enrico letta giorgia meloni silvio berlusconi giuseppe conte matteo salvini

GOVERNO 2023: SIETE PRONTI A UN “COMPROMESSO STORICO” TRA PD E FRATELLI D’ITALIA? - DAGOREPORT! SFARINATO IL CENTRODESTRA, SPROFONDATO IL M5S, IL PD SI CHIEDE: CON CHI UNIRE LE FORZE PER DARE ALL'ITALIA UNO GOVERNO CHE APPAIA AFFIDABILE AGLI OCCHI DELL'EUROPA? L'UNICO PARTITO STRUTTURATO E ATLANTISTA E' QUELLO DI GIORGIA MELONI - GRIMALDELLO E’ IL CAMBIO DI LEGGE ELETTORALE: COL PROPORZIONALE OGNUNO VA PER LA SUA STRADA E SI PUO’ RAGIONARE SU UN ESECUTIVO LETTA-MELONI (SFANCULANDO I PUTINIANI SALVINI, CONTE E BERLUSCONI) - LA “DUCETTA”, CHE HA SEMPRE DETTO NO AL PROPORZIONALE, DAVANTI AI "VAFFA" DI SALVINI E BERLUSCONI, STA SERIAMENTE PENSANDO DI...

DAGOREPORT

 

letta meloni

Nei giorni in cui si celebra il centenario della nascita di Enrico Berlinguer - teorico di quel  “compromesso storico” tra Partito comunista e Democrazia cristiana stroncato sul nascere dalle Brigate Rosse con la strage di via Fani - nell’establishment italiano si ragiona su nuovi, futuri e ipotetici “compromessi”.

 

Lo sguardo è rivolto al febbraio 2023 quando, dopo le elezioni politiche, bisognerà acchittare un governo in uno scenario internazionale reso traballante dalla guerra in Ucraina (o dalle sue devastanti conseguenze energetico-alimentari-inflazionistiche) e chissà da quale nuova ondata pandemica.

Senza contare che il contesto politico-partitico, rispetto al voto del 2018, giace ormai in un'urna funeraria: il M5S, dal 32% è sprofondato al 10/12.

 

MELONI LETTA

Chi unirà le forze per dare all’Italia uno straccio governo, che appaia affidabile agli occhi dell'Europa del Pnrr e del nostro alleato e dante-causa americano? Perché una cosa è certa: dopo l’invasione russa all’Ucraina e gli avvertimenti inviati alla Cina su Taiwan da Biden, non ci potranno essere sbandamenti: gli Stati Uniti non vogliono a palazzo Chigi né uno svalvolone del Papeete con la maglietta di Putin né un avvocaticchio folgorato sulla via della seta. E allora, a chi affidiamo la patata bollente?

 

salvini putin conte

Far di conto è facile, basta soppesare i sondaggi riservati che fotografano il gradimento dei partiti. Del M5s precipitato al 10%, abbiamo detto; la Lega è in calo ma non a causa dell'alleanza di governo bensì a causa delle giravolte acchiappa-voti di Salvini (la cui leadership, alle prossime amministrative, è nel mirino del trio Zaia-Fedriga-Fontana), Forza Italia dilaniata dallo scontro da filo-salviniani (Ronzulli-Tajani) e centristi draghiani (Gelmini, Carfagna, Brunetta), chi resta in piedi?

Facile: il Pd di Enrico Letta e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

 

VLADIMIR PUTIN E SILVIO BERLUSCONI IN SARDEGNA NELL APRILE 2008

I due partiti godono di ottima salute: i dem s’attestano al 21,8% e Fdi è al 22,6%.

Sulla carta, le prime due forze del Paese.

 

Da tempo, inoltre, viene registrata la corrispondenza d’amorosi sensi tra Enrico Letta e Giorgia Meloni. I due si stimano, si confrontano e scontrano, presentano libri (l'ultinmo quello di Fabrizio Roncone) e dialogano spesso. Nonostante la distanza siderale che li separa, sia politicamente che di background (uno soldatino dell'establishment, l'altra capopopolo de' borgata), i due si piacciono.

