GRANDE FRATELLO MONTECITORIO - LA CAMERA HA CONSERVATO I TABULATI DI TUTTE LE TELEFONATE DEI DEPUTATI DAL 2001 A OGGI. UN’ARMA MICIDIALE, MA NESSUNO SA COME SIA STATA USATA

Franco Bechis per "Libero quotidiano"

La Camera dei deputati aveva al suo interno fino al 31 dicembre una colossale banca dati di spionaggio delle comunicazioni effettuate dai deputati. Migliaia di file legati a un codice numerico a cui corrispondeva il nome di un deputato con l'elenco dei tabulati telefonici, e cioè di tutti i numeri telefonici chiamati utilizzando quel codice.

Secondo quanto scoperto dal collegio dei Questori che casualmente si è imbattuto nel grande fratello di Montecitorio i file raccolti nella banca dati risalivano anche ad alcuni lustri fa: tutti presenti quelli delle legislature dalla quattordicesima in poi, e ovviamente inseriti anche tutti i file delle telefonate effettuate dagli attuali 630 deputati nel 2013. Nessuna regola particolare era stata adottata per la loro protezione, e nessuno sa se sia stata fatta copia di quei file o ne sia stato trasmesso qualcuno a terzi.

Di sicuro erano un'arma formidabile di violazione della privacy dei parlamentari e ovviamente di ricatto. Avrebbe fatto gola a molte correnti interne ai partiti poterne utilizzare nelle battaglie interne o per stroncare questa o quella carriera e indubbiamente era materiale d'oro per servizi segreti più o meno deviati. In quella maxi banca dati c'erano infatti i tabulati telefonici di leader politici di primissimo piano come Silvio Berlusconi, Romano Prodi, Massimo D'Alema, Gianfranco Fini, Pierferdinando Casini, Francesco Rutelli e decine di altri.

C'erano i file di questa legislatura, quindi l'elenco delle telefonate effettuate dall'intero gruppo del Movimento 5 stelle, come dei renziani del Pd, come di tutti gli altri movimenti e partiti rappresentati a Montecitorio. Usiamo il passato perché la decisione presa dal collegio dei Questori, su impulso particolare di uno di loro (Stefano Dambruoso, che prima di essere eletto con Scelta civica faceva il magistrato), è stata quella di fare distruggere i files di quella banca dati. Anche se per motivi amministrativi quelli più recenti dovranno comunque essere conservati e rendicontati.

È stato un caso a fare portare alla luce il Grande Fratello Montecitorio. Una banalità, come spesso capita nei grandi scandali. Cercando di fare un pizzico di spending review sui conti del Palazzo e sulla spesa per mantenere i deputati, il collegio dei Questori aveva cercato di dare una sterzata proprio alle spese telefoniche. Fino alla fine del 2013 infatti ad ogni deputato era concesso un rimborso forfettario annuo delle spese di telefonia di 3.098,74 euro.

Quel rimborso riguardava di fatto solo le telefonate fatte con cellulari e smartphone, perché dai telefoni fissi posti sia nelle singole postazioni parlamentari dell'aula di Montecitorio, sia nei corridoi di accesso al Transatlantico, in quello retrostante l'aula (la cosiddetta Corea), nelle commissioni e negli uffici del palazzo, erano offerte gratuitamente a tutti dall'amministrazione.

Quelle urbane possono essere effettuate da qualsiasi apparecchio e da chiunque sia autorizzato a frequentare il palazzo semplicemente anteponendo lo «0» al numero da comporre. Quelle interurbane o internazionali non sono possibili se non ai deputati che le effettuano digitando un codice loro riservato che da qualche anno è combinato anche un token e a una password personale loro fornita per accedere ad Internet e ad altri servizi a banda larga.

Grazie a quei codici tutte le telefonate erano libere e senza limiti di spesa, assorbite semplicemente dal contratto che la Camera dei deputati aveva con il gruppo Telecom Italia. Non essendoci tetti di spesa, né plafond per quelle telefonate, diventa davvero un mistero il motivo per cui siano stati conservarti per un tempo così lungo i relativi tabulati. I questori comunque alla ricerca di risparmi hanno deciso di ridurre il plafond a disposizione per ciascuno dei 630 deputati a 1.200 euro annui, comprendendo in quella somma anche le telefonate gratuite effettuate con quell'apposito codice.

Ed è proprio cercando di censire quella spesa che è saltato fuori con grande imbarazzo la banca dati, il Grande fratello Montecitorio. Questione apparsa subito della massima delicatezza, tanto che il collegio dei Questori ha scelto di fare cancellare i file così a lungo conservati in banca dati riducendone la pericolosità, ma il caso non è stato portato ad altri organismi più rilevanti.

Non in ufficio di presidenza, secondo quanto risulta a Libero, visto che il vicepresidente del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio, era perfettamente a conoscenza della riduzione dei plafond telefonici, ma non dell'esistenza di archivi che si prestavano a un così insidioso utilizzo.

Per quanto la vicenda sia stata coperta dal massimo riserbo, è difficile che ora il caso non diventi politico, e che magari porti a una commissione interna di inchiesta sulla formazione di quei file-tabulati, sui sistemi di protezione dei dati e sul possibile utilizzo. Che sicurezza ha avuto il muro su quei dati? È mai stata fatta copia dei tabulati? È possibile che i dati telefonici di un singolo deputato siano stati trasmessi a terzi?

Era integra la raccolta dei dati, o qualcuno ne mancava magari perché questo o quel leader ne è stato escluso? La risposta a queste domande serve anche a ricostruire la storia di questi anni e a fare comprendere in quale tipo di democrazia si è vissuti. Anche a garantire cosa avverrà in futuro dei nuovi dati raccolti, posto che ora legandoli a un plafond di spesa sarà necessaria la loro conservazione ai fini amministrativi.

 

Montecitorio jpegmontecitorio adn x Stefano Dambruoso Mario Monti e Silvio Berlusconi e prodi l medium casini berlusconiPierluigi Bersani Silvio Berlusconi Romano Prodi Pierferdinando Casini Mario Monti Angela Merkel berlusconi_casini

Ultimi Dagoreport

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAI, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI! I “MARANZA” SONO FREGATI, LE PIAZZE TORNERANNO PACIFICHE! OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: IL NOME DI SIHER ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, E LA SENSAZIONE È CHE SIA STATO TIRATO FUORI DI PROPOSITO COME CAPRONE ESPIATORIO PER ALIMENTARE LA NARRAZIONE DI “ASSEDIO” CHE FA COMODO ALLA DUCETTA (COME SUCCESSO CON LE PROTESTE DEI TIR AL SUD “NASCOSTE” PER DARE SPAZIO ALLE VETRINE SPACCATE DAI TEPPISTELLI DI SECONDA GENERAZIONE) – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE  - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...