giorgia meloni matteo salvini silvio berlusconi morawiecki abascal manfred weber

DAGOREPORT! EUROPEE DA INCUBO PER I PARTITI ITALIANI  IL PIANO DI GIORGIA MELONI (ACCORDO TRA DESTRA E PPE) PER CONQUISTARE LA COMMISSIONE EUROPEA SI SCONTRA CON LA DURA OPPOSIZIONE DEI CRISTIANO-DEMOCRATICI E DEI LIBERALI TEDESCHI, CHE NON VOGLIONO UN’ITALIANA “QUEEN-MAKER” (DI MERKEL CE N'E' UNA SOLA) E NON SOPPORTANO L’ATTIVISMO SCODINZOLANTE DI MANFRED WEBER CHE SOGNA DI PRENDERE IL POSTO DI URSULA (E LA TERZA TRANCHE DEL PNRR E' SCOMPARSA) – GUAI POTREBBERO ARRIVARE PER LA DUCETTA DALLE ELEZIONI IN SPAGNA E POLONIA – I RAPPORTI DI FORZA CON SALVINI (CHE VUOLE MOLLARE LE PEN E AFD) E QUEL POCO CHE RESTA DI BERLUSCONI – ELLY SCHLEIN, CON LE SUE 5 DONNE CAPILISTA, FA INCAZZARE GENTILONI E MEZZO PD – I GRILLINI DELUSI DALL'IRRILEVANZA DI CONTE SPERANO CHE PRESTO VENGA ASSOLTA CHIARA APPENDINO

DAGONEWS

GIORGIA MELONI

L’obiettivo delle grandi manovre europee di Giorgia Meloni è chiaro da tempo: vuole conquistare la Commissione Ue.

 

Per riuscirci, visto che ha scelto una foga brigadiera e non la sottile arte della diplomazia, dovrà superare molti ostacoli e sperare, innanzitutto, in una grande affermazione alle elezioni del 2024, e poi muovere con oculatezza i pezzi sulla scacchiera politica di Bruxelles: sono in molti, infatti, a opporsi alle sue ambizioni.

 

MANFRED WEBER ABBRACCIA URSULA VON DER LEYEN

I più scettici sono i Cristiano-democratici tedeschi: gli eredi della Merkel non vogliono un’italiana “queen-maker” dell’euro-assetto dei prossimi 5 anni, né sopportano il ruolo di cicisbeo scodinzolante che si è ritagliato Manfred Weber, leader del partito “gemello” bavarese Csu (unito da un’alleanza strutturale con la Cdu).

 

L’ex presidente dell’Europarlamento, che ambisce a prendere il posto di Ursula Von der Leyen, sta corteggiando da mesi la Ducetta (giovedì atterra a Roma), con l’obiettivo di essere il candidato dell’alleanza Ppe-Ecr. I suoi connazionali, però, mal sopportano la faida tra tedeschi: se c’è già Von der Leyen in campo, perché creare confusione e rischiare, di sabotaggio in sabotaggio, di restare con un pugno di mosche in mano?

friedrich merz 2

 

Tra i più critici rispetto al piano di Weber c’è il suo principale rivale politico interno, Friedrich Merz, che, in quanto segretario della Cdu, è azionista di maggioranza (controlla il 35%) dell’Unione tra i democristiani tedeschi.

 

Un altro fattore di destabilizzazione è il super-falco dei conti, il liberale Christian Lindner, leader dell’Fdp e austero ministro delle Finanze nel governo Scholz. Lindner, che in casa è in maggioranza con i socialdemocratici, in Europa sostiene l’asse PPE-Socialisti, che ha portato all’elezione di Ursula von der Leyen, insieme agli altri “liberali” radunati in “Renew europe”.

 

Lindner ha fatto capire ai popolari tedeschi, Weber in primis, che non intende ritrovarsi a braccetto in Ue con la destra di Ecr, presieduta da Meloni.

