giuseppe conte

LA FASE 3 DI CONTE: INTERVISTE A GIORNALI UNIFICATI - VISTO CHE NESSUNO SI È ACCORTO CHE IERI È RIAPPARSO IN TV, IL PREMIER OGGI OCCUPA MILITARMENTE I QUOTIDIANI CON IL PIANO CHE PRESENTERÀ DOMANI: ''UNA RETE NAZIONALE UNICA IN FIBRA OTTICA, PAGAMENTI DIGITALI E CASHLESS, IMPRESA 4.0 PLUS PER LA DIGITALIZZAZIONE DELLE IMPRESE, UN DECRETO DI SEMPLIFICAZIONE PER GLI APPALTI. ALTA VELOCITÀ AL SUD, OLTRE A COLLEGARE ROMA CON GENOVA, PESCARA ED ANCONA''

 

1. «ECCO IL PIANO PER RIPARTIRE FARE IL MIO PARTITO? SAREBBE FOLLE DEDICARE A QUESTI PENSIERI ANCHE UNA SOLA CALORIA»

Marco Galluzzo per il ''Corriere della Sera''

 

Il Piano è ancora segreto ed ancora un work in progress. «Prima deve essere presentato alle parti sociali e alle imprese», dice Giuseppe Conte, incontrando i giornalisti a Palazzo Chigi, alla vigilia degli Stati generali dell'economia. Però alcune decine di pagine, divise per settori e ministeri di competenza le ha già in mano, e alcune cose le può già anticipare:

 

gualtieri conte patuanelli

«Lavoriamo ad una rete nazionale unica in fibra ottica, a promuovere in modo forte i pagamenti digitali e varare un piano cashless, vareremo una nuova versione di Impresa 4.0, si chiamerà Impresa 4.0 plus e avrà incentivi consistenti per una spinta ulteriore alla digitalizzazione delle imprese, per quelle che investono in robotica e adottano anche l'intelligenza artificiale, introdurremmo un decreto di semplificazione per gli appalti che porterà l'autorizzazione ambientale dai 5 anni attuali alle 5 settimane. Porteremo l'Alta Velocità al Sud, oltre a collegare Roma con Genova, Pescara ed Ancona».

 

Insomma molta carne al fuoco, molti progetti che per settembre dovranno essere trasmessi a Bruxelles, c'è persino la previsione di «un miliardo di euro per un milione di alberi», e tante altre piccole o grandi cose, ma nella sua completezza il piano che si va formando sarà pubblico solo quando sarà discusso con le parti sociali. E ovviamente non tutto finirà sul tavolo di Bruxelles, «molti progetti sono già finanziati con soldi nostri, sulle infrastrutture abbiamo oltre 100 miliardi di euro che ancora non abbiamo speso».

 

LA CONFERENZA STAMPA DI GIUSEPPE CONTE

Conte spera che il centrodestra, che ha detto di no sulla partecipazione al confronto sul Piano di rilancio, «ci ripensi, confido di poter recuperare un confronto, magari li inviterò di nuovo alle fine del confronto con le parti sociali». Mentre ha voglia di sottolineare lo spirito degli incontri che si apriranno a Villa Doria Pamphilj: «Abbiamo il dovere di programmare un rilancio del Paese, stiamo lavorando per le misure più immediate, ma dobbiamo recuperare una visione strategica, con specifici progetti di investimenti che chiederemo all'Europa di finanziare.

 

Il nostro Recovery plan lo presenteremo a settembre, ma già oggi stiamo lavorando un piano di rilancio più ampio che sarà condiviso da tutti i ministri e da tutte le forze di maggioranza e che presenteremo alle forze produttive e sociali che da sabato incontreremo. Un appuntamento che non sarà una sfilata, una kermesse, ma sarà un confronto nel merito per arrivare a uno sforzo collettivo di condivisione che servirà anche ai governi successivi.

 

Un piano che avrà una forza incredibile, che sarà più ampio di quello che presenteremo alla Ue e che certamente farà suoi tanti spunti contenuti nelle proposte della task force di Colao, che ha fatto un grandissimo lavoro».

