ursula von der leyen - giorgia meloni - manfred weber - teresa ribera -raffaele fitto - donald tusk - pedro sanchez

DAGOREPORT – L'EFFETTO TRUMP RINGALLUZZISCE LE DESTRE EUROPEE E LA ''MAGGIORANZA URSULA'' RISCHIA DI IMPLODERE - OLTRE ALL'INETTA SCELTA DI RAFFORZARSI CONCEDENDO A GIORGIA MELONI UNA VICEPRESIDENZA ESECUTIVA (SU FITTO CONTRARI SOCIALISTI E LIBERALI), A DESTABILIZZARE LA VON DER LEYEN SONO I POPOLARI SPAGNOLI CHE MIRANO A FAR CADERE IL GOVERNO SANCHEZ BOCCIANDO IL COMMISSARIO SOCIALISTA RIBEIRA – PER URSULA SI PREFIGURANO TRE SCENARI: 1) LA CRISI RIENTRA E PASSANO LE NOMINE, FITTO COMPRESO; 2) ACCONTENTA I SOCIALISTI E RIFORMULA LE NOMINE DEI COMMISSARI; 3) SALTA LA ''MAGGIORANZA URSULA'' E SI TORNA AL VOTO (COSA MAI SUCCESSA…)

1. DAGOREPORT

ursula von der leyen rieletta presidente della commissione europea 2

La trionfale vittoria di Donald Trump (Camera, Senato, Corte Costituzionale) sta sconvolgendo gli equilibri politici negli Stati Uniti e nel resto del mondo. L’onda lunga del successo del tycoon è arrivata anche nell’Unione Europea, dove la "maggioranza Ursula" è scossa da scosse telluriche.

 

Il primo segnale del ritorno sulla scena mondiale del Trumpone è il generale ringalluzzimento dei gruppi destronzi (Patrioti, Ecr, Afd) che, complice la composizione variegata del Partito Popolare Europeo, si sono ritrovati col gran parte del Ppe a votare con successo il regolamento sulla deforestazione.

 

Apparentemente una norma secondaria, ma che diventa la spia di un mutamento in corso che vede i sovranisti e i populisti uniti nella lotta con i neonazisti di Afd. Il voto congiunto con l’estrema destra non poteva non terremotare il gruppo socialista (S&D), e gran parte di esso chiede di uscire dalla maggioranza Ursula.

 

manfred weber si congratula con ursula von der leyen per la rielezione

Il clima di caos che si è creato a Bruxelles, con i veti incrociati sulla nomina dei vicepresidenti, dipende innanzitutto dall’inettitudine di Ursula. La cofana bionda tedesca ha dimenticato uno dei principi cardine della politica: se hai una maggioranza, la valorizzi e vai avanti con quella.

 

Lei, invece, per blindare la sua poltrona ha pensato di darsi un perimetro di potere più ampio, e ha teso la manina a Giorgia Meloni e al gruppo da lei presieduto, quello dei Conservatori di Ecr.

 

Era chiaro che bisognava dare un commissario all’Italia, ma non di cedere a Meloni concedendo una vicepresidenza esecutiva a Raffaele Fitto, innescando il domino del malcontento di socialisti e liberali - considerando anche il doppio rifiuto della Ducetta alla Commissione (prima in Consiglio europeo con l’astensione, e poi in Parlamento con il voto contrario di Fratelli d’Italia).

 

GIORGIA MELONI E URSULA VON DER LEYEN AL G7

Un errore che ha finito per trasformare la sua maggioranza in un’insalata mista che è andata di traverso a tutti.

 

Ad accendere questo casino malmostoso, la scintilla non è partita solo dalla nomina con deleghe di un commissario fuori dalla maggiaranza come Fitto ma una tanica di benzina è arrivata dagli spagnoli: la delegazione di Madrid nel Ppe sta tentando infatti di sabotare la nomina della socialista Teresa Ribera, che è anche ministro e vicepremier di Spagna, con l’obiettivo di far cadere il Governo Sanchez.

 

Teresa Ribera Rodriguez

In quanto ministro della Transizione ecologica i Popolari iberici addossano alla Ribeira - anziché al governatore Mozon - la responsabilità della tragedia di Valencia, dove l’alluvione ha ucciso più di 200 persone. E la Ribeira è attesa nei prossimi giorni a riferire del suo operato al Parlamento spagnolo.

 

L’obiettivo del Partido popular è far slittare le nomine europee a dopo l'audizione-processo, così da azzoppare la Ribera e far saltare la sua nomina a Bruxelles. In caso contrario, i popolari spagnoli minacciano di boicottare i commissari di Ursula.

 

raffaele fitto foto lapresse 5

Il caso Ribera è l’ennesima dimostrazione di come il Partito popolare europeo sia, al suo interno, disomogeneo e parcellizzato in obiettivi non convergenti.