 

christian lindner.

Ci sono però anche altre questioni aperte, che rischiano di rendere evanescenti i sogni della Meloni: prima fra tutte quella polacca.

 

Il Pis del premier Mateusz Morawiecki è il partito di maggioranza da 8 anni, e in Ue è alleato di Fratelli d’Italia, all’interno di Ecr. A politiche di ottobre, si scontrerà con la Piattaforma civica di Donald Tusk, ex premier, ex presidente del Consiglio europeo, cocco di Angela Merkel e nome molto pesante all’interno dei Popolari europei, di cui è stato presidente.

 

giorgia meloni mateusz morawiecki 2

Prima del voto di Varsavia, però, si andrà alle urne il 23 luglio in Spagna, dove sono in corsa gli storici alleati di Giorgia Meloni, i neo-franchisti di Vox. Come scrive il “Corriere della Sera”, “un sondaggio di El Mundo fotografa i Popolari in crescita: potrebbero ottenere il 34.2% e 144 deputati, arrivando così a quota 177 deputati con Vox (12,1%), mentre i socialisti si potrebbero fermare al 25.7%”.

 

donald tusk

Un’eventuale affermazione dell’alleanza PP-Vox in Spagna non può essere automaticamente tradotta in chiave europea, finché il partito di Santiago Abascal, come auspicato dalla stessa Meloni, non abbandonerà le posizioni più estreme, “inclinandosi” verso il centro del Partito Popolare. Problema che agli occhi di Bruxelles riguarda anche Fratelli d’Italia, e prova ne è la richiesta di Weber di togliere la fiamma di memoria missina dal simbolo di Fratelli d’Italia.

 

GIORGIA MELONI SANTIAGO ABASCAL

Sulla sponda francese, la Regina della Garbatella non ha grandi alleati: Macron la detesta, e ancor peggio Marine Le Pen. L’eterna candidata all’Eliseo, che non ha mai mancato di marcare la sua distanza dalla Meloni, è una storica alleata di Salvini, con cui ha costruito il gruppo “Identità e Democrazia” al parlamento Ue, da cui il leader della Lega vuole fuggire - ci sono dentro anche i neo-nazi tedeschi di AFD.

 

Infine, la questione interna: Berlusconi, che nel Ppe è di casa, sognava di condurre per mano Giorgia e Matteo nel partito popolare europeo ma Forza Italia sempre più irrilevante elettoralmente, non ha più i voti dei bei tempi, e dunque europarlamentari, per far valere le sue ragioni. Salvini, che i popolari del PPE non vogliono vedere neanche in foto, fa come la volpe e l’uva: dice di non volere l’ingresso della Lega nel PPE, pur sapendo che non sarebbe mai accolto. L'unico rifugio, per non restare col cerino in mano, è nel gruppo dei conservatori, ma lì c'è la Ducetta.

 

giorgia meloni matteo salvini silvio berlusconi al compleanno di salvini

In questo pataracchio fatto di veti, manovre, alleanze e tradimenti, la terza rata del Pnrr ancora non si vede: l’aspettavamo a febbraio e a giugno ancora nisba. E se da un lato, Fratelli d’Italia inquadra questo ritardo come una ritorsione di Bruxelles alle manovre espansioniste di Giorgia Meloni, dall’altro la Commissione ha espresso tutto il suo malcontento verso il commissario all’economia, Paolo Gentiloni, che sta dando una grossa mano al governo italiano.

 

Non è solo amor patrio, “Er moviola” è inferocito con Elly Schlein (che nel frattempo ha ricevuto il bacio della morte da Carlo De Benedetti, che a Dogliani ha detto: “non è ancora il momento per giudicarla, diamole tempo. Il centrosinistra deve ripartire da un forte nucleo di sinistra”).

