filippo sensi devianza devianze

“DEFINIRE DEVIANZA OBESITÀ E AUTOLESIONISMO È UN ABOMINIO” – IL DEPUTATO PD FILIPPO SENSI, EX PORTAVOCE DI RENZI (E EX OBESO), CONTRO IL TWEET (RIMOSSO) DI FRATELLI D’ITALIA SULLE “DEVIANZE”: “NON CAPISCO COME SI POSSA DEFINIRE L'OBESITÀ UNA DEVIANZA, QUANDO A VOLTE È LEGATA A COMPORTAMENTI ALIMENTARI E ALTRE VOLTE È INVECE UN DISTURBO DI SALUTE. NON MI È SEMBRATO SOLO UNO SCIVOLONE MA QUALCOSA DI PIÙ GRAVE.  COSA SIGNIFICA PARLARE DI ITALIANI SANI? SPESSO QUESTE DEVIANZE SONO DEI DISTURBI, DELLE MALATTIE…”

Maria Berlinguer per “la Stampa”

 

filippo sensi

Ho visto un post sui social di Fratelli d'Italia che dettagliava le cosiddette "devianze" di Giorgia Meloni in una serie di voci che non avevano niente a che vedere tra loro e che soprattutto non avevano niente a che vedere con la devianza: definire devianza l'autolesionismo, un fenomeno drammatico che dopo la pandemia ha colpito moltissimi adolescenti e tantissime famiglie, è un abominio». Filippo Sensi, ex portavoce di Renzi e Gentiloni, premette di parlare anche come promotore del bonus psicologo.

 

In che senso?

GIORGIA MELONI E LE DEVIANZE

«Non capisco come si possa definire l'obesità una devianza, quando a volte è legata a comportamenti alimentari e altre volte è invece un disturbo di salute. Non mi è sembrato solo uno scivolone ma qualcosa di più grave.

 

Cosa significa parlare di italiani sani? Non voglio polemizzare con Giorgia Meloni. Non mi piace l'idea degli italiani sani contrapposti agli italiani devianti. Spesso queste devianze sono dei disturbi, delle malattie, non ci siamo proprio.

 

Mi preoccupa molto l'idea di una presunta normalità contrapposta all'idea di devianza.

Nel post di Fratelli d'Italia si mettono obesità, anoressia e autolesionismo insieme a tabagismo e l'alcolismo, francamente mi sembra non solo intollerabile ma addirittura un insulto nei confronti di chi vive in prima persona, sulla propria pelle, una di queste condizioni».

 

IL TWEET DI FRATELLI DITALIA - ANORESSIA E OBESITA TRA LE DEVIANZE GIOVANILI

Tutte questioni aggravate dalla pandemia.

«La parola devianza è profondamente inquietante. Secondo Fratelli d'Italia il deviante sarebbe uno che devia volontariamente non so rispetto a quale retta via, come se fosse una scelta deliberata il comportarsi in maniera rischiosa o in maniera da mettere a repentaglio il buon ordine sociale.

 

Non capisco che cosa possa entrarci questo con un ragazzino che nasconde sotto la felpa il fatto di essersi tagliato con le forbici le braccia perché magari non ce la fa più o che ha tendenze suicide.

 

Abbiamo fatto un lavoro molto serio su questo in Parlamento con il bonus psicologo, in particolare per dare una mano e sostenere l'aiuto alle famiglie e alle persone più esposte dopo questi anni di pandemia. Tutti i gruppi parlamentari lo hanno sostenuto, compreso Fratelli d'Italia.

 

Pensare che siccome siamo in campagna elettorale quello sforzo unitario debba svanire e constatare che oggi non vale più la consapevolezza dell'importanza di affrontare la salute mentale come una priorità condivisa è una sconfessione del lavoro fatto insieme».

renzi filippo sensi

 

Il bonus vale solo per gli adolescenti?

«Il sostegno non riguarda solo i ragazzi e il governo nel decreto aiuti lo ha esteso, perché disagi come ansia e depressione non riguardano solo i minori.

Si era trovata una coralità sul fatto che la salute mentale fosse una priorità».

 

Considera questo solo uno scivolone?

«Qualcosa di più. Tutta la campagna di Meloni è stata finora rivolta a dire "Siamo pronti". Siamo affidabili, siamo una destra credibile, contemporanea, non siamo più quelli che descrivono gli avversari. Ma il punto è quali parole scegli, quali messaggi veicoli. Mi sembra che in queste ore i messaggi di Fratelli d'Italia contraddicano quella loro narrativa e rispondano a riflessi condizionati antichi, che sono quelli tradizionali della destra».-

GIORGIA MELONI E LE DEVIANZE filippo sensi

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?