 

Si discute anche dei 37 miliardi del Mes, disponibili a tassi negativi e utilizzabili per le spese sanitarie dirette e indirette, su cui non tutto il Movimento 5stelle è d'accordo: «Quando avremo fatto tutte le valutazioni necessarie, nello spirito che accompagna ogni buon padre di famiglia che va in banca a chiedere dei soldi, prenderemo una decisione, probabilmente a luglio, anche considerando il fabbisogno di finanza pubblica, che per allora avremo più chiaro. In ogni caso sarà il Parlamento ad avere l'ultima parola».

Gualtieri Conte

 

Conte ci tiene anche a spazzare via le voci sulla costruzione di un suo partito personale: «Sono qui non per interessi personali, per favorire qualcuno o degli amici, ma solo per spirito di servizio, è un incarico gravoso, ma sarebbe folle da parte mia dedicare anche una sola caloria a questi pensieri». Aggiunge di non temere di essere indagato dai magistrati che lo ascolteranno oggi, sulla decisione di non aver chiuso i comuni di Alzano Lombardo e Nembro: «Perché ho agito in scienza e coscienza, perché mi sono subito messo a disposizione e sono assolutamente sereno». Ed è convinto di avere allora preso le decisioni giuste: «Rifarei quello ho fatto, senza alcun dubbio».

 

 

 

2. «GRANDI OPERE, L'OK IN CINQUE SETTIMANE VALUTEREMO IL MES»

Marco Conti per “il Messaggero”

 

Quattro fogli formato A3. Una sorta di business plan, diviso per capitoli, compongono il documento di base con il quale Giuseppe Conte lunedì incontrerà sindacati, imprese e associazioni di categoria. Il presidente del Consiglio ne custodisce gelosa copia, ma lo racconta ad un gruppo di giornalisti che accoglie a palazzo Chigi tra la riunione con la delegazione del Pd e il Consiglio dei ministri. Alla vigilia dell'audizione con la pm di Bergamo sulla questione della gestione dell'epidemia in Val Seriana, Conte si dice «tranquillissimo» e, non pentito di nulla di ciò che ha fatto anche in Val Seriana e nel resto del Paese, lavora per quella sorta di seminario di studi pomposamente definiti Stati generali, che si terranno da lunedì a villa Pamphilj.

l'ennesima conferenza stampa di conte by osho

 

Salvini, Meloni e Berlusconi non ci andranno ma ritiene possibile che possano «ricredersi» e magari incontrarli alla fine della settimana di incontri. Dopo due anni a palazzo Chigi, Conte sembra aver appreso bene i tempi della politica. Ed è forse per questo che considera «folle» spendere «in questo momento» la benché minima energia per costituire un partito tutto suo.

 

Presidente, altre riunioni, stavolta in trasferta, a villa Pamphilj. Non la preoccupano le critiche?

«Questi incontri sono stati pensati perché abbiamo l'onere di lavorare per il rilancio del Paese recuperando una visione strategica. Abbiamo già adottato alcune misure e ci stiamo ora ponendo il problema di mettere in campo altre risorse. Questa crisi inaspettata ha creato tanta sofferenza, ci ha schiacciato, ma abbiamo il dovere di tramutarla in opportunità».

 

Come?

«E' l'occasione per programmare un rilancio del Paese, con interventi che avranno un impatto consistente anche sotto il profilo finanziario. Siamo un Paese che sta dimostrando all'Europa piena consapevolezza e ci siamo messi all'opera per stilare un piano di rilancio programmando un'azione di governo con specifici progetti di investimento che chiederemo all'Europa di finanziare».

 

Entro quando pensa di presentare questo piano?

«Il nostro Recovery plan lo presenteremo a settembre. I finanziamenti europei richiederanno un cronoprogramma molto articolato e non possiamo ridurci all'ultimo rischiando di perdere quei soldi».

 

Lo presenterà agli Stati generali?

«Abbiamo lavorato a questo piano con tutti i ministri, con i capigruppo di maggioranza, lo raffineremo ancora in modo da essere pronti per presentarlo alle forze produttive e alle forze sociali che andremo ad incontrare. Non sarà quindi una sfilata. Il Paese non ci consente kermesse o vernissage».

 

conte ursula

Quindi il Piano di ricostruzione è ancora da definire?