 

Lo stesso premier polacco, Donald Tusk, che del Ppe è un pezzo da novanta, si è molto infastidito, al pari dei socialisti e liberali, per la convergenza dei voti di gran parte dei Popolari con le destre estreme sulla deforestazione.

L’allargamento della maggioranza a Ecr, poi, significherebbe sdoganare anche il Pis, partito rivale in patria, visto da Tusk come il nemico numero uno.

 

BASTONE CONTRO PEDRO SANCHEZ A PAIPORTA

Al momento, a Bruxelles gli analisti politici prevedono questi tre gli scenari per Ursula :

 

1. Riesce a ricompattare la sua maggioranza “domando” il Partito socialista e facendo ingoiare a Sanchez e Macron l’inclusione di Fratelli d’Italia nell’alleanza (e Fitto ottiene il via libera).

 

2. Non riesce a sedare il malcontento di S&D che chiede di riformulare tutte le nomine dei commissari.

 

3. Definitiva spaccatura della maggioranza, salta Ursula e si torna al voto (cosa mai successa...).

 

 

 

2. L’ALLEANZA DI VON DER LEYEN PERDE ANCORA PEZZI IL PPE VOTA CON LE DESTRE

Estratto dell’articolo di Claudio Tito per “la Repubblica”

 

GIORGIA MELONI MANFRED WEBER

La maggioranza Ursula evapora all’ombra della deforestazione. Si spacca ancora una volta e il Ppe vota nel Parlamento europeo insieme ai partiti di destra, compreso il neonazista Afd.

 

Il terreno di scontro è stato stavolta la norma che impone a commercianti e importatori di verificare che un bene immesso nel mercato non venga da un territorio recentemente disboscato. Una norma che riguarda prodotti come il cacao, il caffè e molti altri.

 

La scelta dei popolari è l’ultimo colpo all’intesa con i socialisti. E di certo non rappresenta un buon viatico per il tentativo di ricucire lo strappo che si è consumato nell’ultima settimana sulla nomina dei vicepresidenti della Commissione.

 

antonio tajani donald tusk

E infatti il gruppo S&D ieri, dopo lo scrutinio in aula, dice a chiare lettere: «La maggioranza Ursula non esiste più». Non esiste più l’alleanza tra Ppe, Pse e Renew cui a luglio si erano aggiunti i Verdi. Il rischio che l’intera Commissione von der Leyen esploda sotto le bombe dei veti sta mettendo in allarme tutti soprattutto i popolari.

 

Una mediazione intanto è partita da Antonio Tajani e dai premier di Polonia e Grecia, Tusk e Mitsotakis. Lo stallo sul nuovo esecutivo Ue, del resto, dopo il caso-deforestazione, appare ancora più complicato.

 

pedro sanchez

E tutto si concentra su tre nomi: Teresa Ribera, Raffaele Fitto e Olivér Várhelyi. Sulla prima, il caso più spinoso, si sono accaniti i popolari, in particolare gli spagnoli, che puntano a far cadere il governo Sanchez in Spagna. Sul secondo e il terzo si è abbassata la mannaia reattiva di socialisti e ecologisti.

 

[…] Intanto i tre “mediatori” del Ppe stanno cercando di mettere una toppa alle scelte compiute dal loro capogruppo, Manfred Weber. Molti esponenti popolari, infatti, iniziano a rimproverare al leader tedesco di aver messo nell’angolo i socialisti consentendo ai popolari spagnoli di sacrificare Teresa Ribera sul patibolo dell’alluvione di Valencia. […]

URSULA VON DER LEYEN NEL 2019 E NEL 2024

 

L’ipotesi di mediazione si basa su due opzioni. La prima: permettere ai socialisti di votare contro Fitto e Várhelyi nelle commissioni parlamentari potendo contare, a scrutinio segreto, su una maggioranza con i gruppi di destra.

 

E poi aiutare Ribera, sempre a scrutinio segreto, a superare lo stesso scoglio fornendo qualche voto Ppe sottobanco. Così si tornerebbe alla situazione precedente. Ma con rapporti politici ancora sfilacciati.

 

La seconda, che però vede la contrarietà di von der Leyen («non possiamo umiliare Giorgia Meloni», è la sua tesi), consiste nel cancellare tutte le sei vicepresidenze. A questo punto tutto si giocherà tra mercoledì e venerdì prossimo (dopo che Ribera avrà riferito sull’alluvione al parlamento spagnolo).

 

ursula von der leyen giorgia meloni - foto lapresse

[…] per la prima volta il futuro del “von der Leyen bis” non appare certo. Anche se far saltare la Commissione esporrebbe la Ue ad una ulteriore debolezza.

 

L’elezione di Trump è un problema per quasi tutti i Paesi europei. E infatti la prossima settimana si terrà a Varsavia un vertice tra i ministri degli Esteri di Polonia, Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna. All’ordine del giorno come reagire se gli Usa da gennaio smetteranno di aiutare l’Ucraina e imporranno di nuovo i dazi commerciali.

Ultimi Dagoreport

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…