 

giorgia meloni enrico letta atreju

Nel suo editoriale di ieri sul “Corriere della Sera”, Angelo Panebianco, ha iniziato a dare forma ai pensieri nascosti della “classe digerente”: “Ci fu un momento nella Firenze del tardo Duecento in cui il legato pontificio riuscì a costringere guelfi e ghibellini a governare insieme la città.

 

Un po' per celia e un po' sul serio ci si può chiedere se dalle parti della curia romana ci sarà qualcuno così autorevole da convincere i due partiti che saranno probabilmente più votati alle prossime elezioni, Pd e Fratelli d'Italia, a governare insieme”.

 

L’appello accorato si conclude con un invito alle nozze: “Dismettete entrambi, Pd e Fratelli d'Italia, le bandierine, fate un bel disarmo simmetrico e bilanciato, e cominciate sul serio a discutere su come rafforzare le istituzioni di governo”.

joe biden 4

 

Paolo Mieli, notando la nascita del Grande Centro putiniano (M5s, Lega, Forza Italia), si è chiesto cosa possa mai impedire che i fan del Cremlino possano condizionare il governo nella prossima legislatura. La risposta? Eccola: “A meno che, nel Parlamento rinnovato, non si costituisca un asse tra Fratelli d'Italia, il partito di Enrico Letta e quelli di Centro. Un asse - però - assai improbabile”.

 

putin berlusconi

Che l’idea circoli sottovoce nella stanze che contano, è confermato dal preoccupato editoriale pubblicato oggi su “Libero” a firma di Alessandro Sallusti che, dando fiato al Berlusconi-pensiero declinato in salsa salviniana, prova a "scoraggiare" l’operazione:

 

“La questione puzza di trappola lontano un miglio. E vero che in questi anni ne abbiamo viste di tutti i colori – dal governo giallo-verde a quello rosso-verde e infine l’attuale arcobaleno - ma a immaginare per il domani a un esecutivo rosso-nero giuro non ci ero arrivato. Saro prevenuto, ma quando la sinistra manda avanti i suoi pensatori a lusingare qualcuno di destra dalle autorevoli colonne del Corriere c’e da preoccuparsi”.

 

Nel Pd l’idea è in discussione da un po’. Le putinate di Salvini e i volteggi di Conte-zelig hanno spinto i dem a guardarsi intorno. Della serie: e noi, domani, con chi condividiamo il potere? Di giorno in giorno, ha preso corpo un ragionamento: e se il futuro accordo di governo lo facessimo con Fratelli d’Italia?. D’altronde, si ragiona al Nazareno, Giorgia Meloni è una leader saldamente al comando del suo partito, ha mostrato dall’opposizione una certa affidabilità (nel voto sull’invio di armi all’Ucraina, ad esempio) e non deve barcamenarsi tra correnti e malpancisti. 

giorgia meloni enrico letta foto di bacco (3)

 

Insomma, un partito strutturato al pari del Pd. Le vecchie diffidenze verso la “Ducetta” di una certa sinistra post-comunista sono gradualmente evaporate con le scissioni che hanno esfiltrato i comunisti dal Pd, i vari D’Alema, Bersani, Speranza. Chi ora pascola nel Pd, dopo aver ingurgitato l’alleanza di governo con i Cinquestelle per sostenere il Conte-bis, è pronto praticamente a tutto.

 

D'altronde, qualcosa è cambiato anche in Giorgia Meloni: si è “rinnovata”. Ha deposto il vecchio sovranismo anti-Ue (ora si parla di “patriottismo”), ha capito di essersi cotonata il cervello candidando al comune di Roma il tribuno radiofonico Michetti, ha mostrato di saper fare opposizione responsabile al governo Draghi, sta costruendo un suo profilo “di governo”, ha smussato gli angoli della propaganda più retriva e ha aperto dialoghi a più livelli (usando anche la manifestazione “Atreju” con via vai di ospiti, da Calenda a Cassese).

