rissa pd avellino

DIPARTITO DEMOCRATICO! PSICODRAMMA ALL’ASSEMBLEA PD DI AVELLINO NELLA DEFINIZIONE DELLE CANDIDATURE PER LE REGIONALI: I RENZIANI PROVANO A EPURARE LA MINORANZA DEL PARTITO E SCATTA LA RISSA (VIDEO)

ASSEMBLEA PROVINCIALE PD - RISSA SFIORATA

 

Da http://www.orticalab.it         

RISSA ALL ASSEMBLEA DEL PD DI AVELLINORISSA ALL ASSEMBLEA DEL PD DI AVELLINO

 

Chiamarlo partito non si può, figurarsi democratico. Quello che è accaduto durante l’Assemblea Provinciale del Partito Democratico, riunita all’ex Asilo Patria e Lavoro per la definizione delle candidature per le regionali, è qualcosa di semplicemente indegno.

 

Una pagina di vergogna da manuale che trae la sua origine in un certo modo di gestire la vita di un organismo intermedio di rappresentanza, qual è un partito appunto, che dovrebbe vivere del contributo di tutte le sue anime interne e dovrebbe alimentarsi di un laico pluralismo capace di dare spazio all’espressione di tutte le differenze che lo attraversano, tanto più in una realtà plurale come quella del Pd.

RISSA ALL ASSEMBLEA DEL PD DI AVELLINORISSA ALL ASSEMBLEA DEL PD DI AVELLINO

 

Un organismo, insomma, che dovrebbe vivere di un confronto civile di idee, posizioni e punti di vista, senza soffocare la voce di alcuno ma tentando, piuttosto, di armonizzare ed amalgamare le differenze perché è da queste che nasce una capacità di far fronte alle sfide molteplici della rappresentanza.

 

Un confronto che non dovrebbe mai tramutarsi in barbaro scontro, soprattutto in quella che dovrebbe essere una democrazia più o meno compiuta. Tutto questo è smentito nelle scene che immortalano la bagarre scatenatasi nel corso dell’assise e che denunciano, senza bisogno di troppi commenti, l’immaturità e l’inadeguatezza di una realtà come il Pd irpino.

RISSA ALL ASSEMBLEA DEL PD DI AVELLINORISSA ALL ASSEMBLEA DEL PD DI AVELLINO

 

Scene che denunciano la pochezza di una politica non vocata al servizio ma fondata su tatticismi che difendono interessi di parte. Questo l’atteggiamento che ha preparato e accompagnato lo svolgimento dell’assemblea: era dunque inevitabile che qualcosa andasse storto, che il tappo saltasse e che la polveriera esplodesse.

 

Il segretario del Partito non ha mai governato questo come altri processi che ne hanno attraversato la vita dalla sua assunzione di incarico. Era inevitabile che i nodi venissero al pettine ma non così. Non in maniera così vergognosa: questa è la mortificazione della politica, un’immagine sconfortante che non può far altro che allontanare ancora di più l’elettorato da un mondo percepito già come corrotto e parassitario.

 

RISSA ALL ASSEMBLEA DEL PD DI AVELLINORISSA ALL ASSEMBLEA DEL PD DI AVELLINO

Quello del Patria e Lavoro è il peggior spot elettorale per il Pd che si condanna agli occhi di una cittadinanza già stanca di un copione inconcludente. Una violenza verbale che mal celava una foga fisica scatenata da un arrogante atteggiamento di prevaricazione di chi, non avendo, evidentemente, argomenti validi, sperava di vincere con la forza mettendo a tacere le minoranze che, legittimamente, chiedevano che le loro istanze fossero ascoltate e riconosciute. È un diritto fondamentale, l’ABC della democrazia, paradossalmente e vergognosamente negato alla vigilia del Settantesimo Anniversario dalla Liberazione.

 

RISSA ALL ASSEMBLEA DEL PD DI AVELLINORISSA ALL ASSEMBLEA DEL PD DI AVELLINO

Il problema, dunque, non è da ricercare nelle urla dei componenti di minoranza che reclamavano a gran voce il rispetto delle regole, urla che ci riconsegnano immagini penose, ma nella sorda supponenza di chi, con meschina arroganza, ha ritenuto di poter voltare le spalle alle più elementari norme della democrazia per garantire i propri interessi, ovvero il compimento di un piano già stabilito altrove. Chiamarlo democratico, il partito di De Blasio, davvero non si può.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…