«Questo governo ha molti meriti nell'aver convinto l'Europa ad intervenire in una situazione straordinaria, ma è anche vero che non considero questa dotazione finanziaria che arriverà dall'Europa come un tesoretto che il governo spenderà a proprio piacimento. Dobbiamo spendere queste risorse nel quadro di uno sforzo collettivo ed è la ragione per cui abbiano deciso di ascoltare tutto il Paese. Dopo questo confronto ci ritroveremo con i ministri e faremo una nuova sintesi».

 

Quindi ci sarà un programma di azione del governo ampio dal quale poi si trae il piano da presentare all'Europa per accedere ai fondi?

«Sì, c'è un piano più ampio perché alcune misure non richiedono finanziamenti, oppure si tratta di interventi già finanziati e che non richiedono nuove coperture».

 

Quanti sono i miliardi in infrastrutture non spesi?

«Abbiamo stanziati circa 120 miliardi già a disposizione, spendibili in più anni».

 

Ci sono delle opere nuove che pensate di realizzare?

«Alcune le ho già dette. La tratta ferroviaria Roma-Pescara, la Roma-Ancona. Il completamento dell'Alta Velocità Genova-Roma, Milano-Venezia, l'estensione in Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia dove va potenziata la rete interna. Occorre realizzare ciò che è stato già programmato».

 

E il Ponte sullo Stretto?

«E' una questione che si porrà se e quando avremo completato le infrastrutture in Sicilia. Solo allora si porrà il problema se, di fronte ad una rete adeguata, consentire di risolvere il problema dell'ultimo miglio».

 

Ma lei è favorevole?

«Io sono favorevole a tutto ciò che corrisponde ad una razionalità che fa bene al Paese. Pensare oggi al ponte sullo Stretto è una fuga in avanti. Domani potrebbe risultare una necessità».

 

ponte sullo stretto

Sulla riforma fiscale?

«Stiamo ancora lavorando con il ministro Gualtieri».

 

Per le imprese?

«Prepareremo un pacchetto ancor più sofisticato di interventi che chiameremo impresa 4.0 plus per quelle imprese che si predisporranno ad una forte digitalizzazione, intelligenza artificiale, blockchain».

 

Come pensa di sbloccare gli investimento?

«Il vero intervento è avere una via che, anziché in cinque anni, sia in cinque settimane. Un percorso autorizzativo che si svolga in settimane. Questo è molto più importante che raddoppiare investimenti con soldi che poi non riusciamo a spendere».

 

Per semplificare si cambia il codice degli appalti?

«Non abbiamo tempo per farlo. Abbiamo il tempo per far approvare alcune norme chiave che ci consentano di far partire alcune opere entro l'estate. Si tratta di muoversi con norme per intervenire sulle gare su base temporanea in corrispondenza di questa emergenza. Poi affronteremo una riforma in maniera organica del codice».

 

Lei parla di coesione, di parti sociali, ma l'opposizione le ha detto no

«Ha rifiutato l'invito che ho rivolto. Voglio precisare che era un invito di riguardo. Non li ho invitati come una qualsiasi associazione di categoria o sindacale. Avrei dedicato loro un intero pomeriggio e prima dell'inizio dei lavori. Non li avevo inseriti nel programma di incontri, ma mi è stato detto che la sede non va bene, anche se è una sede istituzionale e di alta rappresentanza. Confido di poter recuperare con loro, magari all'esito degli incontri».

 

Chiederemo un anticipo dei fondi europei?

GIUSEPPE CONTE ANGELA MERKEL

«Ci stiamo lavorando. Lo abbiamo chiesto, così come altri paesi. Vediamo anche se si tratta di fondi che vengono erogati per fasi di avanzamento e quindi servono i progetti».

 

Si può immaginare che insieme al Recovery fund si prenderà in considerazione anche il Mes?

«Possiamo pensare che si potrà valutare in Parlamento se convenga o meno attivare altri strumenti come il Mes».

 

Qual è il suo dubbio sulla convenienza, visto che i tassi sono inferiori. E' un problema reputazionale?

«Ci sarà un momento in cui analizzeremo in dettaglio tutte le condizioni del Mes, i tempi di restituzione, e lo faremo anche quando saranno più chiare le esigenze di finanza pubblica. Lo faremo ragionevolmente a luglio. Regola del buon padre di famiglia è di informarsi».

 

Il piano Colao?

«Ha fatto una ricognizione incredibile. Certo, non spettava a loro mettere i numeri».

 

Quando risolverete la questione Autostrade?

