bonisoli

IUS BONISOLI – IL MINISTRO DEI BENI CULTURALI TORNA ALLA CARICA SUI DIRETTORI: “IL PASSAPORTO STRANIERO NON SARÀ PIÙ UNA NOTA DI MERITO. DOVRANNO ESSERE BRAVI, IN GRADO DI PARLARE L’ITALIANO E DI INTEGRARSI” – “LA TUTELA DEI BENI CULTURALI DEVE AVERE LA PREMINENZA SULLA VALORIZZAZIONE”. LA TENTAZIONE DI ELIMINARE STORIA DELL’ARTE AL LICEO? “ERA UNO SCHERZO, MA A SCUOLA SI DOVREBBE INSEGNARE…”

alberto bonisoli

Flavia Amabile per “la Stampa”

 

I prossimi direttori dei musei? Dovranno essere bravi, in grado di parlare l' italiano e di integrarsi nel nostro Paese, e il passaporto straniero non sarà più una nota di merito. È la promessa di Alberto Bonisoli, ministro dei Beni culturali, che ha appena avviato una riflessione su poteri e competenze dei direttori dei musei che si concluderà nel giro di qualche mese con diverse modifiche.

 

Ministro, innanzitutto ci racconti che cosa non le piaceva nella storia dell' arte quando era studente, tanto da farle avere la tentazione di bandire la materia dalle scuole.

alberto bonisoli luigi di maio

«Quello era uno scherzo. In queste ore ho parlato con alcuni parlamentari che hanno intenzione di aumentare il numero delle ore di storia dell' arte a scuola: sono d' accordo.

 

Nel mio ricordo la materia era troppo legata agli aspetti cronologici, al massimo si arrivava a metà Ottocento. Resta fuori l' arte del Novecento, e poi moda, design e arti contemporanee che invece andrebbero insegnate per fare in modo che i ragazzi abbiano maggiore dimestichezza con quello che accade nel mondo di oggi.

 

FRANCESCHINI AL COLOSSEO

La materia è di competenza del Miur ma vorrei attivare una collaborazione interministeriale in questo senso» .

 

Il Salone del Libro di Torino è in difficoltà. L' ex direttore Ernesto Ferrero le ha rivolto un appello dalle colonne di questo giornale chiedendole di intervenire per affidare a «soggetti altri» il compito di superare la paralisi che si è creata. Che cosa farà?

«Nutro un sacro rispetto per le competenze istituzionali, indipendentemente da chi sia al governo nei Comuni o nelle Regioni. A Torino ho percepito anche io una situazione di impasse nei confronti della quale ho un atteggiamento laico: mi andrà bene qualsiasi cosa andrà bene a Comune e Regione.

 

Ritengo però che il patrimonio costruito con fondi pubblici in oltre trent' anni di lavoro vada protetto. Avere un atteggiamento laico non vuol dire essere indifferente».

 

salone libro torino 3

Due direttori dei musei italiani stanno per andare in pensione. L' ex ministro Franceschini aveva sottolineato l' importanza di aprire le porte a risorse in arrivo dall' estero. È d' accordo?

«Vorrei trovare direttori bravi. Franceschini ha avuto ragione in quel momento storico, oggi non avrebbe più lo stesso senso. Allora il paracadutato poteva aiutare, ora non ce n' è più bisogno: abbiamo raggiunto la maturità necessaria per selezionare le persone indipendentemente dal passaporto.

 

Non tutti i direttori sono stati capaci di integrarsi e anche in città internazionali come Firenze o Roma c' è bisogno innanzitutto di persone che sappiano parlare bene l' italiano e capire il territorio. Non voglio logiche di campanile ma nemmeno un direttore del museo di serie B solo perché viene da fuori».

 

cecile hollberg

I direttori chiedono da tempo una maggiore autonomia gestionale anche per fare nuove assunzioni. Riuscirete ad ascoltarli?

«In passato si è data importanza a questi musei autonomi ma senza fornirli di risorse organiche adeguate. Va definita meglio l' autonomia dei direttori.

 

Per alcuni versi ne hanno tantissima, per altri troppo poca come sulle assunzioni. Ci stiamo riflettendo. La macchina non funziona, è come una ruota deformata, va messa in condizione di lavorare bene per funzionare. Entro gennaio o al massimo entro il primo anno di mandato saremo pronti con i cambiamenti».

 

SAN GIUSEPPE DEI FALEGNAMI

I soprintendenti e una larga parte del mondo culturale italiano si sono schierati apertamente contro la linea del precedente ministro, tutta tesa verso la valorizzazione dei beni culturali e meno concentrata sulla tutela e la conservazione del patrimonio. Va invertita la rotta?

«I soprintendenti hanno ragione. La tutela è anche una delle mie priorità e deve avere la preminenza rispetto alla valorizzazione».

 

il ministro dei beni culturali alberto bonisoli (4)

Come pensa di riuscirci?

«Intervenendo sull' organizzazione e sulle risorse e attraverso l' indirizzo politico. Sono il primo a sostenere che, se c' è da proteggere un bene, si deve dare ascolto alle Soprintendenze. Ovviamente, se poi il soprintendente ha torto, se ne assume la responsabilità».

 

SAN GIUSEPPE DEI FALEGNAMI

Il crollo del tetto della chiesa di San Giuseppe ai Falegnami ha fatto emergere un problema di competenze creato dalla riforma Franceschini. Va cambiato anche questo aspetto?

«Più che un problema di competenze bisogna mettere fine a una cultura troppo diffusa nell' amministrazione pubblica, quella di scaricare le responsabilità su altri».

 

Non c' è solo la chiesa di san Giuseppe dei Falegnami, negli ultimi anni gli episodi di crolli e cedimenti nei monumenti sono sempre più numerosi. C' è di sicuro un problema di manutenzione.

MICHELA DI BIASE E DARIO FRANCESCHINI

«È stata fatta manutenzione in passato, non veniamo da un puro deserto. È mancata una visione d' insieme e non si è fatto il giusto uso della tecnologia a disposizione. È quello che invece intendo fare».

 

L' Art bonus voluto da Franceschini non ha funzionato. È uno strumento che va migliorato? O va cancellato?

«Sull' Art bonus va avviata una riflessione, ma non è tra le priorità in questo momento».

SAN GIUSEPPE DEI FALEGNAMIsan giuseppe dei falegnamiSAN GIUSEPPE DEI FALEGNAMISAN GIUSEPPE DEI FALEGNAMI

 

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...