giuseppe conte rocco casalino vincenzo spadafora

“CONTE STA SCONTANDO IL FATTO DI NON AVER MAI FATTO POLITICA” - LE BORDATE DI SPADAFORA CONTRO L’AVVOCATO DI ALPA: “È STATO UN OTTIMO PREMIER, MA GUIDARE IL MOVIMENTO È COSA MOLTO DIVERSA. IL M5S DEVE CONFERMARE IL SUO SÌ A DRAGHI FINO ALLA FINE DELLA LEGISLATURA” - LA FRECCIATONA A ROCCO CASALINO: “ABBIAMO SBAGLIATO OGNI VOLTA CHE ABBIAMO PENSATO CHE LA COMUNICAZIONE POTESSE PREVALERE SUI RAGIONAMENTI POLITICI. QUASI TUTTI GLI SLOGAN CI SONO TORNATI CONTRO”

Emanuele Buzzi per il “Corriere della Sera”

 

VINCENZO SPADAFORA CON IL SUO LIBRO

 «Non avrei potuto mai immaginare un'ondata di affetto di questa portata. Ho ricevuto centinaia di messaggi da personalità di ogni ambito ma soprattutto tantissimi di giovani che mi ringraziano perché hanno letto il mio gesto come un segno di conforto e speranza per loro. Era ciò che speravo»: Vincenzo Spadafora parla per la prima volta dopo l'intervista a Che tempo che fa in cui ha fatto coming out. Della sua vita privata l'ex ministro ne scrive anche in Senza riserve , libro in uscita domani per Solferino.

 

Perché ha deciso di parlarne proprio ora?

«Va rispettato il percorso di ciascuno. La vita privata delle persone deve rimanere tale, e chi decide di aprirsi deve poterlo fare solo quando si sente pronto. Io lo sono stato ora, riflettendo anche sul fatto che il mio ruolo mi impone una testimonianza forte e chiara in un momento in cui viviamo un'arretratezza culturale pericolosa sul tema dei diritti.

 

il coming out di vincenzo spadafora 3

Per anni ho percepito il brusio, le battutine, la sensazione che si volesse usare il mio orientamento come un'arma contro di me: ecco, quella lama non può più ferire».

 

Di chi parla? C'è ipocrisia in politica su questo tema?

«È evidente che in Parlamento come altrove vi sia ancora un velo di ipocrisia, a me non interessa invitare qualcuno ad esprimere il proprio orientamento sessuale quanto garantire all'interno del Parlamento un impegno concreto a favore dei diritti per tutti. Purtroppo le scene delle ultime settimane raccontano tutt' altro, un Parlamento distante dalla realtà e dai bisogni reali delle persone su questo tema, come su molti altri».

VINCENZO SPADAFORA GIUSEPPE CONTE

 

Tornando alla politica, il M5S è in una fase di stallo?

«È evidente che il nuovo corso sia iniziato con più di qualche difficoltà. Io sono convinto che Conte possa ancora riuscire nella sfida di rinnovare il progetto politico del Movimento Cinque Stelle, ma solo se saprà aprirsi, ascoltare e farsi aiutare, puntando ad innovare ma anche valorizzando il patrimonio di idee, donne e uomini che hanno garantito al M5S di crescere».

 

VINCENZO SPADAFORA SENZA RISERVE

Lei parla della qualità delle prossime candidature. Dice che sarà fondamentale...

«Sicuramente la scelta dei candidati alle prossime elezioni sarà una questione dirimente per garantire la trasparenza e la qualità di cui abbiamo bisogno. In sintesi: mai più soggetti tipo Barillari e Cunial».

 

Lei scrive che un conto è fare il leader e un conto è fare il premier: Conte si è abituato al nuovo ruolo?

«Come ho scritto nel libro, Conte è stato un ottimo presidente del Consiglio e ha saputo gestire al meglio uno dei periodi più complessi della storia italiana. Guidare il Movimento è effettivamente cosa molto diversa e credo che Giuseppe stia ancora scontando il fatto di non aver mai fatto politica e non aver vissuto il M5S fino a qualche mese fa».

 

In queste ore c'è un'assemblea congiunta di deputati e senatori. Quanto rischia il M5S sul Colle?

CASALINO DI MAIO VARRICCHIO SPADAFORA

«Mi fa molto piacere che Conte abbia risposto positivamente alla richiesta dei gruppi parlamentari di condividere la linea sulle elezioni del presidente della Repubblica. Diversamente rischieremo una spaccatura tra i gruppi e Conte che non possiamo permetterci, soprattutto in un voto segreto»...

 

Quale è la via da seguire?

«Credo che il M5S debba confermare il suo sì a Draghi a Palazzo Chigi fino alla fine della legislatura.

 

spadafora conte

Abbiamo pagato un prezzo molto caro nei confronti del nostro elettorato entrando a far parte dell'attuale governo e nel 2023 possiamo convincere i nostri elettori che abbiamo fatto una scelta giusta solo se porteremo dei risultati concreti per tutti i cittadini. Andare alle elezioni, come certamente accadrebbe con la elezione di Draghi al Quirinale, significherebbe vanificare tutto questo».

il coming out di vincenzo spadafora 2

 

È un rischio concreto però.

«Spero davvero che sia lo stesso presidente Draghi a smarcarsi da queste voci confermando la fiducia che il Parlamento gli ha votato quando si è insediato con lo scopo di portare il Paese fuori dallo stato di emergenza Covid e per la piena programmazione del Pnrr, obiettivi ancora da raggiungere».

 

Cita molti errori nel libro. Quale è stato il peggiore?

giuseppe conte e rocco casalino

«Abbiamo sbagliato ogni volta che abbiamo pensato che la comunicazione potesse prevalere sui ragionamenti politici e sui fatti concreti. Quasi tutti gli slogan ci sono tornati contro».

 

Lei parla anche di establishment.

«I poteri forti non sono così forti, se la politica fa il suo mestiere, quando invece i partiti e il Parlamento sono deboli questi apparati prendono il sopravvento. Ecco, credo che in questo momento il nostro obiettivo debba essere dettare una linea politica a questi poteri per il bene del Paese, non subirli, ma dobbiamo riprendere vigore».

 

virginia saba vincenzo spadafora foto di bacco (1)

Che futuro vede per il M5S?

 «Dobbiamo costruire un progetto politico nuovo, coinvolgere i giovani, interpretare le battaglie cruciali che ci indicano: l'ambiente e il lavoro. Dobbiamo lavorare per riportare il Movimento ad essere una forza credibile, in grado di appassionare, con una identità definita: a quel punto nessuno si preoccuperà di diventare succubi del Pd nell'alleanza di centrosinistra, perché porteremo la nostra forza e le nostre idee».

VINCENZO SPADAFORA GIUSEPPE CONTE

Ultimi Dagoreport

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...