1. L’ITALIA È L’UNICO PAESE IN CUI LE PREVISIONI DI CRESCITA DEL TESORO (+1%) DIVERGONO DA QUELLE DELL’ISTAT (+0,7%), E DOVE MARPIONNE PUÒ RACCONTARE LE SUE PALLE 2. NELL’INTERVISTA A ‘REPUBBLICA’ L’AD HA SPIEGATO CHE “FIAT LASCERÀ IL MASS MARKET” (CIOÈ LE UTILITARIE) PER CONCENTRARSI SOLO SULLE AUTO DI LUSSO. METTENDO I MOTORI FERRARI DENTRO LE AUTO ALFA ROMEO. UN DANNO PER ENTRAMBE! 3. CERTO CHE CONTINUERÀ A FARE UTILITARIE (IN BRASILE), PRODUCENDO IN ITALIA UN PAIO DI MODELLI ALFA PER CONSENTIRE AI POLITICI DI DIRE CHE SI TRATTA DEL RILANCIO DEL MADE IN ITALY, SENZA RECUPERARE AFFATTO I LIVELLI DI OCCUPAZIONE PROMESSI 4. MA I CASI TELECOM E ALITALIA DIMOSTRANO CHE AL MINISTERO DELL’ECONOMIA SI BEVONO TUTTE LE PANZANE RIFILATE DAI FINTI CAPITALISTI, MENTRE IL PAESE PERDE FILIERE PRODUTTIVE, POLI INDUSTRIALI E DI SERVIZI, E GLI IMPRENDITORI SE NE VANNO ALL’ESTERO


Superbonus per Dagospia

L'Italia e' l'unico paese al mondo in cui le previsioni di crescita per il 2014 del Ministero dell'Economia (+1%) divergono da quelle dell'Istituto Nazionale di Statistica (+0,7%).
Incredibile ma vero, 30% di differenza nella previsione piu' importante per le finanze di un paese non ha scandalizzato nessuno dei giornaloni nazionali. In USA, in Germania o in Inghilterra una tale discrepanza avrebbe provocato dimissioni a catena, ma da noi tutto e' normale, tutto passa, nessuno lascia.

D'altronde solo in Italia uno "svizzero" come Marpionne avrebbe potuto farla franca. Dopo aver promesso mari e monti, nuovi modelli per la Fiat ed aumento dell'occupazione, il Marpionne nazionale si appresta a fuggire dal Belpaese per non farsi ricordare le palle vendute a sindacati (compiacenti) e politici (incompetenti).

Nella sua ultima intervista a Repubblica l'AD di Fiat ha spiegato a noi poveri sprovveduti ignoranti che il gruppo automobilistico avrebbe lasciato il segmento "mass market", cioe' delle utilitarie, per concentrarsi su quello "premium" (leggi auto di lusso).

Una palla clamorosa a cui nessuno (tranne la solita FIOM) ha risposto chiedendo chiarimenti o piani industriali coerenti. Una palla perche' Fiat non puo' lasciare il mercato mass market in Brasile dove e' il primo produttore e non puo' pensare di mantenere gli attuali livelli d'occupazione in Italia producendo vetture premium. Marchionne ci vorrebbe far credere in un rilancio dell'Alfa Romeo utilizzando motori Ferrari! Un danno sia per la Ferrari che per l'Alfa!

Quanti motori dovrebbe produrre la piccola azienda di Maranello? Oppure si pensa di far produrre i motori Ferrari ad Alfa? Si passerebbe dalla produzione semi artigianale a quella in serie? E cosa differenzierebbe a quel punto una Ferrari da una Mercedes o da una BMW? Ed il marchio Alfa che vantaggio competitivo avrebbe? Di montare un motore Ferrari che non sarebbe mai un vero gioiello di Maranello ?

Palle allo stato puro. In realta' il piano di Marpionne e' chiaro:

a) Trasferire la sede legale del gruppo in USA dove concentrera' il massimo degli sforzi e degli investimenti nel segmento premium;

b) Usare l'Italia per montare una parte delle automobili Chrysler destinate al mercato europeo beneficiando cosi' di arbitraggi fiscali fra i due continenti;

c) Concentrare la produzione dei modelli mass market in Brasile ed esportando da questo verso il resto del mondo;

d) Deviare l'attenzione della stampa compiacente presentando uno o due modelli Alfa che consentiranno ai politici (incompetenti e in malafede) di dire che si tratta di un rilancio del Made in Italy;

Nonostante questo sia abbastanza chiaro a tutti gli osservatori al Ministero dell'Economia e a Palazzo Chigi dormono sogni tranquilli, pensando che la "crescita" sia un elemento spirituale di una nazione e che basta evocarla nelle conferenze stampa per vederla materializzarsi.

In realta' l'Italia sta perdendo tutte le grandi filiere produttive ed infrastrutturali, il caso Alitalia e' il simbolo del fallimento dell'establishment politico ed imprenditoriale italiano. Un caso pietoso di demagogia, mala gestione, miopia imprenditoriale e Stato incompetente ed arruffone. Roberto Colaninno, padre di Matteo ex responsabile economico PD, e' alla guida dello sgangherato gruppo aereo con l'unico obiettivo di venderlo a qualcuno.

Qualcuno che non si trova, perche' l'operazione "salvataggio" organizzata da Corrado Passera (prima da Banca Intesa e poi dal Ministro dello Sviluppo Economico!) faceva acqua da tutte le parti a partire dalla incorporazione di Air One che era messa peggio della stessa Alitalia.

E Telecom? Dopo essere stata spolpata da Colannino (lo stesso di Alitalia) e' stata definitivamente affondata con l'aiuto delle solite banche che ora per rientrare delle linee di fido non vedono l'ora di venderla e di farne uno spezzatino.

Prima di rilasciare dichiarazioni fantasiose sulla "crescita" il governo dovrebbe dirci quanto possa essere sostenibile uno sviluppo senza poli industriali e di servizi che possano investire in innovazione seguendo i trend internazionali. Quanto possono reggere piccole e medie imprese senza avere commesse interne che indichino i trend di cambiamento nei prodotti e nei servizi? E soprattutto: se i maggiori committenti sono all'estero, perche' imprenditori e ricercatori dovrebbero rimanere in un paese con politici incompetenti e tassazione altissima?

Aspettiamo una risposta dal Ministero dell'Economia e dall'Istat sperando che questa volta siano d'accordo almeno sulle palle da raccontarci.

 

 

john elkann e sergio marchionne consegnano la lancia thema presidenziale a giorgio napolitano SERGIO MARCHIONNE E JOHN ELKANN FOTO ANSA FIAT CHRYSLER MARCHIONNE EZIO MAURO big sergio marchionne ezio mauro MARCHIONNE EZIO MAURO resizer jsp mllmgl auto26 ferrari 750 monza 1955alfa romeoCARLO DE BENEDETTI ROBERTO COLANINNO FOTO LAPRESSE Corrado Passera

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...