 

giorgia meloni con paolo gentiloni

La segretaria multigender vuole infatti candidare solo donne come capilista alle prossime europee. E Gentiloni, che in Europa è conosciuto, ha credito da spendere e un consenso personale, se la prende in saccoccia, e il suo desiderio di fare il capolista nella circoscrizione Centro-Sud potrebbe andare alle ortiche.

 

Ps. Guardano con attenzione alle prossime europee anche i Cinque stelle. I molti delusi dall’attendismo di Giuseppe Conte sperano con trepidazione che l’ex sindaca di Torino, Chiara Appendino, venga assolta al processo d’appello sui fatti di Piazza San Carlo.

giuseppe conte chiara appendino

 

 

BERLUSCONI: ORA CENTRODESTRA EUROPEO MA SALVINI: NOI RESTIAMO FUORI DAL PPE

Estratto dell’articolo di Giuseppe Alberto Falci per il “Corriere della Sera”

 

Centrodestra in Europa, ci credono (quasi) tutti. Anche se ciascuno mette il proprio segnaposto e sottolinea, come fa Matteo Salvini: «La Lega farà pesare il suo consenso». E anzi il leader leghista sembra proprio chiudere all’ingresso del suo partito nel Ppe: «Non è all’ordine del giorno». Chi guarda avanti è certamente Silvio Berlusconi, già proiettato sulle elezioni europee 2024.

 

ELLY SCHLEIN PAOLO GENTILONI

Il leader di Forza Italia è convinto che sia arrivato il momento per riproporre a Bruxelles la stessa maggioranza che governa l’Italia, un’alleanza tra popolari e conservatori.

 

L’ex premier lo dice al Giornale […] Il contesto è mutato: «La maggioranza tra popolari, liberali e socialisti ha fatto il suo tempo. Aveva un senso quando l’Europa era soprattutto un accordo tra gli Stati […] Man mano che l’Europa ha acquisito una soggettività politica autonoma […] è diventato sempre più importante che la guida assuma una connotazione politica chiara».

 

silvio berlusconi giorgia meloni

In sintesi, teorizza Berlusconi, il «modello Ursula» non è più funzionale perché porterebbe «alla paralisi o a soluzioni pasticciate». E così parola agli elettori, dopo le Europee ci dovrà essere o una maggioranza di centrodestra o di centrosinistra. Il primo test sono le Politiche in Spagna del 23 luglio. Un sondaggio pubblicato ieri da El Mundo fotografa i Popolari in crescita: potrebbero ottenere il 34.2% e 144 deputati, arrivando così a quota 177 deputati con Vox (12,1%), mentre i socialisti si potrebbero fermare al 25.7%.

 

[…] Eppure, la strada non è del tutto in discesa. Per esempio, Giorgia Meloni con ogni probabilità non incontrerà il presidente del Ppe Manfred Weber, che giovedì sarà a Roma per un convegno dei Popolari. […] Carlo Fidanza, il capo delegazione a Strasburgo di Fratelli d’Italia spiega che sì, «l’alleanza tra conservatori e popolari è l’auspicio per cui stiamo lavorando». […]

 

MANFRED WEBER INCONTRA GIORGIA MELONI A PALAZZO CHIGI - 11 NOVEMBRE 2022

Tra l’altro, tra i FdI c’è chi preferisce evitare la pubblicità. Non perché non sia d’accordo con il Cavaliere, ma perché «meno se ne parla meglio è... Se vai in Europa a dire: a breve vi sostituiremo, di sicuro non ci facilitiamo il percorso sul Pnrr, sulla finanziaria, sui balneari...». E la Lega? Anche Matteo Salvini lavora «per un accordo tra tutti i partiti di centrodestra a Bruxelles con l’obiettivo di rendere più incisive alcune battaglie». […]

MANFRED WEBER SILVIO BERLUSCONI ANTONIO TAJANI

giorgia meloni e ursula von der leyen sorvolano l emilia romagna alluvionata

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…