KATIA PASQUINO, LA RAGAZZA LA CUI DENUNCIA HA SCATENATO IL CASO-RUBY, IN SEXY POSA FOTOGRAFICA CON MARCELLO LALA, L’UOMO DELLO “GNOCCAPARTY” DEMOCRATICO - LA TERZA SEZIONE CIVILE DI ROMA “MASSACRA” BERSANI: ILLEGITTIMO IL COMMISSARIAMENTO DEL PD PROVINCIALE AVVENUTO DOPO LE PRIMARIE - ADDIO POMPEI! DA QUANDO L’INESISTENTE ORNAGHI HA SOSTITUITO BONDI, DELLE CONTINUE FRANE NON FREGA PIU’ UNA MAZZA A NESSUNO…

Carlo Tarallo per Dagospia

1-L'affare si ingrossa: stamattina Nicola Tremante, reintegrato dalla Terza Sezione Civile del Tribunale di Roma nel suo incarico di segretario provinciale del Pd di Napoli con una sentenza senza precedenti, avrebbe scritto questa mattina all'ormai ex commissario Andrea Orlando per concordare il passaggio di consegne.

Nicola, soprannominato "Nick the flex" perché è riuscito a scardinare la serratura blindata con la quale Culatello Bersani un anno fa aveva sigillato il partito sotto ‘o Vesuvio e affidato le chiavi al suo fedelissimo Orlando, responsabile nazionale Giustizia del partito, non ha nessuna voglia di farsi da parte nonostante il "pressing" al quale viene sottoposto in queste ore e i proclami bellicosi che giungono dalla Capitale all'insegna del coro "della sentenza ce ne freghiamo, Orlando tornerà commissario!".

Eppure quella sentenza che venerdì scorso ha annullato la proroga del commissariamento della federazione di Napoli decisa da Bersani lo scorso 24 giugno, è un macigno dal punto di vista politico. Dagospia è entrato in possesso dell'atto, che contiene una lunga serie di critiche, osservazioni e rilievi alla metodologia seguita da Culatello & co. quando, dopo lo choc delle primarie flop di Napoli dello scorso anno, Tremante fu "sollevato" dall'incarico senza alcuna spiegazione e l'Orlando Noioso si insediò alla guida della federazione provinciale. Il punto centrale è che non sussistono, secondo i giudici, le "gravi e ripetute violazioni dello Statuto e del Codice Etico" necessarie per commissariale una segreteria provinciale eletta da un congresso.

"Il provvedimento di commissariamento - scrive il giudice - doveva far riferimento a specifici imputabili o comunque riferibili al Tremante nella qualifica di segretario provinciale del Pd di Napoli ovvero alla sua gestione ed organizzazione del partito a Napoli, ed era necessario, per superare il vaglio giurisdizionale, che tali fatti fossero, fin dal momento dell'adozione e poi ratifica del provvedimento, specificamente posti a fondamento del provvedimento di commissariamento. Nulla risulta emergere dai documenti".

E adesso? E adesso sono cavoli amari: i sinistrati campani stanno pensando di convocare una direzione regionale per "ricommissariare" di fatto il partito napoletano, rendendo così inefficace dal punto di vista pratico la sentenza del Tribunale. Ma a Roma in tanti non sono d'accordo: "Meno male - spiffera un anticulatello capitolino - che siamo il partito della legalità! Dobbiamo rispettare la sentenza del giudice, non cercare scorciatoie pur di salvare la faccia a Bersani e Orlando. La figuraccia ormai è fatta, aggiungere altre forzature sarebbe ancora peggio". Ma che farà Bersani? Rispetterà la sentenza o andrà avanti? Ah saperlo...

2- Katia Pasquino "in eslilio" a Napoli? Proprio così: la cubista che denunciò il furto di 3.000 euro da parte della sua ex coinquilina Ruby Rubacuori, facendo finire in Questura la "nipote di Mubarak", si è trasferita sotto ‘o Vesuvio. Eccola, domenica scorsa, a un party al "Terminal 8", discoclub all'interno del porto di Napoli. E chi sbaciucchia in foto la nostra amica Katia? Nientedimeno che Marcello Lala, l'organizzatore di eventi famoso per aver dato il meglio di sé in occasione del famigerato "gnocca Pd party"!

Proprio lui, che procurò le "ragazze immagine" smutandate in occasione della seratina che ha imbarazzato (e non poco) Bersani, incazzatissimo vedendo le foto del suo responsabile nazionale giustizia Andrea Orlando (all'epoca commissario provinciale napoletano) e dei massimi esponenti del partito (il segretario regionale Enzo Amendola, il capogruppo Peppe Russo) insieme a Stefano Caldoro al party più chiacchierato dell'anno...

3- I crolli "tecnici" non interessano più a nessuno? Pare di no: ora che non c'è più Sandro Bondi a scaldare la poltrona di Ministro della Cultura, la sensazione è che di Pompei, degli scavi, del degrado in cui si trova il sito archeologico, non freghi più niente a nessuno. L'ultimo sfregio sabato scorso: il crollo di un muro affrescato di una domus già chiusa al pubblico ha comportato il transennamento di un'area degli scavi, la strada che porta alla famosa casa di Marco Lucrezio Frontone. Se Bondi fosse ancora al Ministero, state certi che avremmo già ascoltato grida di dolore e letto agenzie al vetriolo. Ma Lorenzo Ornaghi, si sa, da tecnico non si tocca. E così, manco uno straccio di protesta si è levata da sotto ‘o Vesuvio all'indirizzo del Governo...

 

 

Katia PasquinoRUBY AL PARADISO DI RIMINIIL MINISTRO ORNAGHI PIERLUIGI BERSANIScavi di Pompeimarcello lalaANDREA ORLANDO

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