupazione europea, il Sure, contro il quale si era sempre opposta - e anche questo non viene mai ricordato nel dibattito italiano. Sulla Germania la memoria è spesso corta e l'analisi, ancora più spesso, grossolana. Eppure, non ci vuole così tanto a mettere in fila i fatti.

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)