 

SALVINI MELONI BERLUSCONI

I teorici del “compromesso” Pd-Fdi guardano ai centristi di oggi e di domani (Calenda, Brunetta e cespugli futuribili) come pontieri per favorire un’intesa.

 

Ovviamente è uno scenario, ora, ai limiti del "wishful thinking". Un puzzle di questo tipo non si mette in piedi dalla sera alla mattina, sommando forze politiche così eterogenee. Né si puo’ costruire a tavolino prima del voto. Ma solo dopo, quando l'urgenza di insediare un governo e la frammentazione del quadro politico spingeranno a esplorare opzioni ora neanche immaginabili.

joe biden 3

 

Grimaldello indispensabile, per uno scenario siffatto, è il cambio di legge elettorale. Servirebbe una legge proporzionale, a cui però Giorgia Meloni, in nome dell'alleanza di centrodestra, si è sempre strenuamente opposta. Come si è opposta a qualunque ipotesi di governo con il Pd e la sinistra. Ma la coerenza in politica è una virtù solo finché non diventa un clamoroso boomerang. Per se stessi e per il Paese. 

 

La “Ducetta” ora è consapevole che il centrodestra non esiste più da un pezzo: Salvini la detesta e non le cederà mai il ruolo di leader della coalizione e pur di sopravanzarla, anche di un solo voto, sta spingendo per creare l'innaturale federazione con Forza Italia, sfruttando le ripetute confusioni mentali e l’opacità di analisi di Berlusconi, eterodiretto dall'"infermiera" Licia Ronzulli.

 

matteo salvini e giorgia meloni incontrano silvio berlusconi nella sua villa a roma 4

Il convinto “no” al proporzionale potrebbe essere un autogol per Giorgia Meloni: si condannerebbe a un'alleanza con Salvini e Berlusconi che non solo la vedono come una sosia burina di Rita Pavone ma hanno provato a metterle i bastoni tra le ruote in più occasioni (l’ultima è l’ostilità alla ricandidatura di Nello Musumeci a governatore della Sicilia, unico esponente apicale di FdI). 

 

A Bruxelles come reagirebbero a un “inciucione” Pd-Fratelli d’Italia? Per gli “addetti ai livori”, meglio di quanto si possa immaginare. Il vero spauracchio per l’Ue si chiamava Marine Le Pen insediata all'Eliseo, cocca a libro paga di Putin e in conflitto permanente con l’establishment europeo.

 

giorgia meloni enrico letta foto di bacco (2)

Giorgia Meloni è invece vista per quello che è: una leader popolare in ascesa, nel pieno di un riposizionamento “di governo”, che già ricopre un ruolo in Europa come leader dei Conservatori (dopo che la sua aspirazione ad entrare nel Partito Popolare Europeo finì nel cestino).

 

La guerra in Ucraina, poi, ha accelerato il processo di sdoganamento della Meloni in Europa: il suo convinto atlantismo, di sponda con i suoi euro-alleati polacchi, è un ottimo pass agli occhi dei mammasantissima di Bruxelles (e pure di Washington).

 

Agli osservatori interessati non è sfuggito neanche il buon rapporto che Giorgia Meloni ha intessuto con il Quirinale. Il dialogo tra la leader di Fratelli d’Italia e l’inner circle di Mattarella è più che cordiale…

 

Ps: Last but not least: se alle elezioni amministrative la Lega dovesse scendere sotto il 15%, per Salvini si spalancano le porte del Vietnam…

giorgia meloni enrico letta foto di baccogiorgia meloni enrico letta foto di bacco (4)

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni merz macron starmer trump salvini vannacci friedrich donald emmanuel keir matteo roberto