«Abbiamo sintonizzato le posizione tra tutte le forze politiche e a breve, forse già la prossima settimana, comunicheremo la nostra decisione».

 

A quando il suo partito?

«Sono qui a palazzo Chigi non per interessi personali o per coltivare un mio partito o favorire i miei amici. Sono qui per svolgere un servizio e questo incarico ha assunto un rilievo ancor più gravoso per questa emergenza che stiamo affrontando. Sarebbe folle da parte mia dedicare anche una sola energia a questi progetti».

giulio regeni 1

 

Sull'omicidio Regeni e la vicenda delle navi all'Egitto?

«Ne parlerò in Parlamento molto presto. Voglio però dire che sempre e comunque, anche nell'ultima telefonata (con Al Sisi ndr) ho messo ciò che è accaduto al giovane Regeni al centro, e lo faremo sempre».

 

Lei oggi dovrà essere sentito come persona informata sui fatti sulla zona rossa nella bergamasca. Teme di uscire dall'audizione come indagato?

«Non temo affatto questo, penso di aver agito con scienza e coscienza. Informerò i pm di tutte le circostanze di mia conoscenza».

 

Tornando indietro la farebbe la zona rossa?

«No perché, ripeto, ho agito in scienza e coscienza».

 

Ultimi Dagoreport

arianna meloni boccia sangiuliano

DAGOREPORT - IL PROCESSO BOCCIA-SANGIULIANO POTREBBE RISERVARE QUALCHE BRUTTA SORPRESA PER L'ARMATA BRANCA-MELONI: SISTER ARIANNA DOVRÀ RISPONDERE SOTTO GIURAMENTO, COME ‘’PERSONA INFORMATA SUI FATTI’’, NON SOLO ALLE DOMANDE DEI MAGISTRATI MA ANCHE A QUELLE DELLA DIFESA DELLA VISPA POMPEIANA. E BASTA UNA PANZANA E SI FINISCE INDAGATI – L’INCHIESTA DI “REPORT” DEL 2024: ''QUAL È STATO IL RUOLO DELLA CAPA DELLA SEGRETERIA POLITICA DI FDI NELLA MANCATA NOMINA DELLA BOCCIA A CONSULENTE DEL MINISTRO DELLA CULTURA?'' – L’AVVOCATO DI GENNARINO, SICA, AMMISE: "ARIANNA AVEVA SOLO AVVERTITO MOLTO PRIMA SANGIULIANO DI STARE ATTENTO PERCHÉ C’ERANO DELLE VOCI CHE GIRAVANO SU QUESTA PERSONA... E AVEVA RAGIONE. LUI ERA PRESO DALLA RELAZIONE" – PIZZICATA IN VIA DELLA SCROFA, LA SORELLA DELLA DUCETTA LA BUTTO' IN CACIARA: “MA LEI DICE DAVVERO CHE AGLI ITALIANI INTERESSA QUESTO?” – GRAN FINALE COL BOTTO DI “REPORT”: “DA QUELLO CHE CI RISULTA, ARIANNA AVREBBE INCONTRATO SANGIULIANO IL 29 LUGLIO PER AVVISARLO DELLE PERPLESSITÀ SULLA NOMINA DELLA BOCCIA. MA IL MINISTRO AVREBBE TENUTO IL PUNTO PERCHÉ LA SORELLA DELLA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SAREBBE IN CREDITO CON LUI, DOPO LA NOMINA DI FABIO TAGLIAFERRI ALLA PRESIDENZA DI ALES, SOCIETÀ IN HOUSE DEL MINISTERO DELLA CULTURA…” - VIDEO

