UNO, GIANNINO E CENTOMILA - OSCAR (DA BAGNO) SI ERA INVENTATO LAUREE E MASTER “PER UN COMPLESSO DI INFERIORITÀ”. NIENTE PAURA: IL SIMPATICO FANTASISTA DOPO 6 MESI HA RIPRESO TUTTI I SUOI LAVORI

Giancarlo Perna per "Libero Quotidiano"

 

OSCAR GIANNINO AD ATREJU OSCAR GIANNINO AD ATREJU

«Perché perdi tempo con me che non conto nulla?», dice Oscar Giannino che, per precauzione, si cosparge in anticipo il capo di cenere. È nel suo ufficietto milanese dell’Istituto Bruno Leoni, il think-tank liberista che ha continuato a dargli fiducia nonostante l’incresciosa vicenda dei titoli di studio inventati. La stanzina, tipo piccionaia, è una muraglia di libri e carte.

 

Oscar Giannino Silvia Enrico Fare futuro infophoto Oscar Giannino Silvia Enrico Fare futuro infophoto

Su un versante sto io, dall’altro la testa di Oscar che, essendo il suo busto nascosto dalla pila di scartoffie sullo scrittoio, sembra un viso che galleggia per aria. Ha un aspetto meno bizzarro del personaggio che un tempo imperversava in tv. Ha la solita barbetta, il cranio lucido e pantaloni rossi. Ma è senza il bastone che nei talk show roteava minaccioso quando gli saltava la mosca al naso.

OSCAR GIANNINO SBRAITA SUL PALCOOSCAR GIANNINO SBRAITA SUL PALCO

 

«Sto meglio di salute e l’appoggio non mi serve più», spiega, con voce dolce e contrita. Il cinquantatreenne Giannino è il valente giornalista economico che i lettori di Libero conoscono meglio di chiunque essendo stato (2007-2009) direttore del supplemento finanziario LiberoMercato. Si è fatto le ossa nel Pri al fianco dei due La Malfa e calibri così. Entrò nel partito nel 1975, a 13 anni, e l’ha lasciato nel 1994.

OSCAR GIANNINO IL LAUREATO - ACCELERARE IL DECLINOOSCAR GIANNINO IL LAUREATO - ACCELERARE IL DECLINO

 

Da allora ha fatto il giornalista. Ha avuto successo e conquistato fan. Soprattutto al Nord Italia, intere folle restavano appese alle sue torrenziali prediche economico-liberiste, a colpi di «Stato ladro», «somari», «sciocchi», «ergo», «soberrimo». Quando Oscar capì che gli aficionados si aggiravano sul milione, fondò un movimento, Fare per fermare il declino, per gareggiare alle politiche 2013. Vi aderirono imprenditori, professionisti e delusi vari.

 

OSCAR GIANNINO OSCAR GIANNINO

Fiori all’occhiello erano due economisti, pieni di sé ma di grido: Nicola Zingales e Michele Boldrin, docenti in Usa. Giannino fu candidato premier. Il patatrac accadde la settimana prima delle elezioni con la rivelazione che Oscar, il quale da anni si vantava di avere preso un master alla Chicago University, a Chicago non aveva nemmeno messo piede. A denunciare l’inghippo fu proprio l’amico Zingales, che in quella università insegna.

OSCAR GIANNINO COME DJANGO jpegOSCAR GIANNINO COME DJANGO jpeg

 

Sull’onda, emerse che neanche era laureato mentre diceva di esserlo in Legge ed Economia. Il terremoto espulse Fare dalla lizza elettorale e Oscar dal mondo dei rispettabili. «Smettila di fare il Cireneo» dico a Giannino che, dovendo ancora capire le mie intenzioni, gioca la carta del compunto. «È passato un anno e mezzo. Ti sarai fatto l’esame di coscienza». «Non ho fatto altro», dice con umiltà che stride con l’antico personaggio.

 

Comizio di Oscar Giannino Comizio di Oscar Giannino

Perché hai cominciato a raccontare favole su di te? «Un grave errore dovuto a un complesso di inferiorità che ho inconsciamente covato nel Pri. Era un mondo di élite, pieno di persone con titoli accademici a bizzeffe». E te li sei attribuiti a tua volta. «Finché ero ragazzo di bottega, no. Poi vennero i riconoscimenti per il mio lavoro. La gente cominciò a elogiarmi, ad appiopparmi titoli. Prima dottore, poi anche di più. Li ho accettati per vanità, poi ci ho messo del mio».

 

Comizio di Oscar Giannino Comizio di Oscar Giannino

Quando la bomba è scoppiata? «Sono rimasto di peste per la delusione che davo a centinaia di migliaia di persone e per la sofferenza di mia madre e mia moglie che non se lo aspettavano. Quanto a me, mi sono chiesto se avessi perso per sempre qualsiasi credibilità». Hai avuto insulti? «Tanti e non ho mai polemizzato. Ho detto: è giusto». Non ti fai sconti. «So che fino all’ultimo giorno della mia vita rischio che qualcuno mi dica: “Stai zitto buffone”». Ti sei sentito tradito da Zingales? «Capisco il suo punto di vista. Io, come candidato, ero molto esposto e lui, come docente della Chicago Uni, si è sentito chiamato direttamente in causa. Da allora, non ci siamo più sentiti».