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI CONFERMA DI POSSEDERE TUTTE LE VIRTU' DEL CAMALEONTE, ANCHE LE PIU' SFACCIATE: DA QUANTO TEMPO NON PRONUNCIA PIU' IL NOME DI TRUMP? SE VIENE ESCLUSA DAL TAVOLO DELLE DECISIONI DA MACRON E MERZ, PER RIPICCA FA LA ORBAN IN GONNELLA E DICE NO ALL'ABOLIZIONE DEL DIRITTO DI VETO NELLE DECISIONI DEL CONSIGLIO EUROPEO – PERO' A FAR VORTICARE GLI OTOLITI GIÀ FRAGILI DELLA DUCETTA E' LA TENUTA DI FORZA ITALIA E LEGA SULLA LEGGE ELETTORALE: COSTRETTA A CEDERE A SALVINI (ACCISE) E A DARGLI PURE UNA MANO PER NON VEDERE LA LEGA SMANTELLATA DA VANNACCI – DIFFICILE CHE SI AVVERI IL “GIORGIA'S DREAM"” DI ELEZIONI ANTICIPATE A PRIMAVERA, MA SENZA ELECTION DAY INSIEME ALLE AMMINISTRATIVE NELLE CINQUE GRANDI CITTÀ GOVERNATE DAL CENTROSINISTRA (ROMA, MILANO, NAPOLI, TORINO, BOLOGNA): MATTARELLA HA FATTO SAPERE ALLA FU "GIORGIA DEI DUE MONDI" CHE NON CI PENSA PROPRIO DI SPEZZARE IN DUE IL VOTO: SAREBBE UN DOPPIO, INUTILE, COSTO PER UN PAESE CHE ARRANCA TRA BOLLETTE ALLE STELLE E INFLAZIONE - E IL PALLINO DELLO SCIOGLIMENTO ANTICIPATO DELLE CAMERE E', PER ORA, IN MANO AL CAPO DELLO STATO...

schlein bonafoni taruffi furfaro boccia

DAGOREPORT – IL PD-ELLY E’ MESSO MALISSIMO: DOPO IL NAUFRAGIO VENEZIANO, I SONDAGGI SONO IN CALO DI DUE PUNTI, CIO' CHE RESTA DELL'ANIMA RIFORMISTA DEL PARTITO O LA DETESTA O TAGLIA LA CORDA E I 5STELLE NON LA VOTERANNO MAI COME CANDIDATO PREMIER DEL “CAMPO LARGO” – LE PRIMARIE SONO UN GUAZZABUGLIO: CHI POTRA’ VOTARE? SARANNO APERTE A TUTTI O SOLO AGLI ISCRITTI? E CHI CONTROLLERA’ CHI, E QUANTI, SONO GLI ISCRITTI DI 5STELLE, AVS, CASA RIFORMISTA? - E POI: SI VOTERÀ IN UN TURNO UNICO O CI SARÀ UN BALLOTTAGGIO? - SE NEL PD, IL SOVIET DI ELLY, I VARI CARNEADI BONAFONI, TARUFFI, FURFARO, SI PERMETTONO ORMAI DI BULLIZZARE SULLA CHAT DEL PARTITO PINA PICIERNO ("UNA ‘ROMPICOJONI IN MENO’’), LA VERA ANIMA NERA DEL SOVIET PD, DOVE SPADRONEGGIANO "PIPPE E MART-ELLY", E' L'UNO-E-TRINO FRANCESCO BOCCIA: IL "RASPUTIN DI BISCEGLIE" FA E DISFA PER LA DUCETTA DEL NAZARENO...

