mario draghi ursula von der leyen

È SCATTATA LA RESISTENZA DEI FALCHI AL PIANO DRAGHI – DALLA GERMANIA ALL'OLANDA, I PAESI FRUGALI DICONO "NO" AGLI EUROBOND PER FINANZIARE IL “PIANO MARSHALL” DI SUPERMARIO: "NON RISOLVONO LE CRITICITÀ DELL'UNIONE, LE IMPRESE HANNO GIÀ I FONDI, MA SONO BLOCCATI DALLA BUROCRAZIA” – L'EX NUMERO UNO DELLA BCE STUDIA IL COMPROMESSO: OBBLIGAZIONI COMUNI MA IN CAMBIO I PAESI DEL SUD RIDURRANNO IL DEBITO – GENTILONI: “MI AUGURO CHE IL RAPPORTO NON FINISCA IN UN CASSETTO”

1. I FALCHI BOCCIANO UN NUOVO RECOVERY "IL PROBLEMA È LA BUROCRAZIA, NON I SOLDI"

Alessandro Barbera e Marco Bresolin per "La Stampa"

 

MARIO DRAGHI - RAPPORTO COMPETITIVITA UE

Che il tempo del debito buono fosse passato, lo si era intuito durante la campagna elettorale per le Europee. Nonostante questo Mario Draghi non ha voluto smentire sé stesso, confermando il concetto espresso nella prima anticipazione del suo piano: se l'Europa non aumenta la mole di investimenti pubblici, non ha speranze di recuperare lo scarto di crescita e produttività con Stati Uniti e Cina.

 

Ottocento miliardi vale il Recovery Plan lanciato durante la pandemia, ottocento miliardi è la cifra indicata dall'ex premier perché l'Europa non rischi l'estinzione. A certe latitudini - sempre le stesse - il grido di allarme non è passato. Il più schietto ed esplicito è come sempre il ministro delle Finanze tedesco, il liberale Christian Lindner: «Il prestito congiunto dell'Unione non risolverà alcun problema strutturale: alle imprese non mancano le sovvenzioni. Sono incatenate dalla burocrazia e da un'economia pianificata. Ed hanno difficoltà ad accedere al capitale privato. Dobbiamo lavorare su questo».

 

MARIO DRAGHI URSULA VON DER LEYEN - RAPPORTO COMPETITIVITA UE

Ursula von der Leyen, in piedi a fianco di Draghi durante la conferenza stampa a Bruxelles, dice la stessa cosa, solo in modo più diplomatico: «Prima c'è la definizione di priorità e progetti comuni, poi ci sono due strade possibili: l'aumento dei contributi nazionali al bilancio europeo oppure nuove risorse proprie», ovvero nuove tasse comuni.

 

[…]  

 

In Germania contrarre debito sui mercati è un problema anzitutto per i tedeschi, prova ne sono le difficoltà di questi mesi del governo Scholz di aumentare gli investimenti pubblici nonostante i ritardi infrastrutturali del Paese, nei trasporti e nelle reti a banda larga. Alle nostre latitudini la storia è diversa, e lo testimonia il silenzio di ieri della premier e dei suoi due vice.

COPERTINA Rapporto sulla competitività DI MARIO DRAGHI

 

Da Palazzo Chigi non filtra alcun commento, se non il rimando ad alcune battute di Meloni durante il dibattito dello scorso week-end a Cernobbio, in linea con il piano Draghi: più difesa comune, meno burocrazia, se necessario più protezionismo. […]

 

Ecco il compromesso al quale pensa l'ex numero uno della Bce: i Paesi frugali del Nord accettano di emettere nuovo debito congiunto e in cambio quelli indebitati del Sud si impegnano a ridurre il loro debito a livello nazionale.

