scontri napoli de magistris

“DE MAGISTRIS GODE PER LA RIVOLTA SEDUTO IN TV” - “IL GIORNALE” ALL’ATTACCO DEL NARCI-SINDACO: “C'È IL SOSPETTO CHE SIA CONTENTO DELLA RIVOLTA CONTRO DE LUCA, SUO PRINCIPALE AVVERSARIO POLITICO. MA IN FONDO C'È ANCHE LA SUA “MANINA” INDIRETTA DIETRO GLI SCONTRI. L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI NAPOLI DA ANNI FLIRTA CON I CENTRI SOCIALI” - IL VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE CAMPANIA, FULVIO BONAVITACOLA: “GLI MANCAVA, NELLA SUA LUMINOSA PARABOLA, SOLO LO SCIACALLAGGIO SOCIALE. ADESSO IL SUO PERCORSO SI È COMPIUTO”

Pasquale Napolitano per “il Giornale”

 

DE MAGISTRIS E DE LUCA

Napoli brucia e il sindaco Luigi De Magistris «gode», seduto in poltrona in tv. È un venerdì di fuoco per il capoluogo partenopeo: il governatore della Campania Vincenzo De Luca annuncia il lockdown. Cittadini, commercianti e imprenditori scendono in strada per manifestare contro il blocco totale delle attività. Il corteo spontaneo si trasforma in una guerriglia contro le forze dell'ordine: centri sociali, ultrà e frange della criminalità locale si infiltrano. La città è messa a ferro e fuoco. E De Magistris che fa? È serenamente seduto nello studio del programma Titolo V.

DE MAGISTRIS A TITOLO QUINTO MENTRE A NAPOLI SI SCATENA LA RIVOLTA

 

Si gode lo spettacolo di una città, la sua, in fiamme. C'è il sospetto che sia contento della rivolta contro De Luca, suo principale avversario politico. «Ma non sarebbe utile che in questo momento lei ci lasciasse e andasse lì?» chiede la giornalista Lucia Annunziata, ospite in studio con l'ex pm. Il primo cittadino sorride e risponde. «Sì, posso pure andare, ma non è che posso andare dentro a uno scontro. Io sarei un attimo più attento a capire cosa sta succedendo».

 

DE LUCA E DE MAGISTRIS

Le scene sono chiarissime: la città è ostaggio dei violenti. A mente fredda, il primo cittadino si difende: «Non ho la palla di vetro, non potevo prevedere che ci sarebbero stati degli scontri anche perché nessuno ci aveva avvisato. Ero in uno studio televisivo di Napoli, in tempo reale ho visto quelle immagini e potevo decidere di abbandonare lo studio, ma non sono un poliziotto che deve andare in piazza, e così mi sarei sottratto, cosa che non deve fare un sindaco, alle domande di giornalisti del servizio pubblico».

 

bonavitacola

Ma in fondo c'è anche la «manina» indiretta del primo cittadino dietro gli scontri. L'amministrazione comunale di Napoli da anni flirta con i centri sociali. Eleonora De Majo, esponente di primo piano del centro sociale Insurgencia, è stata nominata assessore alla Cultura del Comune di Napoli. Ivo Poggiani, altro esponente di spicco della frangia movimentista dei centri sociali napoletani, è presidente di una municipalità in quota Dema.

 

La guerriglia di venerdì notte sembra un remake degli scontri tra manifestanti e polizia avvenuti nell'aprile del 2016 in occasione della visita a Napoli dell'allora premier Matteo Renzi. E in quell'occasione (come venerdì notte) ci fu la partecipazione dei centri sociali vicini al sindaco De Magistris.

 

DE MAGISTRIS E DE LUCA

Ecco perché ora, all'indomani degli scontri, monta la polemica contro il sindaco: «Che De Magistris vivesse ormai solo di microfoni era chiaro da tempo. Gli mancava, nella sua luminosa parabola, solo lo sciacallaggio sociale. Adesso il suo percorso si è davvero compiuto. E non sprecheremo tempo a chiederci se un uomo delle istituzioni può comportarsi come De Magistris in un momento così delicato: egli non è un uomo delle istituzioni.

 

FULVIO BONAVITACOLA E VINCENZO DE LUCA

Né sprecheremo tempo a chiederci dov' era il sindaco di Napoli in questi mesi, mentre negli ospedali e nella città si combatteva contro un'emergenza senza precedenti: Napoli non ha un sindaco», attacca il vicepresidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola. Il sindaco respinge le accuse e prova a placare gli animi: «Quello che è accaduto stanotte è una pagina buia e amara che non è Napoli, ma una frangia violenta». Però sbaglia chi sottovaluta.

 

Mai come in questo momento, bisogna essere uniti, forti e coesi. È fondamentale rispettare le regole a tutela della nostra salute e quella degli altri. Sempre, anche quando si manifesta in maniera pacifica e non violenta il dissenso di fronte a provvedimenti o situazioni che destano allarme e preoccupazione. Ecco perché è necessario che, qualora ci dovesse essere un imminente lockdown, si mettano in campo tutte le misure per sostenere il profondo disagio economico».

             

RIVOLTA A NAPOLI CONTRO LE MISURE ANTI COVIDRIVOLTA A NAPOLI CONTRO LE MISURE ANTI COVID

 

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)