thiel olah papa leone xiv prevost

DAGOREPORT - COME MAI PETER THIEL TORNA A CIANCIARE DI ANTI CRISTO A ROMA? - A FAR GIRARE I NEURONI DEL CAVALIERE DELLA TECNODESTRA AMERICANA È STATA LA SCELTA DI PAPA LEONE XIV DI INVITARE IL CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, CHRISTOPHER OLAH, ALLA PRESENTAZIONE DELL’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” -PER QUESTO, L'ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA HA DECISO DI FAR ORGANIZZARE UNA NUOVA "CROCIATA" A ROMA (APPUNTAMENTO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA) - THIEL TORNA NELLA CITTA' ETERNA DOPO CHE, LO SCORSO MARZO, IL SUO CICLO DI CONFERENZE ERA STATO SNOBBATO SIA DAL GOVERNO MELONI, SIA DAI QUATTRO SCAPPATI DI CASA DELL’EGEMONIA CULTURALE DI DESTRA...

palantir papa leone xiv enciclica magnifica humanitas peter thiel

PALANTIR SBARCA A ROMA! – PETER THIEL, L’ESEGETA DELL’ANTICRISTO, TORNA NELLA CAPITALE PER SFIDARE L’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” DI PAPA LEONE XIV SUI PERICOLI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: L’APPUNTAMENTO È FISSATO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA – TRA I SELEZIONATISSIMI ORATORI C’È IL GURU DELLA TECNODESTRA AMERICANA ANDREA VENANZONI, IL “TECNOEVANGELISTA”  DAN CALINESCU, IL COSTITUZIONALISTA ALESSANDRO STERPA – L’EVENTO, DAL TITOLO “MAGNIFICA HUMANITAS. LO SGUARDO DELLA CHIESA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE”, È ORCHESTRATO DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE VINCENZO GIOBERTI, CHE AVEVA GIÀ PORTATO A ROMA LO SCORSO MARZO THIEL A SPROLOQUIARE SULL'ANTICRISTO – SARÀ IL PRIMO SCONTRO FRONTALE TRA LA TECNODESTRA AMERICANA, CONVINTA CHE LA PACE SI OTTENGA A COLPI DI DRONI E SORVEGLIANZA PREDITTIVA, E LA CHIESA CHE VUOLE DISARMARE GLI ALGORITMI – LA SILICON VALLEY PROVERÀ A SPIEGARE A DIO COME SI GESTISCE IL PARADISO DEI DATI... (PENSA TU CHE COJONI: SE LA CHIESA ESISTE DA DUEMILA ANNI, CI SARA' UN MOTIVO...)

andrea orcel risiko friedrich merz unicredit commerzbank

DAGOREPORT - IL MURO ERETTO DA COMMERZBANK CONTRO UNICREDIT INIZIA A MOSTRARE LE PRIME CREPE – DOPO L’ANNUNCIO BY ANDREA ORCEL DEL SUPERAMENTO DELLA SOGLIA DEL 30% (E DEL 50 CONTANDO I DERIVATI), LA SECONDA BANCA TEDESCA HA CHIESTO L’AVVIO DI UN’INDAGINE ALLA BAFIN, LA CONSOB DI FRANCOFORTE. MA LA MOSSA PUÒ SOLO RALLENTARE, NON FERMARE L’OPERAZIONE – LO STESSO CANCELLIERE TEDESCO, FRIEDRICH MERZ, CHE PRIMA PARLAVA DI “ACQUISIZIONE OSTILE NON ACCETTABILE”, AVREBBE CAMBIATO IDEA DOPO LE INTERLOCUZIONI CON I GRANDI FONDI INTERNAZIONALI. PRESTO MERZ POTREBBE INCONTRARE ORCEL. E ANCHE IL FRONTE ANTI-ITALIA DEI SINDACATI TEDESCHI STAREBBE PERDENDO QUOTA – IL SEMPRE PIÙ VISPO ORCEL ACCELERA LA TRATTATIVA PER IL RISPARMIO GESTITO CON IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET. UNA VOLTA FATTO BINGO! POTRÀ TORNARE CON LA CORONA D’ALLORO A ROMA E PRENDERE A PERNACCHIE I SALVINI E GIORGETTI CHE LIQUIDARONO UNICREDIT COME “BANCA STRANIERA” STOPPANDO CON IL GOLDEN POWER LA CONQUISTA DEL “LORO” BANCO BPM…

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO