viktor orban matteo salvini giorgia meloni

FRATELLI DI ORBAN! OK DELL’EUROPARLAMENTO AL RAPPORTO DI CONDANNA DELL’UNGHERIA: “NON È PIÙ UNA DEMOCRAZIA”. FRATELLI D’ITALIA E LEGA IN DIFESA DI ORBAN HANNO VOTATO CONTRO L’APPROVAZIONE DEL DOCUMENTO - SECONDO IL RAPPORTO DELL’EUROPARLAMENTO, IN UNGHERIA È EMERSO “UN REGIME IBRIDO DI AUTOCRAZIA ELETTORALE” CHE VIENE CONSIDERATO “UNA MINACCIA SISTEMICA” AI VALORI FONDANTI DELL’UE

Da open.online

 

VIKTOR ORBAN MATTEO SALVINI

Il Parlamento Europeo ha votato un rapporto di condanna all’Ungheria, in cui il Paese guidato da Viktor Orbàn viene definito una «minaccia sistemica» ai valori fondanti dell’Ue. Il documento è stato approvato a larga maggioranza, con 433 deputati a favore e 123 contrari.

 

Tra questi ultimi ci sono anche Ecr e Id, che raggruppano gli europarlamentari di Lega e Fratelli d’Italia che si sono opposti in blocco all’approvazione del rapporto. Il documento approvato oggi dal Parlamento Europeo ha un valore più simbolico che pratico. Il rapporto, infatti, non prevede nessuna misura da attuare, ma lancia un chiaro segnale al Consiglio e alla Commissione Europea. «La mancanza di un’azione decisiva da parte dell’Ue – si legge nella relazione – ha contribuito all’emergere di un regime ibrido di autocrazia elettorale, ovvero un sistema costituzionale in cui si svolgono le elezioni ma manca il rispetto di norme e standard democratici».

VIKTOR ORBAN GIORGIA MELONI

 

 

 

Già nel 2018, il Parlamento aveva adottato una relazione per attivare l’articolo 7 del Trattato sull’Unione Europea, che certifica l’esistenza di un rischio di grave violazione dei valori europei in Ungheria. Il rapporto di oggi, dunque, non ha fatto altro che ribadire ciò che il parlamento europeo sostiene da tempo. «L’Ungheria non è più una democrazia», taglia corto la relatrice Gwendoline Delbos-Corfield (Verdi/Ale). Nel frattempo, il governo di Orbàn ha annunciato che lunedì presenterà al Parlamento un pacchetto di riforme considerate necessarie per convincere Bruxelles a sbloccare i fondi europei, attualmente congelati per il meccanismo di condizionalità sullo stato di diritto.

 

 

 

viktor orban incontra matteo salvini a roma

Le ripercussioni sulla campagna elettorale

Il voto contrario di Lega e Fratelli d’Italia alla risoluzione di condanna all’Ungheria è destinato ad avere riflessi anche sulla campagna elettorale italiana. Negli ultimi mesi, infatti, il Movimento 5 Stelle e la coalizione di centrosinistra ha attaccato a più riprese i leader di centrodestra per i loro rapporti con il governo ungherese. «Ogni volta che c’è da difendere la democrazia in Europa, i partiti di Giorgia Meloni e di Matteo Salvini si schierano dalla parte opposta, quella dei regimi illiberali», ha commentato Laura Ferrara, europarlamentare dei 5 stelle. Secondo Ferrara, votando contro la risoluzione di condanna del governo di Orban, «Fratelli d’Italia e Lega si sono schierati contro l’Europa».

giorgia meloni e viktor orbanGIORGIA MELONI VIKTOR ORBANgiorgia meloni con viktor orbanGIORGIA MELONI VIKTOR ORBANviktor orban incontra matteo salvini a roma

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)