papa francesco fazzini tornielli

DAGOREPORT - LA CASA EDITRICE DELLA SANTA SEDE ANNUNCIA IN POMPA MAGNA CHE, A NOVEMBRE, USCIRA' "IL DIARIO PERSONALE DI PAPA FRANCESCO", LIBRO CURATO DAL CARDINALE ARGENTINO VICTOR MANUEL FERNANDEZ - DIETRO QUESTA OPERAZIONE, CHE HA IL SAPORE DI UN NUOVO “VATILEAKS” CON PARVENZA ISTITUZIONALE, CI SONO ANDREA TORNIELLI, DIRETTORE EDITORIALE DEL DICASTERO DELLA COMUNICAZIONE VATICANA, E LORENZO FAZZINI, RESPONSABILE DELLA CASA EDITRICE - PROPRIO FAZZINI HA RACCONTATO CHE IL CARDINALE FERNANDEZ AVEVA RICEVUTO DA FRANCESCO UNO SCATOLONE PIENO DI SUE VECCHIE AGENDE. PECCATO CHE IL PONTEFICE ARGENTINO NON TENESSE DIARI PERSONALI E DISTRUGGEVA TUTTA LA CORRISPONDENZA E LA DOCUMENTAZIONE IN ARRIVO, UNA VOLTA EVASA - ALLORA PERCHÉ IL LIBRO È STATO INTITOLATO "IL DIARIO PERSONALE", SE BERGOGLIO UN DIARIO NON LO AVEVA E MANCO LO VOLEVA? IL TUTTO PUZZA DI BIECA OPERAZIONE COMMERCIALE...

leonardo lorenzo mariani francesco macri'

DAGOREPORT – DIN-DON! SAREBBE GIÀ FINITA LA LUNA DI MIELE FRA IL PRESIDENTE DI LEONARDO, FRANCESCO MACRÍ, E L’AMMINISTRATORE DELEGATO LORENZO MARIANI – IL MOTIVO DELLA DISCORDIA TRA MACRÌ, SOLDATO ARETINO DI FDI IN QUOTA DONZELLI, INDICATO DA LOLLOBRIGIDA-CROSETTO, E MARIANI, SOSTENUTO DA FAZZOLARI, ALLA FINE È SEMPRE LO STESSO: IL POTERE DELLE DELEGHE - MARIANI NE DIEDE A MACRÌ UNA LUNGHISSIMA LISTA (RAPPORTI ISTITUZIONALI, LE FONDAZIONI, LA SOSTENIBILITÀ, LA SICUREZZA, LE FILIERE, ETC. ETC.), MA TUTTE GESTITE “CONGIUNTAMENTE CON IL CEO” - E MARIANI, A QUANTO PARE, NON GLI FA TOCCARE PALLA…

silvio berlusconi mediaset bettino craxi televisione ceccarelli

DAGOREPORT - 1980, NON LO VIDERO PROPRIO ARRIVARE IL TELE-BERLUSCONISMO... NÉ DA DESTRA NÉ DA SINISTRA - EPPURE, GIÀ NEL 1977 L’ASSESSORE PCI ALLA CULTURA DI ROMA, RENATO NICOLINI, AVEVA AVVERTITO UN REPENTINO MUTAMENTO DELLO SPIRITO DEI TEMPO, LANCIANDO L’ESTATE ROMANA E LA ‘’CULTURA DELL’EFFIMERO’’ - ALL’AVVENTO DELLA TV COMMERCIALE, DC E PC FECERO SPALLUCCE, SPREZZANTI, DIMENTICANDO CHE LA SOCIETÀ CAMBIA NON PER RIVOLUZIONI, IDEOLOGIE, RELIGIONI, ETC.; CAMBIA OGNI VOLTA CHE I MEZZI DI COMUNICAZIONE CAMBIANO - LA NASCITA DEL BISCIONE RIDEFINÌ LE ASPETTATIVE E LE DINAMICHE DI VITA DELLA CULTURA DI MASSA DEGLI ANNI ’80: AL DIAVOLO IL CONCETTO NOVECENTESCO DI PROFONDITÀ, VIVA LA SUPERFICIE COME MASSIMO DELLA PROFONDITÀ - UN CAMBIO DI FORMAT CHE L’EX PALAZZINARO DI MILANO 2 COLSE AL VOLO, MANDANDO IN ONDA UN PALINSESTO A IDEOLOGIA ZERO CHE PREFERIVA L’IMMAGINARIO ALLA RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTÀ - SE PCI E DC CONTINUARONO IMPERTERRITI A DEMONIZZARE IL BISCIONE, IL PSI DI BETTINO CRAXI COLSE AL VOLO L’OCCASIONE DI SMARCARSI DALLA TENAGLIA DEI “DUE CHIESE”, SUPPORTANDO SILVIONE - (UN SAGGIO DI FILIPPO CECCARELLI SU COME IL CAVALIERE CREO' IL SUO IMPERO MEDIATICO)

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...