conte valentina fico

CONTE, CI MANCAVA SOLO QUESTA! L’EX MOGLIE GLI FA CAUSA – VALENTINA FICO E’ TRA LE 12 AVVOCATESSE DELLO STATO CHE HANNO CITATO IN GIUDIZIO LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO – LA EX DI CONTE VUOLE ESSERE RISARCITA DELLA MANCATA CORRESPONSIONE DEI PREMI PER LA VITTORIA DELLE CAUSE DELLA AVVOCATURA, ESSENDONE STATA ESCLUSA 12 ANNI FA QUANDO ERA INCINTA DI "GIUSEPPI" - IL TAR HA GIÀ FISSATO LA TRATTAZIONE DI MERITO DELLA CAUSA IN UDIENZA PUBBLICA PER L’11 MARZO 2020 - IL RISCHIO STANGATA PER LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Franco Bechis per il Tempo

 

conte valentina fico

Il ricorso ha a numero 2087 del 2019 ed è stato presentato al Tar del Lazio Dall’avvocato Costantino Ventura di Bari per conto di dodici clienti, tutte donne, tutte avvocatesse dello Stato. Ad essere citata in giudizio è in primis la presidenza del Consiglio dei ministri nella persona del suo legale rappresentante„ che se dovesse soccombere sarebbe costretta a mettere mano al portafoglio per centinaia di migliaia di euro. Il Tar ha già fissato la trattazione di merito della causa in udienza pubblica per 1'11 marzo 2020.

 

Quel giorno dovranno dare battaglia da una parte il legale designato dalla presidenza del Consiglio guidata da Giuseppe Conte, dall' altra avvocato Ventura in nome delle dodici clienti, fra cui ne spicca una: avvocato dello Stato Valentina Fico.

 

valentina fico

Non è un nome qualsiasi: è l' ex moglie di Conte da cui è separato da qualche anno. Ma è anche la mamma dell' unico figlio che hanno. probabilmente una delle cause più imbarazzanti che si siano viste negli ultimi anni, perché di fatto contrappone l' ex moglie di Conte al presidente del Consiglio pro tempore, che è proprio lo stesso Conte.

 

Per un motivo che per alto riguarda entrambi, nemmeno troppo indirettamente: l' avvocato Fico vuole essere come le sue colleghe risarcita della mancata corresponsione dei premi per la vittoria delle cause della avvocatura, essendone stata esclusa durante la gravidanza quando era in congedo di maternità. Un danno economico che secondo il suo avvocato avrebbe subito quando «è venuta a trovarsi in stato di gravidanza, e pertanto con decreto dell' Avvocato generale dello Stato in data 16.10.2007 è stata collocata in congedo straordinario per maternità per il periodo da111.04.2007 al 10.09.2007 per la nascita del figlio Nicolò Conte, con esclusione però dalla partecipazione al riparto delle competenze di cui all' articolo 21 del regio decreto n. 1611/1933».

l'ex moglie di Conte, valentina fico

 

Secondo quel decreto adottato quando l' Italia era governata da Be nito Mussolini gli avvocati generali dello Stato avevano diritto alla ripartizione a titolo di premio degli onorari che sono condannati a pagare le parti soccombenti in giudizio. Una sorta di canestro che poi viene diviso percentualmente fra gli uffici degli avvocati e dei procuratori dello Stato e in percentuale minore come vero e proprio integrativo frai singoli partecipanti alle cause.

 

Le norme e le percentuali sono state cambiate un po' nel tempo, e c' è stata una stretta quando al governo era Matteo Renzi (prima di allora si dividevano anche gli onorari in caso di compensazione in giudizio delle spese). Per decenni questa norma ha fatto lievitare gli stipendi degli avvocati dello Stato, anche raddoppiandoli attraverso i premi, e quanto corrisposto ha sempre avuto anche un incidenza sui contributi per la pensione. Essendo le sue avvocatesse in maternità e quindi non potendo più seguire in quel periodo gli affari loro assegnati, avvocatura generale le ha escluse in quei mesi dal riparto del canestro generale dei premi.

 

l'ex moglie di Conte, valentina fico

Ma le interessate ritengono che la misura sia ingiusta e il loro legale ricorda che a chi è in maternità spettano tutti gli assegni e indennità, salvo naturalmente quelli per le presta zioni di lavoro straordinario (che non possono svolgere) o le indennità per servizi e funzioni di carattere speciale che non possono ricoprire in quel periodo.

 

Nella causa intentata non si citano le cifre rivendicate da ciascuna avvocatessa, perché lo scopo intanto è di fare stabilire al Tar del Lazio se quei premi non corrisposti durante la maternità fossero o meno dovuti dall' avvocatura generale. Poi ognuna delle avvocatesse dello Stato chiederà singolarmente in caso di vittoria la somma che ritiene di avere perso ingiustamente (si tratta in ogni caso di decine di migliaia di euro, anche oltre i centomila con il solo limite del tetto massimo di 240 mila euro come per ogni dipendente pub blico).

 

giuseppe conte da floris

Così solo dopo 12 anni dalla sua gravidanza l' ex moglie di Conte ha deciso di portare in giudizio la presidenza del Consiglio rappresentata pro tempore dallo stesso Conte per essere risarcita di somme secondo lei ingiustamente sottrattele proprio mentre era in attesa della nascita del comune figlio.

 

All' epoca avvocato Valentina Fico, oggi in servizio presso l' avvocatura generale, era ancora procuratore dello Stato alla seconda classe di stipendio presso avvocatura distrettuale dello Stato di Catanzaro, e viveva felicemente con il marito lontanissimo dall' idea di approdare un giorno a palazzo Chigi con l' incarico più alto che possa esserci.

l'ex moglie di Conte, valentina ficogiuseppe conte con l ex moglie valentina fico a capodannovalentina fico avvocatura dello stato

 

valentina fico 5

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)