cartella esattoriale

DATEVI UNA MOSSA: SENZA UNA NUOVA MISURA DI SOSPENSIONE, CHE DOVREBBE ESSERE APPROVATA ENTRO DOMENICA, DA LUNEDI' INIZIERANNO A PIOVERE SUI CONTRIBUENTI ITALIANI 50 MILIONI DI ATTI FISCALI - L'IPOTESI DI UNA NUOVA ROTTAMAZIONE, LA POSSIBILITA' DI PAGARE SENZA L'APPLICAZIONE DELLE SANZIONI E DEGLI INTERESSI DI MORA - SI TRATTEREBBE DELLA QUARTA OPERAZIONE DEL GENERE IN POCHI ANNI...

Andrea Bassi per "Il Messaggero"

 

CARTELLE ESATTORIALI

La crisi politica complica il quadro e rende difficile l'azione. Ma le pressioni sono forti. E la decisione potrebbe arrivare comunque in extremis: congelare nuovamente l'invio delle cartelle esattoriali sospese durante la pandemia in attesa di una soluzione strutturale.

 

Anche questa però, corre il rischio di essere stritolata nel tritacarne della crisi del governo Conte, nonostante le rassicurazioni di Matteo Renzi di votare sia lo scostamento di bilancio, che viaggia verso i 30 miliardi (dovrebbe andare oggi in cdm) sia il prossimo decreto ristori.

 

crisi di governo i tweet sulla conferenza stampa di renzi 6

Tuttavia, senza una nuova misura di sospensione, che dovrebbe essere approvata entro domenica, da lunedì inizieranno a piovere sui contribuenti italiani 50 milioni di atti fiscali.

 

Ieri il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha incontrato ai sindacati interni dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione per avvisarli che saranno potenziate le presenze agli sportelli per far fronte al prevedibile aumento degli accessi da parte dei contribuenti.

 

CARTELLE ESATTORIALI

Anche agli impiegati degli uffici di back office sarà chiesto di rafforzare i turni. L'Agenzia proverà a partire, d'accordo anche con il ministero dell'Economia, con il freno a mano tirato. A dilazionare il più possibile l'invio delle cartelle. Ma per farlo servirà, anche in questo caso, l'appiglio di una norma di legge.

 

Una volta liberati gli atti, per i funzionari inviare le raccomandate è un obbligo. Non farlo potrebbe fargli rischiare un procedimento per danno erariale alla Corte dei Conti. Un provvedimento del governo che spieghi come uscire dalla fase dell'emergenza, e quindi del congelamento, e tornare alla normalità, è atteso.

 

I NODI DA SCIOGLIERE

I problemi sono diversi. E tutti complicati. L'intenzione dell'esecutivo è affrontare la pioggia di cartelle esattoriali attraverso una nuova rottamazione e un saldo-e-stralcio, un condono almeno per una parte degli atti, quelli derivati non dagli accertamenti (considerati frutto di evasione scovata), ma diretta piuttosto ai cosiddetti controlli automatici, errori di compilazione delle dichiarazioni.

 

CARTELLE ESATTORIALI

O ancora, nel saldo-e-stralcio potrebbe finire la cosiddetta «evasione da sopravvivenza», quella che si ha, per esempio, quando un commerciante dichiara correttamente l'Iva ma poi non la versa per mancanza di liquidità.

 

E poi ci sarebbe una nuova rottamazione, la possibilità di pagare come in passato, le cartelle ricevute senza l'applicazione delle sanzioni (molto pesanti) e degli interessi di mora, e potendo rateizzare il dovuto in tempi lunghi. Si tratterebbe della quarta operazione del genere in pochi anni.

 

ERNESTO MARIA RUFFINI

Questa volta però, sarebbe giustificata dall'emergenza. Ma come ha spiegato lo stesso Ruffini in audizione alla Camera soltanto qualche giorno fa, per poter rottamare o condonare le cartelle bisogna prima consegnarle. I contribuenti devono essere messi a conoscenza dei loro debiti verso il Fisco. Proprio per questo, un'altra norma che verrebbe inserita nel provvedimento, sarebbe una diluizione della consegna degli atti nel tempo. A questo però, si affiancherebbe anche una norma che allungherebbe i tempi di prescrizione delle cartelle.

 

agenzia delle entrate

Sul tavolo c'è anche un'altra misura chiesta dallo stesso Ruffini e spinta anche dal vice ministro dell'Economia Laura Castelli. Si tratta di una operazione di pulizia del cosiddetto magazzino dei ruoli dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione.

 

AGENZIA ENTRATE

Nei suoi cassetti il Fisco ha oltre 900 miliardi di vecchie cartelle, molte delle quali ormai non più riscuotibili perché intestate a soggetti falliti o anche deceduti. Una mole di atti che impegna comunque gli uffici dell'Agenzia sottraendo risorse e tempo alle somme che invece potrebbero essere recuperate.

 

Tutte le norme fiscali dovrebbero essere inserite nel decreto ristori, anche se il governo starebbe pensando anche a un provvedimento fiscale ad hoc. Tutto sul tavolo del governo. Al quale però, Matteo Renzi ha appena segato una gamba.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…