OSCAR GIANNINO SBRAITA SUL PALCOOSCAR GIANNINO SBRAITA SUL PALCO

 

Perdesti tutte le collaborazioni giornalistiche. «All’inizio, sì. Né io mi sono più fatto vivo. Nel tempo, invece, molte più persone di quante immaginassi hanno continuato a darmi fiducia e stima. Oggi, ho ripreso tutti i lavori che avevo: Radio 24 (la radio del Sole 24 ore-Confindustria, ndr), il Messaggero e i giornali del gruppo Caltagirone, Panorama. E a farsi vivi, questo mi ha colpito, sono stati loro». Come liberista, avresti dovuto ripudiare i titoli di studio, invece che desiderarli. «È infatti un’aggravante. Come liberale non posso che dirmi contrario al valore legale dei titoli di studio. Argomento che oggi, per decenza, neanche tocco nei dibattiti».

Comizio di Oscar Giannino Comizio di Oscar Giannino

 

Risvolti positivi scaturiti dal guaio? «Tre. Prima di dire una cosa, ci penso due volte. So che, avendo nell’armadio lo scheletro della mia bugia, parto con un handicap e che gli altri hanno un vantaggio iniziale su di me. Mi sforzo continuamente di dare a chi mi è più vicino la certezza che, almeno nei valori di fondo, sono di una coerenza assoluta». Ti presenti come un dandy. «Per anni, non avendo una lira, mi sono accontentato di due giacche e due cravatte. Appena ho avuto due soldi, mi sono sbizzarrito. L’amore per stoffe, colori, abbinamenti, ce l’ho dentro».

zingaleszingales

 

A cosa ti ispiri? «Agli anglosassoni. Il formalismo italiano la dice lunga sulla nostra classe dirigente. Hanno armadi pieni di abiti uguali: dieci gessati, dieci vestiti scuri, ecc. Gli angloamericani, invece, con responsabilità finanziarie e imprenditoriali triple, sono pieni di fantasia: tight, bombette, papillon, ghette». Perché questa differenza? «I nostri si sentono credibili solo in veste da pompe funebri. Gli inglesi, più liberi, si prendono bonariamente in giro. Quando io vado in giro con gilet e cravatte di mia invenzione, gioco e mi diverto con me stesso».

 

Michele BoldrinMichele Boldrin

Ti consideri di centrodestra? «La destra mi ha deluso. Sono libertario-liberista. Lo Stato, per com’è in Italia, è una follia unica in Occidente. Un Fisco che, solo per aprire un contenzioso - solo per sederti a discutere - pretende che versi un terzo della sua pretesa erariale, è da spararsi». Perché nelle elezioni del 2013 ti sei presentato dichiaratamente contro Berlusconi liberale pure lui? «Pensavo, come penso, che il suo ciclo come leader in prima persona fosse finito. Essendoci, da quella parte, molti voti in libertà, voleva marcare la differenza tra noi e il Cav».

 

Monti e Letta non hanno fatto meglio di Berlusconi. «Monti ha fatto solo la riforma pensionistica. Poi si è sgonfiato. Letta è stato vischioso, lento e indeciso. Molto deludente». Renzi? «Distanza siderale tra annunci e ciò che fa». Un imbonitore? «Il suo obiettivo primario è gettare alle ortiche la vecchia identità post comunista del Pd per garantirgli stabilmente la maggioranza attuale del 40 per cento. Vent’anni di egemonia per sé e i suoi». E i problemi italiani? «Il resto viene dopo».

RENZI E LETTARENZI E LETTA

 

Uscire dall’euro? «L’uscita unilaterale non è prevista dai trattati. Se agiamo da soli, finiamo come l’Argentina. Però, anche andare avanti come adesso, non è pensabile». Fare come la Francia che ha alzato la voce? «La Francia da sola non va da nessuna parte. Meglio sarebbe stato che Italia-Francia si fossero accordate per una proposta congiunta e chiara, alla quale altri si potevano accodare. Sono necessarie posizioni esplicite, a viso aperto».

 

Ristrutturare il nostro enorme debito pubblico - 2.200 miliardi - ricontrattando i pagamenti? «Una follia. È l’uscita dal consorzio delle grandi Nazioni. Inoltre, poiché i tre quarti del debito è in mano alle famiglie italiane, toccherebbe a loro accollarselo. Ci impoveriremmo per generazioni».

mario monti enrico letta mario monti enrico letta

 

Torniamo a te. Vero che, dopo esserti sposato civilmente, vuoi ora farlo anche in chiesa? «Il progetto c’è. Da giovane, repubblicano e laico, sono stato fieramente ateo. Non la penso più come allora. Anche se non mi definirei un vero credente, mi ci avvicino». Ti vedremo un giorno in tv in abiti cardinalizi? «Non sono cose su cui posso scherzare. Ho uno zio, fratello di mia madre, monsignor Luigi Travaglino, che è un eminente personaggio della Segreteria di Stato vaticana». Vestito da penitente? «Mi sono già cosparso di cenere in questa intervista. Che vuoi di più?».

OSCAR GIANNINO E SILVIO BERLUSCONIOSCAR GIANNINO E SILVIO BERLUSCONI

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…