 

Per convincere i Paesi che più si oppongono a un'ulteriore integrazione, Draghi rilancia anche l'idea dell'Europa a due velocità. Se ne parla da anni, ma di fronte al crescere del divario fra Europa, Stati Uniti e l'ipotesi potrebbe trovare concretezza[…]

 

L'alternativa è l'agonia. Quel che tutti pensano lo dice apertamente il commissario all'Economia Paolo Gentiloni: «Mi auguro che il rapporto Draghi, come è successo tante volte, non finisca in un cassetto. Tutti ne parlano bene per qualche giorno e poi finisce lì».

 

2. VON DER LEYEN PREPARA IL CAMPO PER EVITARE I VETI I DUBBI DEI TEDESCHI

Estratto dell’articolo di Francesca Basso per il “Corriere della Sera”

 

MARIO DRAGHI - RAPPORTO COMPETITIVITA UE

[…] Non è un mistero che per i Paesi Frugali, Germania e Olanda in testa, ma anche Austria, Svezia e Danimarca, gli eurobond restino un tabu. Si spiega così la cautela della presidente von der Leyen su questo punto.

 

Ma il lavoro di Draghi va oltre gli eurobond: si tratta di una «visione», di una strategia industriale per rilanciare la competitività europea in dieci settori, analizzata in 327 pagine. Alcuni punti sono già stati assorbiti dalla presidente della Commissione nel suo discorso programmatico di luglio davanti al Parlamento europeo, quando ha chiesto il voto per la riconferma.

 

MARIO DRAGHI OLAF SCHOLZ URSULA VON DER LEYEN METTE FREDERIKSEN

Von der Leyen ha promesso una semplificazione burocratica con un commissario dedicato, investimenti in difesa e un commissario ad hoc, un’industria decarbonizzata ma competitiva, l’impegno a creare le condizioni per sviluppare le competenze digitali, investimenti in innovazione e riduzione delle dipendenze nelle materie critiche. Non è ancora chiaro quanto potranno cambiare le regole della concorrenza, che per Draghi devono essere attualizzate allo scenario globale.

 

[…]  Von der Leyen ha anche detto che i contenuti del rapporto si rifletteranno nelle lettere di missione dei commissari designati, ovvero le lettere che indicano il compito che dovranno svolgere. A seconda del portafoglio sono poi assegnati alle commissioni parlamentari competenti per le audizioni. La presidente dei socialisti Iratxe García Pérez ha detto che saranno chiesti «gli impegni indicati da Draghi» durante le audizioni.

 

MARIO DRAGHI URSULA VON DER LEYEN - RAPPORTO COMPETITIVITA UE

[…]  Il presidente del gruppo Weber ha ringraziato Draghi per il lavoro svolto e ha concordato che «il momento di agire è adesso, con pragmatismo e fermezza». Ma sul debito comune anche la Cdu, che si prepara a vincere le elezioni nazionali tedesche nel 2025, è contraria. Eppure anche in Germania ci sono punti di vista differenti. Il ministro dell’Economia e della Protezione del Clima, il verde Robert Habeck, ha detto che il rapporto «è una sveglia per l’Europa» e che serve «la mobilizzazione di investimenti pubblici e privati».

 

Il timore, dunque, è che la parte più coraggiosa del rapporto non veda un seguito per l’opposizione dei Paesi Ue, che sono parte determinante nel procedimento decisionale. «Mi auguro che il rapporto non finisca in un cassetto», ha commentato il commissario all’Economia Gentiloni, sottolineando che avere 7-800 miliardi di finanziamento «è difficile da realizzare, però se non abbiamo questa ambizione penso che rischiamo parecchio».

 

MARIO DRAGHI OLAF SCHOLZ

 Un altro punto delicato riguarda le riforme istituzionali e il metodo decisionale, specie il superamento del voto all’unanimità su alcuni temi così come l’idea di procedere con la cooperazione rafforzata tra i Paesi Ue più «volenterosi» o trattati intergovernativi. La sfida per la Commissione non sarà semplice. L’attuazione delle misure contenute nel rapporto Draghi contribuirà a dare la misura del successo politico del secondo mandato di von der Leyen.

MARIO DRAGHI URSULA VON DER LEYEN - RAPPORTO COMPETITIVITA UE

Ultimi Dagoreport

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO