giuseppe conte beppe grillo

GRILLO È PRONTO A COMMISSARIARE CONTE - ORA CHE È CHIUSO IL CONTRATTO DA 300MILA EURO, BEPPE-MAO SI PREPARA A SCENDERE A ROMA MOLTO PIÙ SPESSO: LA SUA “PRIMA” DA CONSULENTE SARÀ AL CONVEGNO SULLE COMUNITÀ ENERGETICHE RINNOVABILI, E POTREBBE ENTRARE PER LA PRIMA VOLA NELLA NUOVA SEDE DEL M5S - CONTE ATTACCA IL PD (MA NON ERANO ALLEATI?): “IL CAMPO LARGO SI È RISTRETTO. ALCUNE COMPONENTI CI HANNO ATTACCATO CON FRASI INGIURIOSE. NON SONO STATO INSULTATO COSÌ NEPPURE DAL CENTRODESTRA”

Emanuele Buzzi per il “Corriere della Sera”

 

giuseppe conte beppe grillo

Beppe Grillo torna a Roma e si prende la scena alla sua «prima» da consulente della comunicazione. Intanto è scontro tra M5S e Pd. Giuseppe Conte prende posizione sui temi, come la questione del braccio di ferro sull'invio di armi pesanti in Ucraina, che lo hanno visto in rotta con i dem.

 

«Ci sono rimasto male: di fronte ad una convinzione identitaria forte del M5S, alcune componenti del Pd hanno attaccato i 5 Stelle con frasi ingiuriose. Non sono stato insultato così neppure dal fronte del centrodestra, e invece lo sono stato dal Pd». E ha aggiunto: «Certo io col Pd ci voglio lavorare però nel rispetto reciproco e per ora non mi hanno rispettato: abbiamo subito frasi irriguardose e ingiuriose, alcune sono state addirittura volgari».

 

GIUSEPPE CONTE CON ENRICO LETTA

Conte, che in chiave elettorale è tornato a sostenere il proporzionale («necessario»), affonda anche un asse di centrosinistra più composito. Il campo largo del centrosinistra «si è ristretto pressoché immediatamente: quando abbiamo scoperto che ci doveva essere Renzi, la cui affidabilità è nota, e Calenda, che ha detto di non voler venire con i 5 Stelle, abbiamo risolto il problema...» ha commentato il presidente M5S intervistato a Metropolis di Repubblica.it .

 

di maio conte

«Non sto superando il Pd a sinistra, lo sto superando sulla linea del buonsenso che non è né di destra né di sinistra», ha chiarito ancora Conte, parlando di quei temi - dal pacifismo al salario minimo - su cui il leader pentastellato sta insistendo. Non a caso il presidente M5S ha bocciato l'idea di costruire inceneritori («Il Pd deve capire che noi siamo per la transizione energetica ed ecologica vera»).

 

«Con Grillo ci parliamo molto spesso, quasi tutti i giorni, con Di Maio ci aggiorniamo, ci siamo parlati oggi», ha sottolineato l'ex premier a proposito dei rapporti interni al Movimento. E proprio in queste ore il garante M5S è tornato a Roma: oggi sarà al convegno sulle Comunità energetiche rinnovabili promosso dal senatore Gianni Girotto, convegno a cui parteciperà anche Conte. Con il leader M5S Grillo sta convergendo su una linea dai temi identitari più netti. «Beppe non vede l'ora di dare il suo apporto su progetti concreti» raccontano i ben informati.

giuseppe conte beppe grillo 2

 

Non è escluso che nelle prossime ore il garante incontri Conte in privato per esporre alcune idee e considerazioni. E potrebbe esserci anche una «prima»: l'esordio del fondatore nella sede del M5S, a due passi dai palazzi del Parlamento.

 

Ma proprio il contratto da 300 mila euro firmato da Grillo continua a creare ripercussioni indirette nel partito. Ora c'è un fronte con i creditori: alcuni professionisti, nei termini di un accordo siglato un anno fa con il M5S, aspettano di vedere le loro spettanze saldate dai 5 Stelle. Intanto, proprio con il Pd attaccato da Conte, rischia di crearsi un piccolo paradosso: più lontani su agenda e tematiche nazionale, ma più vicini in chiave Amministrative.

 

conte di maio

Il Movimento infatti non sarà quasi mai «indipendente» alle prossime Comunali, ma molto spesso in coalizione con i democratici. Le liste autonome certificate, fino a pochi anni fa cavallo di battaglia di 5 Stelle, saranno solo poche decine. «Non c'è da preoccuparsi - sostengono fonti del Movimento -. Si tratta solo della naturale evoluzione a livello territoriale del percorso progressista del M5S». Ma tra gli attivisti la scelta ha provocato qualche malumore.

enrico letta giuseppe conte matteo salvini matteo renzi meme by carloenrico letta e giuseppe conte 2giuseppe conte beppe grillo 1

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...